|
Materiale archiviato da
GENNAIO 2008
|
|
materiale
archiviato in
data
20//01/2008 |
|
|
Ma cosa succede nella maggioranza?
|
Seconda parte (ma non troppo…) |
|
e le email d’aggiornamento. |
|
|
|
Nell’ultimo
aggiornamento
del
nostro
sito,
abbiamo
pubblicato
una
email di
Claudio
Balasini
a firma
Nuova
Atletica
Astro,
inviata
a 27
associazioni
e
persone,
nella la
quale
venivano
fatte
pesanti
osservazioni
all’operato
dell’Assessore
allo
Sport
Enzo
Gregoli. |
|
Un’altra
città
ha
pubblicato
il testo
integrale
della
medesima,
corredato
da un
commento,
anch’esso
pubblicato
(vedere
a fine
articolo
o alla
voce
archivio
per i
due
documenti). |
A tale proposito
abbiamo ricevuto
una email da
Adriano Rota
responsabile CAI
di Vimodrone
(inviata a
un’altra città
e per conoscenza
ad altri, fra i
quali
l’Assessore
Gregoli) che
volentieri
pubblichiamo
nella sua
versione
integrale. |
|
|
Dopo aver preso
visione del
vostro articolo
pari oggetto,
pubblicato
sull'ultimo
numero di Altra
Città, ritengo
doveroso
prendere
posizione contro
la pubblicazione
da voi fatta e
denunciare il
subdolo
tentativo di
utilizzare la
lettera
indirizzata alle
associazioni
sportive per
soddisfare le
vostre finalità
politiche di
aprire uno
sterile
contenzioso alle
spalle
dell'attuale
amministrazione
comunale.
Come
responsabile del
CAI (Club Alpino
Italiano) di
Vimodrone, che
viene menzionato
nella
lettera, desidero
confermare che
l'obiettivo
delle due
associazioni
(nostro e
Atletica Astro)
era ed è tuttora
quello di
ottenere una
migliore
comunicazione
tra l'Assessore
e tutte le
Associazioni
sportive,
nell'interesse
delle attività
dedicate ai
Vimodronesi.
Proprio nelle
premesse della
lettera si
indicavano le
carenze di
comunicazione
intercorse e
nell'ultimo
paragrafo, in
cui si
rimprovera
all'assessorato
di fare
concorrenza alle
associazioni
sulla
ginnastica,
dobbiamo
riconoscere un
nostro errore,
nell'aver
esposto questa
lamentela con un
anno di ritardo,
dato che la loro
programmazione
era già attiva
dall'anno
precedente.
Abbiamo però
detto che se
avessimo
ricevuto notizie
più precise,
avremmo evitato
di sostenere le
spese per questi
tipi di corsi.
In merito
all'operato
dell'Assessore
non abbiamo
invece motivo di
lamentele, anzi
ne approviamo le
iniziative
rivolte a dare
un buon servizio
alla
cittadinanza,
utilizzando al
meglio le
risorse
economiche
disponibili.
Non possiamo
dire altrettanto
di voi, leggendo
il vostro
commento alla
lettera. Ad
esempio per il
nuovo
regolamento
delle
associazioni,
noi abbiamo
fatto solo
notare la
mancanza di
informazioni
preventive,
mentre voi
dichiarate il
vostro dissenso
al suo
cambiamento.
La ciliegina
però sta, come
sempre, nel
finale del
vostro commento,
in cui avete la
spudorata
sfacciataggine
di metterci in
bocca parole di
denuncia
all'operato
dell'assessore,
che noi non
abbiamo mai
pronunciato.
Permetteteci
nel concludere
di darvi un
suggerimento. In
futuro se avrete
buone ragioni
per esprimere
giudizi negativi
sull'operato di
questa
amministrazione,
per favore usate
del "vostro",
trovate voi le
cause e gli
effetti di
quello che
volete dire, ma
evitare di
parlare a nome
di altri .
Non abbiamo
bisogno di
avvocati di
parte.
|
|
A seguito di
quanto affermato
da Adriano Rota,
l’Assessore
Gregoli
interveniva nel
dibattito
rispondendo con
una email
direttamente al
responsabile del
CAI di Vimodrone
e mettendo per
conoscenza anche
un’altra
città.
|
|
|
Innanzitutto
ringrazio
Adriano Rota per
le parole di
apprezzamento
per alcune
iniziative da me
intraprese sul
territorio e lo
ringrazio per i
toni pacati che
come sempre
utilizza,
portando un
contributo
sicuramente
costruttivo al
dibattito.
Venendo al
dunque, sono
certissimo che
da parte sua,
con la lettera
"incriminata"
indirizzata alle
associazioni
sportive, non ci
fosse alcuna
intenzione di
sfiduciare
l'assessore.
Purtroppo, e
"un'altra città
a mio parere ha
visto giusto",
non è stato cosi
da parte di
Balasini che,
come ho già
avuto modo di
dire in
consulta, ha
utilizzato in
modo strumentale
questa lettera.
Non si
spiegherebbero
altrimenti i
toni utilizzati
e l'acrimonia
mostrata da
parte di chi ha
già avuto in
passato ruoli
amministrativi e
conosce la
macchina
comunale. Se si
vuole assumere
un atteggiamento
costruttivo, ci
si pone in modo
diverso e non
cercando lo
scontro
frontale.
Sono d'accordo
che è certamente
compito
dell'assessore
tenere anche dei
buoni rapporti
di comunicazione
nello specifico
con le
associazioni
sportive, ma per
mezzo dei
funzionari e
dell'ufficio e
tutti noi
conosciamo la
situazione
presente nei
nostri uffici
comunali e le
carenze di
personale
rispetto ai
carichi di
lavoro
esistenti.
Il Dr.
Panigatti,
validissimo ed
efficientissimo
funzionario
dell'ufficio
sport, segue
anche la scuola,
la
partecipazione
ed ora anche il
settore servizi
sociali. E'
costretto a dare
delle priorità.
Non a caso
abbiamo dovuto
prorogare la
scadenza delle
convenzioni in
quanto il bando
per
l'assegnazione
dei centri
sportivi non era
pronto. E' vero,
potrebbe essere
opinabile la
priorità direte
voi, ma questa è
la situazione.
Forse
bisognerebbe
darsi una
regolata nel
prendere
determinate
iniziative e non
sovraccaricare
gli uffici con
feste. sagre a
volte, a mio
parere,
francamente
inutili e
costose e che
distolgono
risorse. Ma
tanto è. E
Balasini lo sa.
Per questo,
come dicevo
nella premessa,
ritengo che
"un'altra città"
abbia visto
giusto.
Infatti,
fallito questo
disegno, è
arrivato subito
dopo un altro
attacco a
qualcun altro
della
maggioranza. Un
caso? io dico di
no. E allora,
per rispondere
ad Adriano, cosa
succede nella
maggioranza? Non
lo so, forse
questa domanda
andrebbe posta a
chi porta avanti
questo disegno
finalizzato a
cosa, lo
sappiamo tutti.
Vi devo dire
che ho ricevuto
testimonianze di
solidarietà dopo
quella lettera
da molte persone
(qualche
cittadino era
presente in
consulta e ha
riportato il
dibattito alle
"persone over
60" che fanno la
ginnastica), da
associazioni e
anche da
qualcuno
dell'opposizione
che al solito è
sempre "ben
informata" anche
prima che le
lettere
arrivino.
Forse il
silenzio più
assordante è
stato quello del
PD di cui credo
ormai di fare
parte avendo
anche votato
alle primarie.
|
Un’altra città ringrazia
l’Assessore Gregoli, non
tanto perché condivide
il nostro parere, ma per
i toni da lui mantenuti.
La stessa cosa non
possiamo dire per
Adriano Rota (ci spiace
contaddirla, caro
Assessore) che nei
confronti del nostro
commento prova
risentimento palese. Per
questo motivo crediamo
sia utile un
chiarimento.
Fin dalla sua
fondazione, un’altra
città si è sempre
ispirata al principio
della libertà di
pensiero e di critica.
Mantenendo la mente
sgombra da ogni
condizionamento politico
o di particola, che
spesso pone gli
interlocutori su fronti
incompatibili, al punto
tale da impedire
qualunque forma di
dialogo e confronto. E,
converrà con noi, caro
Rota, che non vi è
migliore occasione di
dialogo e confronto se
non quella offerta da
un’analisi politica
della gestione
amministrativa della
nostra comunità.
Nel merito, riteniamo
che ove un settore della
cosa pubblica non
funzioni, è un fatto che
riguarda tutti e in
questi “tutti” inseriamo
anche la nostra
Associazione e ogni
singolo cittadino.
Diversamente la parola
spetterebbe solo a
Balasini e a lei che si
sente pure in diritto di
invitarci a tacere.
Per questo abbiamo
pubblicato anche la
email inviata
dall’Assessore Gregoli
il cui contenuto lo
speriamo vivamente, sia
di qualche utilità per
lei e in ogni caso
informativo per
tutti.
Da parte nostra le
rispondiamo come segue:
-
Sull’aver
chiamato in
causa il CAI
per amor di
verità non
lo abbiamo
fatto noi,
ma Balasini
stesso che
nella sua
lettera
testualmente
dice “anche
a nome degli
amici del
CAI”.
Scripta
manent e la
lettera
pubblicata
integralmente
sta ancora
lì a
dimostrarlo.
Dobbiamo però
dire che il CAI
è parte
integrante del
tessuto sociale
di Vimodrone e
non riteniamo vi
sia nulla di
sconvolgente nel
nominarlo. Anzi,
vista l’accusa
di “farne (noi)
gli avvocati di
parte” (su cosa
poi?) non
abbiamo problemi
nel sostenere
che saremmo più
che pronti, e
senza chiederle
autorizzazione,
a difenderne
l’esistenza in
vita ove questa
fosse messa in
discussione. In
altri termini,
un’altra
città
ritiene che
un’Associazione,
qualunque essa
sia, appartiene
ai beni più
preziosi della
comunità. Non
solo, lo sforzo
comune dovrebbe
essere quello di
agevolarne
l’apertura verso
i cittadini e
bandire ogni
forma di
gestione
padronale o di
malinteso senso
privatistico per
soli iscritti.
-
Su quella da
lei definito
come
“sterile
contenzioso
alle spalle
dell’attuale
Amministrazione
Comunale”,
la invitiamo
a rileggere
il nostro
commento.
Siamo più
che pronti a
discuterne
e/o a
confrontarci
con lei, con
i cittadini
e con gli
Amministratori
del nostro
comune.
Sino a
convincenti
ragionamenti
contrari,
un’altra città
ritiene che non
vi possano
essere decisioni
amministrative
frutto di una
sola persona,
assunte cioè
all’oscuro degli
altri componenti
la Giunta, il
Consiglio, la
Maggioranza
intera. Certo,
su questo
aspetto il
nostro commento
allargava il
campo, cogliendo
l’occasione per
denunciare una
tendenza molto
negativa e, se
vuole, pure
nociva
all’immagine
della
Maggioranza
presa nel suo
insieme.
Per chiarire
meglio, un solo
esempio:
l’Amministrazione
Comunale ha
aderito alla
creazione del
parco
Intercomunale
delle Cave.
Subito dopo
però,
all’interno del
parco stesso e
sul territorio
di propria
competenza, il
comune ha
concesso licenze
edificatorie per
complessi
abitativi. E’
secondo lei
possibile che i
singoli partiti
della coalizione
o alcuni
Consiglieri,
rivendichino il
merito della
parte positiva
della
realizzazione
del parco,
attribuendo nel
contempo ad
altri l’aspetto
negativo della
cementificazione?
E questo è un
solo esempio dei
tanti che
rispecchiano il
modo di far
politica
dell’attuale
Amministrazione.
Siamo persino
arrivati
all’assurdo di
votare
favorevolmente
in Consiglio
Comunale un
certo testo,
asserendo poi
che “quel voto”
riguardava una
sola parte di
“quel testo”…
Come se non
esistessero a
verbale i testi
in causa!
-
Sugli
aspetti un
poco
esasperati e
gonfiati
della sua
lettera,
come ad
esempio la
frase “la
sfacciataggine
di metterci
in bocca
parole di
denuncia
dell’operato
dell’Assessore,
che noi non
abbiamo mai
pronunciato”,
ci permetta
educatamente
e
pacatamente
di dirle che
la email di
Balasini è
stata da noi
pubblicata
integralmente
e questa
ovviamente
rispecchia
quanto lo
stesso
intendeva
dire o non
dire. Mentre
il nostro
commento è
solo nostro
e non sono
possibili
malintesi di
sorta tra i
due scritti,
ad iniziare
dal titolo
“il commento
di
un’altra
città”.
Con l’occasione
le porgiamo
cordiali saluti.
|
ora riportiamo sia la
emai di Balasini che il
nostro commento al
riguardo in modo che il
visitatore abbia, senza
ricerche in archivio
(dove è stata
trasferita) la più
completa informazione
sulla vicenda.
|
Riportiamo
integralmente
una email che
mette a nudo una
situazione che
sta generando un
forte dissenso
verso l’attuale
Amministrazione,
soprattutto fra
la coalizione di
forze che hanno
contribuito al
successo
elettorale di
“Vimodrone sei
tu”.
Riteniamo
corretto fare le
seguenti
precisazioni: |
|
a) la presente
email è stata
inoltrata a 27
destinatari. Non
riteniamo di
pubblicarla con
detti indirizzi
per questioni di
privacy, anche
se fra i
destinatari vi
sono
associazioni e
pubbliche
istituzioni come
associazioni
sportive e
uffici comunali.
b) Un’altra
città non è
fra i 27
destinatari e,
dopo attento
vaglio, ha
deciso per la
pubblicazione
non ritenendo il
documento come
corrispondenza
privata ma di
pertinenza
dell’intera
comunità,
considerando
sacrosanto il
diritto
all’informazione
del cittadino
qualora vengano
trattati
problemi a lui
collegati o di
gestione della
città.
|
Richiesta di Convocazione consulta dello sport
Cari
amici
devo
manifestarvi,
peraltro
non solo
a nome
della
mia
associazione
di
atletica,
il
profondo
disagio
per la
situazione
in cui
ci
troviamo
a
seguito
di
alcune
attività
ed altre
inattività
da parte
dell'assessorato
allo
sport,
che
penso
richiedano
una
convocazione
urgente
della
consulta
sportiva.
-
Non
mi
riferisco solo
al
fatto
che
il
consiglio
comunale
abbia
modificato
lo
scorso
dicembre
il
regolamento
delle
associazioni
(e
della
consulta)
senza
informare
nè
chiedere
alcun
parere
o
consiglio
alle
associazioni stesse
(quantomeno
a
quelle
sportive)
che,
in
luogo
di
un'articolata
serie
di
competenze
(con
specifico
parere
su
investimenti
e
opere
sportive)
si
trova
ora
il
solo
compito
di
esprimere
proposte
e
pareri
su
problemi
generali
(sic!)
o
iniziative
(ri-sic!)
della
materia
di
competenza.
-
Non
mi
riferisco
solo
al
fatto
che
alcune
associazioni
da
un
anno
stanno
lavorando
(insieme
agli
operatori
del
distretto
sociale
di
ADOCOM)
ad
un
progetto
volto
a
gestire
l'attività
fisico
sportiva
per
gli
adolescenti
in
una
dimensione
a
loro
misura,
lontana
da
sensazionalismi,
eccessi
e
scandali
sportivi,
con
grande
impegno,
fatica
e
soprattutto
indifferenza
dell'assessorato
allo
sport.
-
Non
mi
riferisco
solo
al
fatto
che
sarebbe
comunque
gradito,
oltre
che
politicamente
corretto, che
l'assessore
in
occasione
della
predisposizione
del
bilancio
comunale,
tenga
annualmente
informata
la
consulta
in
ordine
alle
politiche
sportive,
investimenti o
attività
che
intende
promuovere,
invece
di
estrarre
occasionalmente
dal
cilindro
la
grande
opera
che
rimane
puntualmente
sulla
carta.
-
Non
mi
riferisco
solo
al
fatto
che
a
giugno/luglio,
oltre
alla
richiesta
di
organizzare
una
giornata
delle
associazioni
sportive
(e
consentire
una
passerella
alle
autorità)
sarebbe
gradita
una
valutazione
di
assessore
e
consulta sull'andamento
delle
attività
agonistiche
ed
amatoriali
concluse
ed
una
programmazione
della
stagione
successiva
intervenendo
per
tempo
nella
sistemazione
delle
palestre
e
degli
impianti
sportivi.
-
Non
mi
riferisco
solo
al
fatto
che
la
pista
di
atletica
delle
scuole
medie sia
inutilizzabile
da
un
anno,
con
un
cantiere
abbandonato
tra
sterpaglie
e
recinzioni,
e
grande
gaudio
di
allenatori
ed
atleti
che
continuano
a
vagare
da
una
pista
all'altra fuori
paese. Mi
domando:
se
invece
della
pista
di
atletica
si
fosse
trattato
di
uno
dei
campi
di
calcio,
cosa
sarebbe
successo
?
-
Mi
riferisco
più
propriamente
al
fatto
che l'assessorato
allo
sport
pare
si
sia
messo
a
fare
concorrenza
alle
associazioni,
organizzando propri
corsi
di
ginnastica
per
adulti,
con
buona
pace
dei
principi
di
sussidiarietà
(e
non
solo). Credo
che
tale
circostanza
(insieme
alle
precedenti)
meriti
più
di
un
chiarimento.
Per
questo,
anche
a
nome
degli
amici
del CAI,
chiedo
cortesemente all'assessore
ed
al presidente
la
convocazione
della
consulta
sportiva.
Nell'attesa,
vi invio
cordialisaluti
Claudio
Balasini
NUOVA
ATLETICA
ASTRO |
|
IL COMMENTO DI UN’ALTRA
CITTA’
Leggendo le motivazioni
della richiesta,
sembrerebbe
individuabile come unico
colpevole di una
situazione che si sta
incancrenendo,
l’Assessore di
competenza allo sport.
Crediamo tuttavia che
una visione di questo
tipo, se non nasconde
altro, sia alquanto
restrittiva!
E’ bene ricordare che la
gestione di un’ente
pubblico, non è mai
demandata al singolo
Assessore, ma è frutto
di un lavoro collettivo,
tanto più nel comune di
Vimodrone dove vige una
maggioranza di
coalizione.
Certo un Assessore può
dare un indirizzo per i
settori di sua
competenza, trovare
soluzioni, studiare i
problemi, ma la parola
definitiva spetta alla
Giunta. Non è un caso se
nei verbali di ogni atto
deliberativo sono
indicati i componenti
della Giunta presenti
alla votazione e la
specifica del voto da
loro espresso.
Nel caso delle materie
citate nella email,
quali il regolamento
delle Associazioni e
della Consulta Sportiva,
a decidere è il
Consiglio Comunale.
Questo dicono le norme
di legge a cui non
possono sottrarsi tutti
i Comuni d’Italia né
tanto meno quello di
Vimodrone. E’ un punto a
cui tiene in modo
particolare un’altra
città, perché
comprendendo questa
elementare norma si
vengono a smascherare le
bugie di singoli
componenti della
maggioranza quando
vogliono far credere che
“loro” sono estranei a
determinate decisioni.
Una sorta di scarica
barile sugli “alleati”
per le questioni dubbie
e impopolari, ma subito
pronti per l’incasso
quando le cose vanno
bene. Che vergogna!
Non è accettabile che
alcuni partiti della
coalizione di
maggioranza, attraverso
i loro rappresentanti,
prendano posizioni
neutre o vaghe, come nel
caso della continua
svendita del territorio
alla speculazione
edilizia. Abbiamo
sentito le più
vergognose sfumature,
dal “non sapevo”, fino a
“era già tutto deciso”,
“ho votato sì per
spirito di corpo”, “mi
sono astenuto”, “non
ero presente”. Le
responsabilità sono da
attribuite in modo
preciso e inequivocabile
al Sindaco per arrivare
più giù fino agli
Assessori e a tutti i
Consiglieri.
Tornando ora al caso
denunciato da Balasini,
si individua una sola
persona come
responsabile di
“malefatte” commesse da
un’intera cattiva
compagnia.
Sia ben chiaro che
un’altra città è
fortemente critica nei
confronti del colpo di
mano messo in atto per
cambiare il regolamento
delle associazioni (e
della consulta), tanto
più che l’azione
riguarda Sindaco e 13
consiglieri, cioè
l’intera alleanza di
governo.
Non possiamo in
conclusione che esse
d’accordo con le
lamentele espresse e
ancora più d’accordo nel
riportare il tutto
nell’alveo naturale: la
consulta dello sport.
Tuttavia un’altra
città si pone e ti
pone una domanda, caro
Balasini: cosa mai vuol
dire e dove vuole
arrivare una denuncia
così dura e a senso
unico dopo aver
bonariamente lasciato
che la situazione si
incancrenisse fino a un
quasi punto di non
ritorno?
Abbiamo ritenuto di dire
la nostra come sempre,
senza peli sulla lingua
anche se, sia chiaro,
non vogliamo entrare nel
merito e/o parteggiare
per tizio o per caio nel
caso ipotetico di
manovre e gomitate per
un seggiol
|
STRANE REAZIONI…
…al pubblico
dissenso e alla
pubblicazione
del testo
originale
|
|
votato dalla
maggioranza. |
|
Due episodi che
ci limitiamo a
definire
benevolmente
come “bizzarri” |
Il senso della
democrazia
Durante il Consiglio
Comunale nel quale la
maggioranza (per la
verità 11 su 13
Consiglieri) ha votato
per l’ennesima colata di
cemento (area
Cassinella), un’altra
Città era presente
con cartelli di denuncia
sulla cementificazione
del territorio (nulla di
offensivo ben inteso).
Il Sindaco, Dario
Veneroni, è intervenuto
con arroganza,
disquisendo con
sarcastico commento sui
risultati elettorali
ottenuti da un’altra
città nella
primavera scorsa: “Ci
sono più cartelli che
simpatizzanti!”. Ha poi
proseguito bollando i
presenti come
“terroristi” ritenendo i
contenuti della nostra
lotta, ripetiamo contro
la cementificazione,
troppo sovversivi per
lui.
Non contento del suo
bell’esercizio di
democrazia, ha dato di
sottecchi disposizione
al vigile di servizio in
aula di identificare le
persone dissenzienti
(cioè i terroristi). E’
successo quindi che a
termine seduta, in fase
di uscita, sono stati
loro chiesti i
documenti.
Per chi ha poca pratica
di Consigli Comunali, si
deve sapere che non è
consentito al pubblico
di parlare durante la
seduta né tanto meno
interloquire con
chicchessia. Questo ha
impedito ai “terroristi”
di replicare in alcun
modo.
Una azione intimidatoria
da parte di Veneroni?
Dimostrativa? Esercizio
muscolare?
Tra l’altro si trattava
di noti esponenti della
nostra associazione e
per giunta armati,
pensate un po’, di
cartelli da cm 30x40.
Una situazione questa
che denuncia un’assoluta
non accettazione di
critiche, dissensi,
esposizioni di opinioni
diverse… In sé,
l’episodio si potrebbe
etichettare come
scaramuccia politica, ma
diventa cosa grave
quando chi mostra tale
arroganza si vanta nel
contempo di essere al
quarto anno della
“partecipazione” ed
invita i cittadini a
dire la loro.
Omesso disegno
credetemi sulla parola
senza verificare
Altro episodio degno di
menzione è il
comportamento del
Consigliere Giuseppe Lo
Presti che nel corso del
Consiglio, lo stesso
riportato nell’articolo
precedente, dichiarava
alla stampa che lui non
aveva votato per nessuna
edificazione (né case,
né altro), ma solo per
la presa d’atto della
realizzazione di un
impianto di
cogenerazione già deciso
dalla Provincia. Una
bufala bella e buona
che un’altra città
non ha lasciato passare,
pubblicando l’esatto
testo messo in
votazione, smentendo
clamorosamente il Lo
Presti che, non
dimentichiamolo,
rappresenta in Consiglio
il Partito dei Comunisti
Italiani.
|
Certo non fa
piacere sentirsi
smascherati ma
un modo per non
trovarsi in
queste poco
piacevoli
condizioni
esiste…
|
|
E’ evidente uno
stizzito Lo
Presti che
qualche giorno
fa ci ha inviato
questa email: |
|
Buongiorno,
immediatamente
dopo
l'invio
di
questa
mail,
provvedo
alla
rimozione
del
vostro
indirizzo
di posta
elettronica
e con la
presente
chiedo conseguentemente
l'immediata
rimozione
del/i
mio/ei
indirizzo/i
di posta
elettronica
dal
vostro
indirizzario.
La
presente
ha
valore
di legge
per
quanto
richiesto/previsto
dal
decreto
legge
n°196/2003.
Saluti
Giuseppe
Lo
Presti
(cellulare:
348/23……….)
Consigliere
comunale
incaricato
Pace e
Cooperazione
Internazionale
|
|
Occorre un commento ?
Rimane il fatto che il
Consigliere Lo Presti,
così come gli altri 10
componenti della
maggioranza,
rappresentano tutti i
partiti della
coalizione, compresi
quelli che si erano
battuti a suo tempo
contro il “comparto” ed
altri tentativi di
cementificare il
territorio di Vimodrone.
Hanno votato a favore
della cementificazione
Cassinella, accettando
integralmente la
proposta di chi vuol
mettere altro cemento
sul nostro martoriato
territorio e senza
neppure aggiungere o
togliere una virgola.
UNA PROPOSTA
passata con il voto di tutto il Consiglio
|
Consiglio
comunale del 21
settembre 2997 |
|
Un voto
favorevole
espresso da
tutti i gruppi
consiliari
La proposta
fatta dal nostro
Laboratorio
Politico a tutti
i Consiglieri
Comunali di
maggioranza e
minoranza, con
protocollo del
30 agosto 2007,
aveva come tema
la trasparenza e
la diffusione di
tutti gli atti
comunali tramite
sito comunale.
L’argomento
sembra non avere
trovato
l’interesse di
nessun
Consigliere e
diciamo “sembra”
perché da
indiscrezioni
raccolte in
ambito comunale
pare che
qualcosa, anche
se
faticosamente,
si sta
muovendo.
|
|
Infatti, sono
pervenuti agli
uffici di
competenza
precisi input
affinché siano
inseriti nel
sito alcuni
documenti ed
atti, proprio
con l’obbiettivo
di permetterne
quanto prima ai
cittadini la
scaricabilità. |
|
A nostro
giudizio,
attorno a questo
tema sarebbe
stato meglio
aprire una
discussione in
Consiglio
Comunale e
stabilire un
programma che
costituisse un
impegno vero e
non, come pare
avvenga,
affidare il
tutto alla
discrezionalità
di Sindaco e
Giunta.
|
|
Importante
comunque che
qualcosa si
muova, in
considerazione
del fatto che il
cittadino
raramente
conosce le
decisioni
assunte da chi
li rappresenta
e, purtroppo, a
questo fatto si
aggiungono le
lamentele da
parte dei
Consiglieri di
minoranza
sottoposti a un
“sistema”
abbastanza
chiuso sul tema
dell’informazione.
L’altra proposta
del nostro
Laboratorio
Politico, a tema
“risparmio
dell’acqua
potabile”,
ha trovato
invece uno
sbocco felice.
Sembrava in un
primo momento
che l’iniziativa
avesse generato
soltanto
polemiche e
contrasti perché
il
documento/proposta
da noi
protocollato in
data 12 giugno
2007 e
indirizzato
nominativamente
a tutti i
Consiglieri, era
stato consegnato
ai destinatari
dopo solleciti e
proteste,
soltanto il 17
luglio (oltre un
mese per
percorrere pochi
metri!). |
|
Successivamente,
la cosa ha avuto
una svolta
perché il Gruppo
di Centro Destra
ha trasformato
la nostra
proposta in una
“mozione”
ponendola così
alla discussione
del Cosiglio
Comunale che
l’ha votata
all’unanimità. |
|
Ovviamente ci
dichiariamo
molto
soddisfatti per
due ragioni:
-
Perché nelle
vicende del
Consiglio
Comunale di
Vimodrone,
dove vi è
una spiccata
caratterizzazione
centro-destra
contro
centro-sinistra,
spesso
imbastita di
posizioni
preconcette
anche su
atti formali
e di
ordinaria
amministrazione,
è a nostra
memoria la
prima volta
che si
riscontra un
voto
unanime;
-
Perché anche
se si tratta
di una
piccola cosa
rispetto
alle tante
iniziative
possibili a
tema sociale
e di tutela
del
territorio,
qualcosa è
stato
approvato.
Questi sono i
motivi di
soddisfazione
che ci inducono
a pubblicare
alcune
informazioni e
approfondimenti:
|
Consiglio comunale 21/09/2007 – stralcio del verbale della seduta.
Murnigotti - (Forza Italia) |
|
Ha presentato e illustrato la mozione
Gornati - (Assessore alla cultura) |
|
“…credo che la mozione contenga una ricezione parziale di quanto era nelle intenzioni della proposta elaborata dal Laboratorio Politico un’altra città… sentito il parere del CAP per avere anche a Vimodrone una fonte pubblica di acqua… per questa mozione c’è senz’altro l’intervento di un’altra città che ringrazio proprio come laboratorio per le proposte che ci fa pervenire e che dimostra l’attenzione e l’interesse della cosa pubblica… sono pertanto favorevole a questa proposta. (nota: sulla fonte pubblica di acqua vedere articolo in calce)
Gardinazzi - (capo-gruppo Consiglieri di Maggioranza) |
|
“…apprezzo che da parte di questo Consigliere vi sia questa sensibilità
Messineo - Consigliere Rifondazione Comunista) |
|
“Io ho accolto con molta soddisafazione…..”
Pallera - (Consigliere Lega Nord) |
|
“…l’Amministrazione comunale ha un’occasione importante per recepire la mozione…”
Broi - (Consigliere Costituente Socialista) |
|
”accettiamo in pieno questa mozione…..”
Lo Presti - (Consigliere Partito dei Comunisti Italiani) |
|
“…un tema che non è né di destra, né di centro, né di sinistra… mi fa piacere perché stasera siamo in piena condivisione” |
|
|
|
In
pratica
cosa è
stato
deciso
Di
promuovere
una
campagna
d’informazione
sul
risparmio
idrico
chiarendone
le
ragioni
(sull’argomento
il
Sindaco
aveva
emanato
una
“ordinanza”
per
vietare
l’uso
dell’acqua
per un
certo
periodo
e per
certi
usi
senza
indicarne
le
ragioni)
e
promuovere
l’adozione
nelle
famiglie
di
“riduttori
di
flusso”
(vengono
anche
chiamati
“economizzatori
idrici)
che sono
in
pratica
piccoli
congegni
da
applicare
ai
rubinetti
(cucina,
doccia,
ecc.).
Il loro
costo è
molto
limitato
e
permettono
una
riduzione
sensibile
dei
consumi
dell’acqua
(sino al
50%)
grazie
al fatto
che
erogano
il
liquido
misto ad
aria,
aumentandone
quindi
il
volume e
ottenendo
le
stesse
caratteristiche
della
normale
acqua di
rete. |
|
Da
considerare
che
oltre al
risparmio
sensibile
di acqua
-
traguardo
primario
che si
vuole
raggiungere
- fa
anche
risparmiare
nei
costi di
depurazione
(operazione
che ci
viene
addebitata
in
bolletta
appunto
sulla
base del
consumo)
ed anche
in
metano
(o
corrente
elettrica)
conseguente
al
risparmio
del
consumo
dell’acqua
calda. |
|
A
seguito
della
decisione
assunta
in
Consiglio
Comunale,
l’Assessore
alla
Cultura
ha
assunto
l’incarico
procedendo
a
distribuire
un
certo
numero
di
“riduttori”
gratuitamente
e a
titolo
“sperimentale”. |
|
Un via
all’iniziativa
che
poteva
forse
essere
più
decisivo
e
diretto
visto
che non
si
tratta
di una
novità
da
sperimentare
essendo
già da
anni
stati
adottati
da altri
comuni e
considerando
anche
che
“sperimentare”
vuol
dire
perdere
del
tempo e
subire i
costi di
verifiche
presso i
nuclei
famigliari
al quale
si sono
dati i
“riduttori”
in
omaggio.
Possiamo
comunque
dichiararci
soddisfatti. |
|
Abbiamo scritto
|
|
|
alla- Direzione amministrativa ASL MI2 |
|
Direzione sociale ASL MI2 |
|
Centro informazioni con il pubblico ASL MI2 |
|
Ufficio relazioni con il pubblico Distretto 3 |
|
|
|
Vimodrone, 05
dicembre 2007
Oggetto:
problematiche
nell’ambito dei
servizi sanitari
Premesso, per
opportuna Vostra
conoscenza, che
il
Laboratorio
politico
un’altra
città è
una associazione
che si interessa
a livello locale
di diverse
tematiche,
facendosi poi
carico di
promuovere
iniziative
adeguate. Le
azioni
informative
vengono poi
divulgate
attraverso
l’ausilio di
documenti
cartacei,
mostre,
dibattiti
pubblici e
pubblicazioni
sul nostro sito
internet (nella
fase attuale
presso
l’indirizzo
www.saleepepe.org.). |
|
Vorremmo
cortesemente
richiamare la
Vostra
attenzione sul
problema
dell’accesso ai
servizi
sanitari,
partendo da
piccole cose, da
piccoli disagi
che in altre
circostanze
sarebbero
trascurabili, ma
che diventano
“macigni” per
chi è costretto
ad aggiungere
questi disagi a
quelli più
rilevati
riguardanti la
propria salute.
|
|
E’ nostra
convinzione che
sono proprio le
rimozioni di
quei piccoli
problemi o di
situazioni che
vengono
percepite come
vere e proprie
vessazioni,
quali la mancata
gentilezza e la
cortesia, che
fanno percepire
a chi ne
usufruisce un
interessamento
quasi
individuale, la
sensazione cioè
di istituzioni a
te vicine nel
momento di
difficoltà. |
|
Ci permettiamo
pertanto mettere
in evidenza
alcuni di questi
problemi, senza
peraltro avere
pretesa di
completezza
della casistica.
A)
Trasparenza per
il malato -
riduzione degli
errori
interpretativi
Nella quasi
totalità dei
casi, i referti
delle visite,
così come le
prescrizioni
stese da
specialisti,
sono illeggibili
al punto tale da
far pensare che
non si voglia
far conoscere al
paziente la sua
situazione,
rimandandone la
conoscenza al
solo medico
personale di
base che si
ritiene essere
l’unico in grado
di tradurre sia
la scrittura che
le
terminologie.
|
|
Il paziente si
sente spesso
“escluso” come
se fosse un
passante casuale
del tutto
estraneo alla
vicenda.
Tuttavia non è
infrequente che
pure il medico
di base, abbia
difficoltà nel
comprendere
certi
“scarabocchi”
con il forte
rischio di
errori
interpretativi.
|
|
Constatato,
specie in
ambiente
ospedaliero e
centri medici
convenzionati,
che l’uso
dell’informatica
è pratica assai
diffusa,
riteniamo che
sarebbe
risolutivo del
problema, una
raccomandazione
da parte dei
vostri uffici al
fine di
incrementare
l’uso del
computer per la
stesura di
referti e
ricette.
A)
Attese
interminabili
per le
prenotazioni
telefoniche
Per le
prenotazioni
telefoniche di
visite ed esami,
specie in ambito
ospedaliero e
convenzionato
(cliniche
private), si
subiscono attese
indicibili. In
alcuni casi,
come ad esempio
il Policlinico
San Donato, si
rimane al
cospetto di una
voce registrata
che invita a
rimanere in
linea “per non
perdere la
priorità
acquisita”. Solo
dopo aver
passato
all’apparecchio
una decina di
minuti, un’altra
voce registrata
invita a
richiamare. Si
viene pertanto
costretti a
ripetere
l’operazione con
l’incubo (molto
spesso avviene),
che si ripeta lo
stesso infernale
meccanismo.
|
|
Tutto questo non
solo fa sentire
il paziente un
“pacco senza
valore” ma pure
riversa
sull’utenza i
costi di un
servizio
inadeguato.
|
|
E’ nostro parere
che sia
possibile in
sede di
convenzione con
le cliniche
private
pretendere
un efficiente
servizio di
prenotazione
telefonica con
conseguenti
tempi d’attesa
più umani.
|
|
Solo in questo
modo si
costringe gli
Enti
convenzionati ad
appontare
un’organizzazione
basata
sull’efficienza.
A partire da
quelle
situazioni
assurde, che
pure ci è
capitato di
riscontrare,
dove l’addetto
allo sportello
prenotazioni ha
anche l’incarico
di rispondere al
telefono.
A)
Posteggi ad uso
degli
ospedali/cliniche
Il problema dei
posteggi auto è
duplice:
-
Parcheggi a
pagamento
|
|
Da un attento
esame della
situazione
parcheggi in
ambito
ospedaliero,
risulta che i
posteggi al
servizio dei
luoghi di cura
sono gestiti da
ditte private
(cooperative e
non) su suolo
pubblico
comunale o su
terreni privati,
con una varietà
di tariffe e di
regole (a
tempo, a
forfait), spesso
senza prevedere
posti handicap
e, nel caso dei
centri
ospedalieri di
vaste
dimensioni, su
superfici molto
ampie. Questo
stato delle
cose, genera
alcuni problemi
quali: |
|
a) problema dei
posti handicap
come sopra
precisato;
|
|
b) nessuna
alternativa al
posteggio a
pagamento che
pertanto diventa
una vera e
propria
gabella;
|
|
c) area unica
senza
possibilità di
aree riservate a
soste brevi,
come quella
conseguente al
semplice ritiro
di esami.
Infine, citiamo
quale ultimo
esempio
l’Ospedale San
Raffaele che è
dotato di un
posteggio
vastissimo, in
buona parte su
terra battuta e
pertanto non
idoneo per i
soggetti con
mobilità ridotta
sia permanente
che momentanea.
|
|
La prima cosa da
prendere in
considerazione
per i parcheggi
ospedalieri,
dovrebbe essere
quella di avere
caratteristiche
diverse da
altri, quali ad
esempio
l’interscambio
con i terminali
delle
metropolitane.
|
|
Noi riteniamo
opportuno che la
ASL possa dare
disposizioni che
tengano conto
delle suddette
problematiche
come la
predisposizione
di aree di sosta
libera e aree
per soste brevi
a tariffe
ridotte, ecc.
|
|
Da ultimo,
segnaliamo
l’incongruenza
di un soggetto
esente da ticket
perchè in
situazione di
povertà, che
deve pagare a
tariffa piena il
posteggio per
recarsi ad
eseguire un
esame.
Naturalmente
dovrà ripagare
la tariffa per i
pochi minuti
occorrenti al
ritiro del
referto.
|
|
Siamo certi che
la ASL vorrà
quantomeno
prendere in
esame questi
problemi e, ove
possibile, porvi
rimedio. Così
come siamo certi
che vorrà darci
un cortese
riscontro.
Distinti saluti. |
|
Laboratorio
politico
un’altra città
– Vimodrone
|
NO BREBEMI, NO TEM, NO TAV:
DOPO LA MANIFESTAZIONE
DEL 1 DICEMBRE A MELZO
|
Discutendo con
diverse realtà e
comitati sabato
pomeriggio al
termine della
manifestazione,
l'idea più
concreta per
fare un passo in
avanti dopo la
bellissima
mobilitazione
che ha visto una
significativa
partecipazione,
riguarda un
ipotesi di
PRESIDIO
PERMANENTE. |
|
Tutti siamo
d'accordo nel
dire che la
manifestazione
di sabato non
può essere un
punto di arrivo.
|
|
Per essere
efficaci ed
opporci
concretamente
alla Brebemi non
e' troppo
tardi.... ma
dovremmo superare
la fase dei
"banchetti
informativi" e
delle
"manifestazioni
locali",
avvicinandoci
alle esperienze
Val di Susa e
Vicenza, pur
riconoscendo le
differenze e i
limiti della
Martesana.
|
|
Perche'
non provarci ? |
|
Se ci pensate,
solo noi
"attivisti"
siamo tanti,
paese per
paese... da
Vimodrone a
Pessano, da
Carugate a
Melzo, da
Cernusco a
Gorgonzola... in
ognuno dei
nostri paesi
c'e' un germe di
ribellione da
coltivare e
mettere in
relazione con
tutti gli altri. |
|
La
presenza
di tante
realtà
del
nostro
territorio
sabato
scorso,
pongono
le basi
per quel
"patto
di mutuo
soccorso
regionale",
del
quale
avevamo
parlato
durante
la
riunione
del 21
novembre
a
Pessano.
E'
importante
ora
muoversi
tutti,
paese
per
paese,
per
riuscire
a
trovare
un
terreno
sul
quale
costituire
un
presidio
permanente
in
primavera.
Lo
scopo del
presidio
e' sia
quello
di
ottenere
un forte
effetto
mediatico,
e sia
unire le
nostre
forze in
un luogo
fisico
permanente,
da cui
far
partire
attività
di
controinformazione,
sensibilizzazione
e
mobilitazione |
|
COME E
DOVE ?
La cosa
migliore
sarebbe
trovare
un
"agricoltore
incazzato",
che si
sta già
opponendo
alla
vendita
del suo
terreno
dove
sarà
costruita
la
Brebemi
o la
TEM. Un
agricoltore
che non
vuole
perdere
il suo
terreno,
e
salvare
i suoi
campi da
cemento
ed
inquinamento.
A Melzo
e' stata
fatta
questa
ricerca
ma non
ci sono
stati
risultati
validi
finora.
E'
possibile
che di
tutti i
terreni
sui
quali
passeranno
le
autostrade,
non si
riesce a
trovarne
uno che
fa al
caso
nostro
???
PROVIAMOCI
! |
|
|
|
IMPORTANTE:
|
|
- deve
essere
un luogo
visibile
(la
posizione
e'
fondamentale:
una
rotonda,
un
terreno
a fianco
di una
statale,
un campo
in una
zona
centrale
rispetto
all'ipotesi
finale
del
tracciato)
- il
proprietario
deve
essere
un
privato
che ci
fornisce
in
concessione
temporanea
e
gratuita
l'utilizzo
della
proprietà,
o
un'amministrazione
comunale
molto
sensibile
al
problema. |
|
Pessano,
anche se
un po'
fuori
dalla
zona
centrale
(vedi il
tracciato
a questo
indirizzo:
http://www.comitatobrebemi.org/materiale/BREBEMI_corografia%20generale260307_pic.jpg),
rappresenta
uno
snodo
del
tracciato,
e
potrebbe
essere
un luogo
interessante...
anche
perchè è
uno dei
pochissimi
comuni
che ha
votato
NO
all’accordo
di
programma
tra i
sindaci,
le
province
e la
Regione.
|
|
Ci sono
un paio
di
ipotesi
che
stiamo
valutando.
Restiamo
in
contatto
e
cerchiamo
di
analizzare
insieme
tutte le
ipotesi.ciao |
|
Davide
Bacillari
-Ass.Tatavasco/Emergency
Pessano
con
Bornago |
NOTIZIE &
RIFLESSIONI
Iniziamo con una
domanda: com’è
possibile
conciliare la
dichiarata
volontà di pace
con la
produzione di
armi e la loro
vendita a paesi
che, nelle
migliori delle
ipotesi,
sottraggono
risorse vitali
alla popolazione
per investire in
strumenti di
morte? |
|
Dal sito della
“Rete Italiana
per il Disarmo”
– 15/11/2007
Risulta che la
r.i.d. abbia
richiesto al
Governo Prodi di
sospendere la
vendita delle
armi al Pakistan
in armonia alla
regolamentazione
in materia di
cui alla legge
185 del 1990.
|
|
Si tratta di una
legge che
autorizza questo
orribile
commercio
ponendo qualche
limitazione,
nella quale
ricadrebbe il
Pakistan (che
attualmente è
tra i primi 10
clienti
dell’industria
bellica
italiana) a
causa del suo
precario
equilibrio
interno e il
permanere di
fazioni armate
in lotta fra
loro.
E’
ovvio che a poco
serve una legge
che vieta la
vendita di armi
a “tutti quei
Paesi in stato
di conflitto” e
casi affini,
perché le
situazioni
possono mutare
nel tempo e,
comunque, le
armi sono
“merci” che da
uno Stato
possono
clandestinamente
raggiungerne
altri.
Certamente
l’attuale
legislazione è
ben difficili da
modificare. Non
tanto per
mancanza di
volontà, ma per
effetto dei
forti interessi
in gioco. Poteva
essere
considerata una
quasi
rivoluzione il
programma
elettorale del
Governo Prodi
che prevedeva un
“maggiore
controllo sulle
esportazioni di
armi”, ma le
cifre in campo
parlano chiaro:
1,5 miliardi di
euro per le
esportazioni di
armi dalla sola
Italia e ben
32,6 milioni di
euro i ricavi
per
l’intermediazione
da parte delle
banche.
Pare comunque
che, malgrado
l’accenno fatto
nel programma
elettorale, non
vi sia nessun
segnale di
inversione. A
tale proposito
riportiamo
dichiarazione
del senatore
Martone in
occasione della
“finanziaria
2008”:
|
|
Anche questa
seconda
Finanziaria del
governo del
centrosinistra
ha dimostrato
che alcuni
settori di spesa
ed alcune
priorità
politiche
sembrano essere
intoccabili,
esenti da
qualsiasi
possibilità di
inversione di
tendenza. E' il
caso delle spese
militari, che
anche quest'anno
passano indenni,
se non
addirittura
rafforzate
dall'esame del
Senato
nonostante i
tentativi dei
partiti della
sinistra e dei
movimenti
pacifisti di
produrre qualche
cambiamento
significativo.
Eppure nel corso
della
discussione sul
DPEF prima
dell'estate,
grazie alla
forte iniziativa
dei gruppi della
sinistra (SD,
PRC, VERDI,
PDCI) la
risoluzione di
maggioranza
aveva incluso un
riferimento
esplicito alla
riconversione
dell'industria
bellica, su
proposta della
senatrice SD
Silvana Pisa.
Attraverso
questa
risoluzione il
Senato impegnava
il Governo a
"escludere che
il processo di
ristrutturazione
e potenziamento
della efficienza
delle strutture
di supporto
industriale e
logistico della
difesa e che gli
investimenti nei
settori ad alto
tasso di
innovazione
tecnologica
configurino, in
alcun modo,
aumenti della
spesa per
armamenti", e a
"prevedere
infine norme a
sostegno della
riconversione
dell'industria
militare al
civile". Sulla
base di questo
importante
impegno, sono
stati avanzati
emendamenti in
Finanziaria
volti a
sostenere la
costituzione di
una Agenzia
nazionale per la
riconversione e
il disarmo,
ipotesi
scartata però
come
inaccettabile
dal Ministero
della Difesa.
Unico risultato
di rilievo è
stato un ordine
del giorno che
riafferma
l'impegno del
Governo di
prevedere la
costituzione di
un'Agenzia per
la riconversione
dell'industria
bellica, già
prevista da un
ddl a mia prima
firma, che giace
da mesi in
Commissione
Attività
Produttive.
L'alternativa
sarebbe stata
quella di
sostenere una
proposta del
Governo che
avrebbe del
tutto stravolto
il significato
dell'Agenzia per
la
riconversione,
trasformandola
in una struttura
presso Palazzo
Chigi che
avrebbe dovuto
coordinare e
monitorare i
processi di
riorganizzazione
produttiva del
comparto
militare, verso
strategie
coordinate a
livello europeo.
Insomma nulla a
che vedere con
la necessità di
rivedere alla
radice le
finalità e le
modalità di
funzionamento
dell'apparato
industrial-militare
nostrano. Anzi
si sarebbe data
ancor più
dignità politica
agli interessi
dell'industria
militare che
avrebbe goduto
di un sostegno
specifico in
sede di
Presidenza del
Consiglio.
Quest' ultimo
sviluppo
conferma come
resti imperativo
per la Sinistra
sostenere una
profonda
revisione del
modello di
difesa,
identificando
gli strumenti
necessari per
tener fede ad
una vocazione
autenticamente
pacifista, come
quelle incarnata
nell'articolo 11
della
Costituzione,
che veda nella
diplomazia,
nella
mediazione,
nella
prevenzione
civile dei
conflitti i suoi
cardini
essenziali.
Obiettivi che
certamente non
possono essere
conseguiti con
sistemi d'arma
sofisticati
dalla marcata
connotazione
offensiva, come
ad esempio lo
Joint Strike
Fighter o altri
sistemi d'arma
che verranno
finanziati in
questa legge
Finanziaria.
Ridiscutere le
spese militari e
la riconversione
dell'industria
bellica
significa
anzitutto
ridiscutere gli
strumenti
militari della
nostra politica
estera, fare
chiarezza
sull'intreccio
tra interessi
dell'industria e
strategie
militari del
nostro complesso
industriale
militare e
sostenere
politiche
industriali e
sindacali di
riconversione,
nel movimento
pacifista che
non ci possiamo
permettere di
deludere.
|
|
Continuiamo
questa rubrica
con una seconda
domanda:
|
|
com’è possibile
(e qui ti
voglio!) che il
bilancio dello
Stato si
|
|
trovi
costantemente in
condizioni
tragiche? Eppure
veniamo
bacchettati
severamente
dalla Comunità
Europea che ci
esorta a
“rientrare” dal
nostro cronico
deficit.
|
|
|
|
E che dire di
situazioni
pazzesche come
la mancanza di
carburante per
le auto della
Polizia per poi
assistere a
sperperi
inauditi? |
|
|
Foto omessa
Alle tante notizie
negative come ad esempio
l’incompiuta autostrada
Salerno-Reggio Calabria
o le tante strutture
ospedaliere edificate e
poi abbandonate, si è
aggiunto un altro
episodio che ha
dell’incredibile:
L’idrovia della padania
|
Un serpentone
d’acqua lungo 27
chilometri che
prevede il
collegamento
fluviale per il
trasporto merci
fra Padova e
Venezia.
I lavori,
iniziati 25 anni
or sono, si sono
fermati al Km 17
sui 27 previsti.
A corredo si
sono già
realizzati ben
17 ponti, alcune
chiuse e
banchine, con
una spesa che al
momento ha già
raggiunto i 140
milioni di euro.
Sembra quasi una
barzelletta il
motivo del
fermo: la
larghezza del
canale
artificiale non
consentirebbe il
transito di
chiatte di
grosse
dimensioni
ipotizzate in
fase
progettuale,
chiatte che
renderebbero il
trasporto merci
economicamente
conveniente!
Attualmente, le
opere sono del
tutto
inutilizzate e
in uno stato di
abbandono e
decadimento.
Ma siamo o non
siamo il Paese
che ha dato le
origini a geni
come Leonardo,
Michelangelo,
Raffaello? E
vogliamo
arrenderci per
così poco?
Ecco quindi una
recentissima
proposta che
andrebbe a
recuperare
quanto malamente
speso attingendo
dai soldi dei
contribuenti:
utilizzare un
argine per
costruire una
strada
camionabile.
L’effetto
dovrebbe essere
quello di
decongestionare
il traffico
autostradale…
Non si può che
rimanere
ammirati dalla
geniale idea che
in un sol colpo
riesce a
stravolgere il
progetto
originale
sostituendo
l’idrovia con
(di nuovo?) il
trasporto su
strada e con
l’ineguagliabile
pregio di
rimettere in
moto la
complessa
macchina dei
progetti, degli
appalti e del…
clientelismo.
Cosa dire ? Le
idee sono belle,
si intuiscono
persino
alternative al
trasporto su
gomma, ma
inevitabilmente
ci ritroviamo
sempre allo
stesso punto:
strade e
autostrade
intasate, ore
lavoro che
svaniscono negli
ingorghi o nella
bassa velocità
di percorrenza,
inquinamento
alle stelle.
Qualcuno ci
spieghi perché,
tanto più che in
questo caso ci
troviamo nel
virtuoso
nord-est!
Buon Natale e felice anno nuovo…
…ma non osiamo pensare cosa ancora ci riserva il 2008!
|
|
Quando si sta
fuori dal
Palazzo,
diciamoci la
verità, è
persino troppo
facile criticare
l’operato di
un’Amministrazione.
Perché si
possono vedere
le cose in modo
più distaccato o
più
semplicemente
perché si è
svincolati dal
carrozzone
politico o da
qualsivoglia
coalizione.
Anche l’ansia da
potere, a nostro
giudizio, tende
a condurre il
cervello verso
improbabili
soluzioni,
facendo perdere
il reale
contatto con i
bisogni dei
cittadini a
favore dei
propri
interessi.
E quando questo
avviene bisogna
strillare,
tirare la giacca
ai componenti di
Giunta e pure
alle opposizioni
se non fanno il
loro dovere. Per
quanto
possibile. Per
quanto le tue
forze ti
permettono.
E’ proprio
quello che
un’altra città
si impegna a
fare, correndo
anche il rischio
di essere
scambiati per
amanti della
politica sì, ma
in costante
protesta.
Anche se non
amiamo questa
definizione
vorremmo farci
conoscere dai
sempre più
numerosi
navigatori del
nostro sito come
facitori di
proposte e non
solo di
proteste.
Per questo
istituiamo
“l’angolo delle
proposte” e
chissà mai che
qualche
Assessore in
carenza di idee
venga di tanto
in tanto a
visitarci e
colga l’attimo….
Le idee sono
qui, pubbliche e
gratuite.
Tranquillizziamo
nel contempo i
nostri
simpatizzanti,
che sono molti
di più di quanto
il nostro amato
Sindaco pensi,
nel senso che
non molleremo la
presa e siamo
(ahinoi!)
sicuri che di
“prese” da qui a
fine legislatura
dovremmo farne
ancora
parecchie.
Ma quante cose
si potrebbero
veramente fare
nell’interesse
di tutti ?
Vogliamo
ricordare che il
programma
elettorale di
un’altra città
non a caso aveva
a titolo “un
grande piano di
piccole opere”
proprio perché
ci sono
moltissime
iniziative
utili,
importanti e
concrete che
possono essere
messe in atto a
costi zero.
L’idea sarebbe
quella di andare
contro tendenza,
invertendo un
modo di
amministrare
tipico di tanti
comuni ed enti
che vogliono
opere di
facciata,
costose e in
realtà inutili
se rapportate
alle reali
necessità.
Scelte
scellerate
spesso dettate
da motivi di
rieleggibilità
se non, peggio
ancora, tese
alla ricerca
della perpetua
gloria da
ricercare fra i
posteri!
Sia chiaro che
non abbiamo
inventato
proprio nulla:
le proposte che
abbiamo
formulato in
campagna
elettorale e che
continuiamo a
promuovere, sono
per lo più
esperienze già
adottate da
altri comuni e
già operative da
molti anni.
Comuni che
magari hanno
fatto esperienze
negative e che
sono stati per
questo motivo
indotti a
correggere i
loro progetti.
Perché non
attingervi?
Pure riteniamo
che non occorre
essere dei maghi
per constatare
di quali bisogni
necessita
Vimodrone.
Bisogna però
essere saggi nel
saper scegliere
le iniziative
più opportune e
già
sperimentate.
Cogliamo anche
questa occasione
per proporre,
o meglio
riproporre,
alcune necessità
primarie
certamente
prioritarie
rispetto ad
abbellimenti e
al moltiplicarsi
di feste che
succhiano
risorse.
In sostanza meno
fronzoli e
ludico e più
pragmatismo
nella scelta
delle priorità.
Vimodrone ha una
situazione seria
e pericolosa
per la presenza
di amianto
sia in aree
industriali e
sia in mezzo
alle abitazioni
dove vivono i
cittadini.
Occorre
bonificare e
l’Ente Comunale
può fare
tantissimo per
favorire questo
risanamento.
Vimodrone ha una
situazione di
inquinamento da
elettrosmog
data dalle
tantissime linee
aeree ad alta
tensione. Esiste
una legge che ne
impone
l’interramento o
lo spostamento
quando ci
troviamo in
presenza di
valori troppo
elevati. Vi è
una necessità di
risanamento e,
prima ancora di
questo, è
opportuno
prendere piena
coscienza sulla
questione e non
consentire il
sorgere nuove
edificazioni in
zone inquinate o
a rischio, come
è avvenuto anche
recentemente sul
nostro
territorio.
Sono argomenti
che un’altra
città ha
denunciato e che
continuerà a
denunciare,
informando,
proponendo,
pungolando gli
Amministratori
affinché
risolvano questi
problemi.
Infine, in
quest’ultimo
punto, vorremmo
ricordare che il
programma
elettorale di
un’altra città
conteneva anche
la realizzazione
di una
fontana di acqua
pubblica, di
tipo normale e
gassata, in modo
che i cittadini
potessero
attingervi
gratuitamente
avendo la
garanzia di
potabilità
certificata.
Anche in questo
caso nulla di
inventato, sono
moltissimi i
comuni che hanno
realizzato
questi impianti
che portano
risparmi
sensibili ai
cittadini e
riducono i
volumi di
immondizia (solo
a Vimodrone
milioni di
bottiglie in
plastica
all’anno).
L’Assessore
Gornati ha
ventilato in
Consiglio
Comunale la
possibilità di
adottare anche
nella nostra
città un
impianto di
questo genere…
speriamo
fortemente che
ciò avvenga.
|
|
|
materiale
archiviato in
data 15/02/2008 |
|
|
ANCORA SULLA CASSINELLA (San Giuseppe)
Il verbale del Consiglio
Comunale del 02/10/2007
ci dà spunto per
ritornare su due
argomenti:
un’altra città
ritiene questo documento
importante ai fini di
una corretta
interpretazione e
valutazione da parte
dell’intera comunità. Da
qui la nostra richiesta
di pubblicarlo sul sito
del comune affinché i
cittadini possano
leggerlo o anche
“scaricarlo”, richiesta
che tuttavia non ha
trovato accoglienza.
Perché? Non è forse
questo un piccolo
elemento d’informazione
democratica? Perché mai
il cittadino non deve
essere messo in grado di
sapere su cosa si
discute, si decide, si
delibera, o di quali
sono le posizioni
dell’opposizione e quali
le variegate posizioni
della maggioranza?
-
Cassinella ovvero
quartiere San
Giuseppe
Vogliamo ricordare
che sulla nuova
cementificazione del
territorio, ovvero
l’accettazione
integrale senza
modificare neppure
una virgola della
proposta del San
Raffaele, è stata
discussa proprio
nella seduta
consigliare del 2
ottobre 2007 e
vogliamo anche
ricordare che il
Consigliere Lo
Presti dichiarò che
non fu presa nessuna
decisione sulla
proposta San
Raffaele (70
appartamenti, ecc.)
se non quella di un
impianto tecnologico
di cogenerazione. e
solo in chiave di
presa d’atto di
quanto già deciso
dalla Provincia
| |
|
Da quanto
abbiamo letto
dal verbale
effettivamente
non vi è stata
chiarezza su
cosa si andava a
votare.
|
Sembra assurdo ma è
così. |
|
Innanzitutto, la
presentazione
dell’Assessore Passera
parla di tutto ma non
dei 70 appartamenti che
pure sono contenuti
della proposta posta ai
voti. Tutti gli
interventi successivi
tendono a individuare le
colpe di chi ha iniziato
per primo le trattative
con il San Raffaele,
risalendo a Giunte di
quasi venti anni fa, con
un palleggio di
responsabilità che
definire vergognoso è
poco. |
|
La situazione è talmente
confusa che viene
addirittura formulata
questa domanda: “Chiedo
scusa, ma cosa andiamo a
votare?” (richiesta del
consigliere Murnigotti,
capo gruppo
d’opposizione), seguita
da una risposta
finalmente chiara del
Sindaco: “Andiamo in
approvazione sull’Impegnativa
unilaterale della
Fondazione Centro San
Raffaele del Monte Tabor
e presa d’atto
dell’autorizzazione
provinciale 62/2006 alla
costruzione
dell’esercizio di un
impianto di
cogenerazione”. Con
buona pace dei puristi
della lingua italiana,
quella “e” che sta fra
Impegnativa
unilaterale e
presa d’atto,
significa una
congiunzione fra due
cose separate e
distinte.
Certo una conduzione
confusa che però non può
e non deve consentire ai
Consiglieri di dire che
hanno votato solo per
l’impianto di
cogenerazione! Cosa che
purtroppo è stata fatta
anche con dichiarazioni
pubbliche!
L’unico Consigliere di
maggioranza che ha
manifestato vagamente un
timido dissenso è stato
Antonello Ferrari di
Rifondazione Comunista.
Si è astenuto.
Sia chiaro, un’altra
città non comprende
affatto il significato
di un voto di
astensione, perché in
casi come quello della
Cassinella le posizioni
devono essere chiare e
cristalline.
Nonostante tutto,
riportiamo questa unica
e flebile voce di
dissenso di un’infausta
serata:
|
dal verbale
della seduta:
Consigliere
Ferrari
Grazie,
buonasera.
|
Secondo
me la discussione sta vertendo su argomenti importanti, sicuramente,
non si
pensa un
poco
anche al
problema
principale
qual è.
Il
problema
principale
è il San
Raffaele
e la sua
voglia
di
espansione
a più
non
posso,
verso
est,
verso
ovest e
verso
tutti
gli
angoli.
|
|
Non
dimentichiamo
che il
San
Raffaele
è
finanziato
dalla
Regione
Lombardia
che mo
pare sia
guidato
da
Formigoni
che è di
Forza
Italia.
Se non
ricordo
male il
San
Raffaele
aspetta
questo
finanziamento
dallo
Stato da
una
finanziaria
che , se
no
ricordo
male, è
una
finanziaria
approvata
dal
Governo
Berlusconi.
A me da
molto
fastidio,
tra
l'altro,
che il
San
Raffaele
possa
tutte
queste
cose con
i soldi
della
collettività.
Il San
Raffele
chiede
il 5 per
mille ai
cittadini,
il San
Raffaele
costruisce
tutto,
fa tutto
con i
soldi
degli
altri.
Poi sul
fatto
che sia
questo
grande
Ospedale
di
eccellenza,
non lo
so,
lasciamolo
dire
magari
agli
esperti
perchè
molte
pecche
le ha. |
|
Detto
questo
mi fa
specie
anche
un'altra
cosa,
che il
prete
come è
chiamato
simpaticamente
dai
dipendenti
del San
Raffaele
Alias
proferror,
sacerdote
Luigi
Don
Verzè,
manca il
santo,
comunque
quello
lo
metteranno
in
futuro,
fra
qualche
anno,
mosso
veramente
da
carità
cristiana,
non ci
ha
pensato
due
volte a
sfrattare
la gente
presso
una
cascina
per far
posto a
dei
cavalli,
con
tuttoo
il
rispetto
che
posso
avere
per i
cavalli
e per
gli
animali,
soa ben
chiaro.
Sono
cose che
effettivamente
mi
disturbano
alquanto.
......Come
qualche
dubbio
ce l'ho
un
pochettino
su
questa
cosa,
sono
sincero. |
|
Però di
contro,
ritengo
anche
che non
si possa
mettere
in croce
l'Amministrazione
di
fronte
ad un
atto
ormai
obbligato,
perchè è
di
questo
che si
parla .
Questa è
una
scelta,
è una
cosa che
è stata
approvbata
dalla
Provincia
di
Milano
perchè
ha una
competenza
sul dare
queste
autorizzazioni:
Quello
che oggi
noi
andiamo
a fare
è, ne
più ne
meno, un
parere
sulla
compatibilità
urbanistica
che,
certo si
può
approvare
come non
approvare,
fatto
salvo
che poi
bisogna
andare
incontro
a delle
cause
legali
che
codstano,
che
costano
soldi
alla
collettività. |
|
Ritengo
anche
che,
comunque
sia, la
scuola
materna
che
verrà
creata,
nonchè
la
rotonda,
sono
soldi
comunque
che non
è che li
tira
fuori il
San
Raffaele
ma che
tira
fuori lo
Stato e
ancora,
a sua
volta,
la
collettività
intera,
insomma. |
|
Fatte
queste
considerazioni,
quello
che
chiedo
alla
Giunta
ed al
Sindaco
è di
vigilare,
il più
possibile,
sul
rispetto
dei
patti
che sono
stati
sottoscritti,
La
fideiussione
è
importante,
questo
soldi
ovviamente
ci
servono
altrimenti
alcune
opere
non è
possibile
fare.
Quello
che
dovremmo
fare in
futuro,
è
vigilare
attentamente
e
bloccare,
laddove
ovviamente
è
possibile
bloccare,
mi sento
spesso
anch'io
avvilito
nel
ruolo di
Consigliere
Comunale
perchè
si è
veramente,
a volte,
a fare
un
lavoro
proprio
di
ratificare
cose che
comunque
hanno
già
deciso
altri;
non mi
riferisco
in
questo
caso
alla
Giunta,
bensì
agli
Enti
superiori
che ci
hanno
preceduti
nel dar
l'autorizzazione
all'impianto
di
cogenerazione.
Vigilare
ovviamente
affinché
queste
volontà
espansionistiche
del San
Raffaele
siano
contenute
il più
possibile
anche
perchè
altrimenti
rischieremo
di
ritrovarci
le sale
operatorie
sotto le
finestre
di casa
nostra
che,
oltretutto,
noi non
siamo
neanche
molto
lontani. |
|
Non
credo
che i
cittadini
di
Vimodrone
vogliono
questo,
vogliono
vedere
un
grande
centro
ospedaliero
su tutto
il
territorio
Comunale
ma penso
che
abbiamo
il
desiderio
di
vedere
anche
campi,
avere
ancora
la
possibilità
di
capire
che
Vimodrone
è una
realtà
distinta
da
Milano e
che non
sia un
tutt'uno.
voglio
dire che
non
diventi
un
quartiere
di
Milano.
Credo
che
qiesto
sia nel
desiderio
di
"patto
della
cittadinanza"
-
Rinnovo
l'invito
a
vigilare
attentamente
questa
trattativa.
Grazie |
Ripetiamo, il
voto espresso
dal Consigliere
Ferrari
(Rifondazione
Comunista) è
stato di
astensione.
L'intervento
riconferma quel
clima di
confusione,
anche su cosa è
posto veramente
in discussione:
la Provincia
aveva dato
benestare
all'impianto di
cogenerazione
(cosa che poteva
anche non essere
ratificata dal
Consiglio), ma
per tutto il
resto, la
competenza
esclusiva di
dare o non dare
autorizzazione a
costruire
l'impianto di
stoccaggio gas,
le stalle, i 70
appartamenti,
ecc. era del
Comune di
Vimodrone che,
come in altre
occasioni, ha
operato una
scelta ben
precisa, vale a
dire quella di
cementificare il
territorio.
Tanto più grave
se si considera
che Sindaco e
Giunta erano da
tempo a
conoscenza dei
progetti e
delle mire
espansionistiche
del San Raffaele
(qualche
autorizzazione
l'avevano
addirittura già
concessa
all'inizio del
2007).
Riteniamo
altresì
politicamente
scorretto che si
sia nascosto il
tutto nella
campagna
elettorale.
Nessun accenno
nel programma e
nessuna
menzione
neppure nelle
riunioni
elettorali di
quartiere,
compresa quella
svolta dal
Sindaco al San
Giuseppe.
|
 |
|
Assemblea di un’altra
città
Si è svolta in data 11
dicembre l’annuale
assemblea della nostra
associazione dove in
sunto si è approvato:
a)
il bilancio consuntivo
che riportiamo:
|
Causuale
Saldo attivo al
01/01/2007
Quote annuali
soci e donazioni
varie
Entrate
varie
Uscite
varie
Rimanenza al
11/12/2007
|
Entrata
160
850
(*)
108,40
|
Uscita
. 1.098,40
20 |
n.b.
le entrate ed oneri
relativi alla campagna
elettorale sono a
cavallo degli anni
2006/2007. Per un quadro
comprensivo della
campagna elettorale
riportiamo il bilancio
dal novembre 2006 al
dicembre 2007 come
segue:
|
Assemblea di
un’altra città
Si è svolta in
data 11 dicembre
l’annuale
assemblea della
nostra
associazione
dove in sunto si
è approvato:
a)
il bilancio
consuntivo che
riportiamo:
|
Causuale
Saldo
attivo
al
01/01/2007
Quote
annuali
soci e
donazioni
varie
Entrate
varie
Uscite
varie
Rimanenza
al
11/12/2007
|
Entrata
160
850
(*)
108,40
|
Uscita
.
1.098,40
20 |
n.b.
le entrate ed
oneri relativi
alla campagna
elettorale sono
a cavallo
degli anni
2006/2007. Per
un quadro
comprensivo
della campagna
elettorale
riportiamo il
bilancio dal
novembre 2006 al
dicembre 2007
come segue:
entrate………..1.308,40
uscite………..
1.288,40
b) sono state
riconfermate le
cariche sociali
come segue:
esecutivo: Tino
Pedrini
(Presidente) –
Alfredo
Minichini –
Enrico Baroni;
Sindaci Angela
Galleani –
Marilisa
Pierabella –
Elena Magnaghi,
tesoriere Fulvio
Carcano
c) è stato
approvato il
programma di
attività 2007
che inizia con
la mostra
“luoghi
Resistenti” che
sarà esposta in
biblioteca a
partire dal 8
gennaio 2008
|

IL TERRITORIO E’ UN BENE
COMUNE |
|
A fine anno di solito si
tirano i bilanci. Anche
noi ne vogliamo tirare
uno molto semplice, che
riguarda quanto
territorio è stato
consumato in questi anni
nel nostro paese.
Vimodrone è urbanizzato
per oltre il 70% della
propria superficie: a
questi numeri vanno
aggiunti le superfici
che verranno sottratte
con l’intervento San
Raffaele – Cassinella. È
presumibile che il tasso
finale di urbanizzazione
sia superiore all’80%.
Gli esperti del settore
raccomandano una
superficie urbanizzata
“sostenibile” intorno al
45-50% del totale:
questo per garantire
l’assorbimento delle
acque meteoriche,
l’assorbimento
dell’anidride carbonica
e in generale il
riequilibrio dei cicli
naturali. In caso
contrario tali cicli non
sono più garantiti con
le conseguenze che
stiamo vedendo tutti in
questi mesi rispetto
alle variazioni
climatiche.
In più il consumo di
suolo è generalmente
indice di maggiore
densità della
popolazione con quello
che comporta poi in
termini di inquinamento.
Questo consumo smodato è
stato previsto
all’interno del vigente
piano regolatore nel
lontano 1999, quando
ancora Vimodrone faceva
parte di quel mondo
parallelo chiamato
Padania (per chi non se
lo ricordasse o fosse un
nuovo cittadino,
chiedete al
bibliotecario cosa c’è
sotto il tappeto
all’ingresso della
biblioteca…).
In quei tempi furono
autorizzate le seguenti
convenzioni
-
Borgoverde ex comparto
Nord Ovest
-
Quartiere San Giuseppe
-
Villette Sant’Isidoro
-
Quartiere Cascina
Burrona
-
Gaggiolo – residenza
laghetto
-
Quartiere nord – Conad |
|
E sicuramente ce ne
siamo dimenticate
qualcuna: è utile
ricordare che, come
insegnano gli urbanisti
“veri” che il Piano
Regolatore non dà
diritti edificatori ma è
solo la convenzione
determina i diritti;
fino alla firma della
convenzione pertanto è
tutto trattabile,
modificabile, revocabile |
|
Ad uso degli smemorati e
dei nuovi cittadini,
ricordiamo le
convenzioni firmate
dalle giunte
“illuminate” capeggiate
da Veneroni: |
|
E
sicuramente
ce ne
siamo
dimenticate
qualcuna:
è utile
ricordare
che,
come
insegnano
gli
urbanisti
“veri”
che il
Piano
Regolatore
non dà
diritti
edificatori
ma è
solo la
convenzione
determina
i
diritti;
fino
alla
firma
della
convenzione
pertanto
è tutto
trattabile,
modificabile,
revocabile.
|
|
Ad uso
degli
smemorati
e dei
nuovi
cittadini,
ricordiamo
le
convenzioni
firmate
dalle
giunte
“illuminate”
capeggiate
da
Veneroni: |
|
-
Via
Sant’Anna |
|
-
Via XI
Febbraio
– area
ex
Lorini |
|
-
Incremento
n°
abitazioni
Borgoverde
da 700 a
981
(nella
stessa
volumetria) |
|
-
Via XXV
Aprile
(ex
Metrolegno |
|
-
Via Diaz |
|
-
Via
Manzoni |
|
-
Via
Battisti |
|
-
Via
Sant’Ambrogio |
|
-
Via XI
Febbraio
(ex
Caseificio) |
|
-
Cascina
Cazzurra |
|
-
Cascina
Melghera
|
|
-
Cascina
San
Giuseppe |
|
-
Cascina
Cassinella |
|
-
Via
Giusti |
|
-
Via
Cazzaniga
(in
pieno
Parco
delle
Cave!) |
|
-
Allargamento
edificio
comunale |
|
-
Parcheggio
interrato
Via
Giovanni
XXIII
Includiamo
anche
queste
due
ultime
voci,
sebbene
realizzate
su aree
già
precedentemente
edificate,
perché
con
questa
scelta
si è
annullata
la
possibilità
di
realizzare
in loco
aree
verdi
per il
centro.
Anche in
questo
caso la
memoria
non
ricorderà
tutto e
qualche
cittadino
potrà
aiutarci
a
svolgere
questo
piccolo
bilancio
che
riteniamo
utile.

L’angolo delle proposte |
|
|
Prosegue la
rubrica di
un’altra città
con l’intento di
segnalare ai
cittadini le
proposte che
possono dare
significativi
miglioramenti
nella gestione
di Vimodrone.
Quelli che per
alcuni versi si
intendono di
comune interesse
e che per altri
mandano un
chiaro segnale
alla nostra
Giunta.
Siamo stati
bollati dal
nostro beneamato
Sindaco Dario
Veneroni, come
“terroristi
dell’informazione”.
Facile ottenere
questa
“benemerenza”
dalla carica più
eccellente della
città, anche per
uno qualsiasi
dei nostri
appassionati
lettori. Basta
avere
un’opinione
diversa sui
singoli atti
votati in
Consiglio
Comunale a
maggioranza
bulgara ed
esporre
pubblicamente il
proprio
dissenso… e
oppalà! il gioco
è fatto.
Il duplice
atteggiamento
Schema 1
Lo schema è
semplice: “con
me” oppure
“contro di me”.
E’ il ritornello
che anche i più
sgangherati
politici hanno
imparato a
memoria. Basta
assistere a
qualunque
dibattito in
qualunque sede
per rendersene
conto. Vengono
Ignorati i più
elementari
principi di un
corretto
confronto, dando
sfogo alle più
mostruose bufale
e,
preferibilmente,
accavallando le
voci una
sull’altra.
La conclusione
con reciproci
insulti è
d’obbligo, fra
questi anche
quello di
“terrorista
dell’informazione”.
Bravo Veneroni,
clichè perfetto.
Schema 2
La variante di
schema è tanto
semplice quanto
efficace:
IGNORARE! In
questo modo,
l’interlocutore
si trova
spiazzato e
impotente, e non
rimane lui altra
strada che
reiterare le
richieste, se
non altro per
sapere se quanto
proposto è stato
visto o capito.
Mentre il
tenutario di
corte, dall’alto
della torre
guarda il popolo
e si sente tanto
potente: “Che
vogliono
costoro? Non
sanno che ho
cose più
importanti a cui
pensare?”
Ribravo Veneroni,
anche questo
clichè è
perfetto!
Un vero balzo
all’indietro
nella storia
dell’umanità, in
pieno Medioevo.
Quasi mille anni
passati
inutilmente. I
principi della
democrazia e del
dialogo sembrano
elementi così
futuribili al
punto tale che
non se ne vede
la loro
applicazione
almeno fino al
2012.

Cosa rimane
quindi al
Laboratorio
Politico di
un’altra città?
Proseguire
l’opera di
“terrorismo
dell’informazione”,
ma anche fare
proposte che
hanno trovato
spazio
nell’ultimo
aggiornamento di
sito dove
abbiamo trattato
3 argomenti
che ricordiamo:
- Pericolo
amianto a
Vimodrone
- Interramento
delle due linee
di elettrodotti
che attraversano
la nostra città
- Una fontana
pubblica di
acqua normale e
gassata con
potabilità
certificata
Ne seguiranno
altre tre, e
così via nei
successivi
aggiornamenti.
Come si dice, la
speranza è
l’ultima a
morire. Chissà
mai che qualche
Consigliere o
(hai visto mai?)
il Sig. Sindaco
in persona,
vengano
folgorati sulla
via di Damasco…
Le idee sono
qui, pubbliche e
gratuite.
Un’altra città
non pretende
royalties per la
loro
applicazione,
tanto più che
sono frutto di
un attento
monitoraggio di
quanto accade
nel mondo e,
spesso, nelle
città con noi
confinanti. Se
le hanno messe
in pratica loro…
Trasparenza
Amministrativa
Tra le varie
leggi e
codicilli che
regolamentano la
vita politica,
vi sono anche
quelle che
impongono la
Trasparenza
Amministrativa.
Ci troviamo di
fronte allo
Schema 2
precedentemente
descritto. Chi
ci legge, deve
sapere che circa
4 mesi fa il
nostro
Laboratorio
Politico ha
inviato una
proposta
direttamente al
Sindaco e a
tutti i
Consiglieri,
nella quale si
prospettava di
utilizzare il
sito comunale, o
apposito sito
parallelo, per
pubblicare tutti
gli atti di
delibera del
Consiglio e di
Giunta, e non
solo.
Risposta?
Nessuna! Sia ben
chiaro, non ve
ne è nessun
obbligo da parte
dell’Amministrazione,
ma ci chiediamo:
come
interpretare
questo silenzio
tombale? Le
risposte possono
essere molte. Ne
azzardiamo
qualcuna:
- Andate al
diavolo! Non ce
ne importa nulla
- Arrivate
tardi. Da tempo
stiamo lavorando
sulla cosa
- Grazie per la
vostra proposta.
Vi faremo sapere
- Ancora voi?
Non scomodatevi
più in futuro!
Nessuna di
queste risposte
ci è pervenuta.
Né altre.
Eppure, senza
vanto, questa è
una di quelle
proposte sulla
quale almeno
meditare.
Il vantaggio è
molteplice: per
i cittadini, per
i Consiglieri,
per la stessa
Amministrazione.
Non solo, si
darebbe
applicazione
alla più
trasparente
delle
Trasparenze
Amministrative.
Non occorre
ulteriore
commento se non
quello di
constatare una
silenziosa
arroganza.
Piste ciclabili
Sono passati
quasi sei anni
dal primo
insediamento di
questa Giunta.
Abbiamo visto
ingegneri di
fama realizzare
progetti e
presentazioni
dei medesimi.
Non manca
assemblea di
quartiere nella
quale si citino
piste
ciclo-pedonali.
Risultato? 150
metri realizzati
in viale Piave
che sono fine a
sé stessi in
quanto si
collegano col
nulla. Insomma,
l’incremento
della mobilità
ciclabile a
Vimodrone è una
chimera.
In queste
condizioni
sarebbe troppo
pensare anche a
due
ciclostazioni
(parcheggi
sicuri e coperti
per le
biciclette) in
prossimità delle
fermate della
Metropolitana. I
vantaggi
sarebbero persin
troppo evidenti:
riduzione del
traffico e dello
smog, salute
fisica di chi
finalmente può
trasferirsi da
un punto
all’altro della
città in tutta
sicurezza e…
tanto silenzio
in più!
Risparmio
energetico
Mentre per le
prime due
proposte si fa
poco o nulla, ma
almeno un
flebile
chiacchiericcio
a livello di
Giunta lo
riscontriamo,
sotto la voce
Risparmio
Energetico ci
troviamo
all’anno zero.
Eppure pensiamo
che una buona
Amministrazione
dovrebbe agire
secondo il
principio del
buon padre di
famiglia, dare
ai cittadini il
buon esempio.
Per questo, la
proposta di
un’altra città
prende in
considerazione
tutte le
strutture
pubbliche come
l’edificio che
ospita il
Comune, le
scuole, la
biblioteca, ecc.
e
l’illuminazione
stradale della
città, per
mettere in atto
impianti tesi al
risparmio
energetico ed
evitare
inquinamento
luminoso.
Normalmente,
questi impianti
sono realizzati
a costo zero, da
società
specializzate
(chiamate Energy
Service Company:
ESCO) che
ricavano
successivamente
i propri utili
chiedendo in
contropartita
una quota del
risparmio annuo
ottenuto.
Naturale, deve
essere inserito
in questo ambito
anche
l’introduzione
dell’energia
solare e una
pianificazione
che dovrà
sostenere gli
utilizzi di
acqua calda ed
elettricità.
Abbiamo detto a
costo zero. Che
stiamo
aspettando?
|

VICENZA, LA LUNA E
TU
Piccole note a margine
della manifestazione a
cui ho partecipato
sabato 15 dicembre a
Vicenza.
La prima nota non è di
stupore bensì di
conferma: la stampa
riportava in modo molto
marginale la notizia che
ci sarebbe stata una
manifestazione europea
contro le servitù
militari (alcuni
giornali non la
riportavano proprio); in
compenso era ben
visibile la notizia dei
dissidi amorosi di due
famosi nuotatori: come
dire… acqua in bocca!
Giunti a Vicenza con la
sorpresa della neve
abbiamo avuto subito la
percezione che ci
sarebbe stata più gente
del previsto, e
soprattutto si respirava
una “convinzione” nelle
facce dei vicentini
presenti che obbligava
ad immergersi nella
realtà quotidiana di
questa gente, al di là
dei ritratti simpatici
che ne fa la stampa di
cui abbiamo già parlato
prima.
Ma cosa vuole questa
gente? E quelli come me
che hanno sfilato con
loro cosa vogliono? La
luna?
Non è assurdo pensare di
contestare le decisioni
del Capo dello Stato,
del Presidente del
Consiglio, della quasi
totalità dei
parlamentari italiani,
nonché del
presidentissimo Bush?
No, non vogliamo la
luna. È un problema
molto semplice, che la
solita stampa di cui
sopra, nonché le
televisioni nazionali e
locali fingono di non
vedere. È un problema di
democrazia. Ed anche di
verità.
In tutto il mondo le
basi militari godono di
forme privilegiate di
trattamento: all’interno
è concesso fare cose
altrove proibite (per
esempio l’uso dei
proiettili ad uranio
impoverito in Sardegna)
o avere agevolazioni sul
costo delle varie utenze
(gas, elettricità,
acqua) e sugli
alimentari.
A Vicenza poi sanno bene
cosa vuol dire avere
militari stranieri
presenti in città visto
che da 50 anni gli USA
sono ben presenti. Ma
negli ultimi 15 anni la
situazione è cambiata:
Vicenza è diventata una
base di guerra per le
varie campagne che hanno
visto coinvolto i
militari USA (Iraq,
Somalia, Bosnia, Kossovo,
Afghanistan, ancora
Iraq), e con la guerra
sono arrivati i problemi
legati alla partenza ed
al rientro di militari
in condizioni
psicofisiche non certo
ottimali. Risse,
violenze, soprusi in un
quadro di generale
isolamento dei militari
alla vita della città.
Tutto questo va detto e
ricordato quando si
pensa alla realizzazione
di altre strutture
militari.
Ma c’è un'altra verità
che non va tenuta
nascosta: l’operazione
Dal Molin non è un’opera
di sicurezza nazionale,
bensì una cessione di
sovranità ad uno stato
estero e pertanto DEVE
passare attraverso forme
di valutazione
dell’impatto ambientale
e verso forme di
consultazione della
popolazione. Lo
prevedono le direttive
europee a cui i nostri
governi solitamente non
ottemperano, salvo poi
dirci che l’Europa vuole
questo e quello…
Quindi i vicentini non
vogliono la luna ma
semplicemente
ristabilire la
democrazia, calpestata
persino dalle più alte
cariche dello Stato.
E tu che stai leggendo
queste righe che cosa
vuoi fare? Pensi di
aggregarti al coro di
voci che gracchia che la
base va fatta perché è
già stato tutto deciso,
oppure ti interessa
capire di più di questa
storia? Prova a
immaginare la stessa
vicenda a Vimodrone, a
Milano, o altrove. Erano
presenti il 15 dicembre
statunitensi, belgi,
tedeschi, cechi e tutti
raccontavano la stessa
storia di soprusi e
raggiri della
democrazia, a favore
delle basi militari e
contro le comunità di
cittadini.
Vuoi saperne di più? Vai
a vedere i siti
www.altravicenza.it
oppure
www.nodalmolin.it e
da lì potrai
avventurarti in un mondo
che magari non conosci,
dove scoprirai che
esistono bombe atomiche
stoccate in vari posti
d’Italia, ma anche che
esistono persone
generose che resistono
all’arroganza del potere
suonando le pentole.
Insomma ora che è stata
approvata la legge
Finanziaria con il più
alto bilancio per la
Difesa mai approvato in
Italia, è più che mai il
momento di dire NO DAL
MOLIN!
 |
|
Aggiornamento di una notizia nota
La notizia:
|
|
il Pacchetto
Sicurezza presentato
al voto del Senato, ha
accolto anche una norma
europea con la quale si
definiscono come “reato
di razzismo” azioni e
atti specifici
indirizzati a soggetti
omosessuali, con lo
scopo di discriminarli o
di incitare alla loro
discriminazione.
|
|
Sulla questione si è
pure espressa la Chiesa
Cattolica invitando
addirittura i
parlamentari cattolici a
votare contro la norma,
con conseguenti
polemiche e con non
pochi “mal di pancia”
nelle file dei
parlamentari cattolici.
Tanto che il Governo ha
posto la questione di
fiducia in fase di
votazione. |
|
Infatti la norma è
passata al Senato grazie
al voto di due “anonimi”
e malgrado il voto
contrario del Senatore
Giulio Andreotti e della
Senatrice Paola Binetti
(ex Margherita, oggi
appartenente al Partito
Democratico). |
|
Come molti ricorderanno,
il Decreto Sicurezza
passò alla Camera dove
immediatamente si arenò
perché nel testo
risultava sbagliato il
riferimento della
Direttiva Europea(!).
Ovvero, avrebbe dovuto
essere corretto,
riapprovato alla Camera
per poi passare al
Senato per il definitivo
varo. Di fatto il
Governo preferì
ritirarlo (farlo
decadere)
ripromettendosi di
ripresentarlo in altro
modo e con altro
strumento legislativo |
|
Sin qui l’episodio noto,
di cui un’altra città
si esime dall’esprimere
giudizio. Né tanto meno
esprime giudizi
sull’operato della
Senatrice Binetti che ha
la piena libertà votare
secondo coscienza, anche
se questa sua azione
avrebbe potuto,
quantomeno sulla carta,
far cadere il Governo.
Meno o per nulla noto il
proseguio:
|
|
la Senatrice Binetti ha
tratto dal fatto che il
decreto si sia arenato
un vero e proprio
miracolo. La sua
tesi, pubblicata in
anteprima dal Foglio
di Giuliano Ferrara e
quindi ripresa da vari
organi di stampa, è che
“l’errore non è
attribuibile ad una
trascuratezza umana” in
quanto esso era talmente
evidente e macroscopico
da - sono le sue parole
- essere classificabile
come “un interveto
dall’Alto” stimolato
dalle sue preghiere!!! |
|
la Senatrice Binetti ha
tratto dal fatto che il
decreto si sia arenato
un vero e proprio
miracolo. La sua
tesi, pubblicata in
anteprima dal Foglio
di Giuliano Ferrara e
quindi ripresa da vari
organi di stampa, è che
“l’errore non è
attribuibile ad una
trascuratezza umana” in
quanto esso era talmente
evidente e macroscopico
da - sono le sue parole
- essere classificabile
come “un interveto
dall’Alto” stimolato
dalle sue preghiere!!! |
|
per chi non la conosce
presentiamo la Senatrice
Binetti del nuovo
Partito
Democratico e di
provenienza Margherita |
 |
|
la tassa... ...delle
tasse |
|
Il recente sciopero dei
trasportatori ha fatto
discutere un po’ tutti e
l’impressione ricavata,
supportata da TV e
giornali, è stata quella
di disapprovazione
quando non di condanna
verso la categoria che
ha scelto le maniere
forti, costringendo il
Governo a una ricerca
affannosa e costosa per
sbloccare una situazione
difficile e improvvisa. |
|
Per una corretta
informazione è giusto
ricordare che non si è
trattato affatto di uno
sciopero improvviso né
imprevedibile in quanto
preceduto da richieste
della categoria per un
incontro a livello
governativo e,
successivamente, da
minacce di sciopero ove
persistesse il silenzio
e quindi la volontà di
neppure ascoltare i
problemi dei camionisti. |
|
L’episodio ha avuto il
pregio di mettere in
evidenza l’impennata del
costo dei carburanti
(cosa per la verità già
tristemente conosciuta
da tutti gli
automobilisti) e un
interessamento più
pressante da parte dei
Sindacati e dalle
svariate Associazioni a
tutela dei consumatori. |
|
Per prima cosa il
Governo ha aperto
trattative con le
compagnie petrolifere
accusate di praticare
“cartello” vale a dire
di applicare in Italia i
prezzi più elevati
d’Europa. |
|
Un’accusa ben centrata
che ha portato a qualche
briciola di risparmio
per il consumatore, ma
che è necessario
corredare con una
corretta informazione:
il costo del carburante
è elevato perché gravato
da incredibili balzelli
da parte dello Stato e
da una tassa, l’IVA, che
colpisce in percentuale
sulla globalità delle
componenti di prezzo. In
questo modo si viene a
creare un meccanismo
infernale che impone una
tassa sulle tasse oltre
ai rincari che vengono
autonomamente decisi
dalle lobby petrolifere.
|
|
Per capirci, se il
prodotto viene aumentato
all’origine di 10
centesimi di euro al
litro, l’aumento
amplificato alle pompe è
di 12 centesimi,
sortendo il doppio
effetto di svuotare le
tasche dei consumatori e
di incrementare le
entrate statali
(tesoretto?). |
|
Pare strano al proposito
come tutti invochino
qualche
punto-percentuale di
tasse in meno e non si
rilevino le miriade di
tasse e balzelli che
colpiscano giornalmente
il consumatore, tra
l’altro non
proporzionatamente al
proprio reddito ma
indiscriminatamente, e
quindi con un peso di
fatto maggiore sui
redditi bassi. |
|
Tornando all’argomento
carburanti, riportiamo i
dati ufficiali della
situazione antecedente
ai piccoli ultimi
ritocchi migliorativi
operati dal Governo
|
|
il totale delle imposte
e balzelli che
colpiscono i carburanti
sono: |
|
- del 50% circa sul Gpl
Auto |
|
- del 64% sul Gasolio |
|
- del 70% sulle Benzine |
|
La benzina è quella più
colpita! Infatti, è dal
1935 che alla benzina
sono annesse imposizioni
fiscali per far fronte a
un impegno militare o un
disastro civile. |
|
Li riportiamo e, siamo
certi, che non occorre
alcun commento, né una
nostra espressione di
disappunto: |
|
1,90 lire - Guerra di Abissinia del 1935;
- 14 lire - Crisi di
Suez del 1956;
- 10 lire - Disastro del
Vajont del 1963;
- 10 lire - Alluvione di
Firenze del 1966;
- 10 lire - Terremoto
del Belice del 1968;
- 99 lire - Terremoto
del Friuli del 1976;
- 75 lire - Terremoto
dell'Irpinia del 1980;
- 205 lire - Missione in
Libano del 1983;
- 22 lire - Missione in
Bosnia del 1996;
- 39 lire - Rinnovo del
contratto degli
autoferrotranvieri del
2004 (espresso
in lire
per comodità di
calcolo)
485,90 lire per ogni
litro erogato a cui
applicare altre 97,18
lire di IVA, con un
totale di 583,08 lire.
Ossia poco più di 30
centesimi di euro di una
tantum…
 |
| |
|
MOSTRA
FOTOGRAFICA
"LUOGHI
RESISTENTI"
|
MOSTRA
FOTOGRAFICA
SUI
MOVIMENTI
ITALIANI
CONTRO
LE OPERE
NOCIVE
DAI “NO
TAV” AI
“NO DAL
MOLIN”,
PASSANDO
PER
L’ACQUA
PUBBLICA
E
L’EMERGENZA
RIFIUTI
La
mostra
fotografica
Luoghi
Resistenti:
50
pannelli,
realizzati
da
Socialpress,
per
raccontare
i
comitati,
le reti,
i
movimenti,
i gruppi
che ai
quattro
angoli
della
penisola,
di
fronte
al
panorama
delle
devastazioni
ambientali
e
sociali
che
investono
il
paese,
hanno
detto
NO.
Attraversa
e
collega
la loro
lotta la
capacità
di
concepire
il
territorio
come
bene
comune,
di
leggere
i
singoli
attacchi
cui è
sottoposto
come
elementi
costitutivi
di un
modello
economico
devastante,
che
disprezza
la
democrazia,
l’ambiente,
la vita.
A questi
pannelli
abbiamo
aggiunto
5 tavole
introduttive
su
Vimodrone
e la
Martesana,
perché
ogni
territorio
ha le
proprie
nocività
con cui
fare i
conti
DA
MARTEDI’
8
GENNAIO
FINO A
DOMENICA
3
FEBBRAIO
ALL’ULTIMO
PIANO
DELLA
BIBLIOTECA
COMUNALE
DI
VIMODRONE
NEGLI
ORARI DI
BIBLIOTEC
PRESSO
LA
MOSTRA
PUOI
LASCIARE
LA TUA
E-MAI
|
|
TRAMITE
LA QUALE
TI
INFORMEREMO
SULLE
INIZIATIVE
E
SULL'AGGIORNAMENTO
DI
QUESTO
SITO
PUOI
ANCHE
DARE LA
TUA
DISPONIBILTA'
PER
COLLABORARE
CON IL
LABORATORIO
POLITICO
"UN'ALTRA
CITTA'" |
|
|
INAUGURAZIONE MOSTRA LUOGHI RESISTENTI
Sabato 12 gennaio è stata inaugurata ufficialmente la mostra fotografica “Luoghi resistenti”, realizzata da Socialpress e Progetto Comunicazione, e portata a Vimodrone dall’associazione “Un’Altra Città”, che ha aggiunto alcuni pannelli di produzione propria su Vimodrone e la Martesana.
L’inaugurazione è consistita in un piccolo dibattito con relatori Gianni Dapri, architetto e urbanista del gruppo Socialpress, Federico Mininni, fotografo e critico della fotografia del gruppo Progetto Comunicazione, Mario Vitello, ingegnere dei trasporti, del comitato NO EXPO 2015, e Basilio Rizzo, consigliere comunale a Milano con la lista “Uniti con Dario Fo”.
Gianni Dapri e Federico Mininni ci hanno raccontato come è nata l’idea della mostra e quali incontri hanno avuto durante il loro giro per l’Italia. La mostra si colloca in continuità con lavori precedentemente effettuati dagli stessi gruppi (il libro bianco su Genova 2001, la raccolta fotografica “Trenta- fronti di guerra”, la mostra "Noi, utopia delle donne di ieri, memoria delle donne di domani".
Mario Vitello ci ha dato i numeri dell’evento EXPO 2015, attualmente in ballottaggio tra Milano e Smirne, cercando di prefigurare gli scenari che potrebbero colpire l’intera pianura padana, compresa quindi la nostra zona, e quali interessi ci siano in gioco.
Basilio Rizzo ha concluso con una panoramica su quanto sta avvenendo a Milano città, in termini di uso del territorio e mobilitazione delle popolazioni, dandoci un quadro non ottimistico, anche su recenti provvedimenti come l’Ecopass.
Al termine del dibattito è stato distribuito un aperitivo per dare spazio anche alle conversazioni libere. La mostra rimane esposta fino al 3 febbraio. |
|
|
 |
| |
|
Questa rubrica
comprendeva due
sottorubriche intitolate
di chi la colpa
e
soluzioni che vengono
riportate in calce |
MUNNEZZA
L’emergenza
rifiuti in Campania non è
un’emergenza. Non può essere
definito come tale un problema
che dura da 20 anni e che ha
avuto evidentemente nel tempo
risposte sempre inadeguate dal
momento che il problema tutt’ora
persiste.
Prima di
ragionare su quali potrebbero
essere le soluzioni, bisogna
tentare di inquadrare il
problema in conformità ai
frammenti di fatti e notizie in
nostro possesso, pur mantenendo
la netta convinzione che in 20
anni si sono intrecciate
malefatte d’ogni specie fra i
comprimari della vicenda,
malefatte di cui l’opinione
pubblica sarà destinata in
futuro a conoscerne una minima
parte.
Il primo
problema è la camorra che ha
steso un’imponente rete di
connivenze, seguita dai
ministeri di competenza, dai
politici a livello locale e
nazionale, pubblici funzionari,
imprenditori del nord e del sud,
magistratura, sindacati, polizia
locale e forze dell’ordine. Come
altrimenti sarebbe stato
possibile arrivare a uno stato
di degrado simile? Di fatto, la
popolazione della Campania già
costretta a una vita spesso in
equilibrio precario, deve subire
questo ennesimo sopruso.
Il primo
problema è la camorra che ha
steso un’imponente rete di
connivenze, seguita dai
ministeri di competenza, dai
politici a livello locale e
nazionale, pubblici funzionari,
imprenditori del nord e del sud,
magistratura, sindacati, polizia
locale e forze dell’ordine. Come
altrimenti sarebbe stato
possibile arrivare a uno stato
di degrado simile? Di fatto, la
popolazione della Campania già
costretta a una vita spesso in
equilibrio precario, deve subire
questo ennesimo sopruso.
Abbiamo
fatto una breve raccolta di
articoli usciti in questi giorni
raccolti sotto le voci “di chi è
la colpa?” e “quali soluzioni?”;
a voi il giudizio sulla vicenda.
La nostra
solidarietà va alle popolazioni
campane che devono difendersi
dalla disinformazione,
dall’attacco alla salute deciso
dal Governo con i progetti di
nuovi inceneritori e discariche,
dalle provocazioni camorriste e
dalla repressione militare dello
stato.
Laboratorio
Politico un’altra città –
Vimodrone
|
|
di chi la colpa |
|
soluzioni |
|
contenuto della rubrica di chi la colp |
|
A) camorra di stato e
stato di camorra |
|
B) no inceneritori e
megadiscariche - avvio
differenziata |
|
C) da chi è intervenuto
a Pianura |
|
E) De Gennaro |
|
F) La nomina a De
Gennaro |
CAMORRA DI STATO E STATO DI
EMERGENZA: IL CASO DEI RIFIUTI
IN CAMPANIA
|
Il 9 marzo 2005 la
Commissione bicamerale
d’inchiesta sul ciclo
dei rifiuti procedeva
all’audizione dei piú
importanti gruppi
bancari italiani,
Capitalia, Banca Intesa,
San Paolo Imi e Gruppo
Unicredito Italiano[1],
preoccupati per i loro
finanziamenti alle
società Fibe e Fibe
Campania del gruppo
Impregilo, allora
controllato da Cesare
Romiti, facente parte
del “salotto buono”
della finanza, editore
del maggior quotidiano
italiano. Le banche
avevano voglia di
smarcarsi: si erano
esposte per decine e
decine di milioni di
euro finanziando con la
massima leggerezza Fibe
e Impresilo. La
relazione della
Commissione afferma
infatti: «non è chiaro
come gli istituti
bancari possano aver
pensato, nel momento in
cui fornivano i
finanziamenti, di essere
in condizioni di
“normalità”, come
espressamente affermato,
posto che l’emergenza
campana era pluriennale
e nota a tutti;
considerato, peraltro,
che vi era piena
consapevolezza del fatto
che tale sistema, come
proposto da Fibe, era
“certamente
pionieristico”, “il
primo in Italia di
queste dimensioni”»[2]. |
|
Il sistema a cui si
riferisce la Commissione
è la messa in atto, in
modo generalizzato e
“dogmatico” nella
regione Campania,
commissariata da oltre
tredici anni, del
cosiddetto «ciclo
integrato dei rifiuti»,
assai propagandato
dall’associazione
ambientalista
“parastatale”
Legambiente e fatto
proprio dalla quasi
totalità delle forze
politiche italiane. |
|
Dietro un elenco delle
azioni da intraprendere
per gestire i rifiuti
apparentemente corretto
– partendo dalla
riduzione, il
riciclaggio e il
recupero di materia, da
effettuarsi con raccolta
differenziata –, il
sistema punta, però,
tutto su quello che
dovrebbe essere l’ultima
e residuale azione,
quella del cosiddetto
recupero energetico,
mediante la «termovalorizzazione»,
ossia l’incenerimento
dei rifiuti. |
|
Questo aspetto è stato
gravemente inquinato da
uno scandaloso sistema
di incentivazione
pubblica, previsto nel
1992 dall’allora
Commissione
interministeriale dei
prezzi e conosciuto come
CIP 6, che, tassando con
oltre il 7% le bollette
elettriche, ha
finanziato e finanzia,
con la scusa delle
energie rinnovabili,
soprattutto gli impianti
di incenerimento. A
titolo di esempio, gli
ultimi dati disponibili,
riferiti al 2006,
riguardo alle fonti
«rinnovabili», assegnano
agli inceneritori di
rifiuti e biomasse 1.135
milioni di euro, quasi i
due terzi degli oltre
1.758 milioni di euro
erogati, a fronte di
40.370 euro assegnati al
solare fotovoltaico,
pari allo 0,00002% di
quanto erogato – con
buona pace della la
retorica “ambientalista”
e “solare”di molte delle
forze politiche
italiane. |
|
È bene ricordare che il
sistema dei contributi
CIP 6 rappresenta, in
risorse reali, la quasi
totalità del sistema di
finanziamento alle fonti
energetiche
«rinnovabili», ed è in
questo modo che si è
fatta, e si fa,
concretamente, la
politica energetica e
ambientale in Italia –
il che viene
costantemente ignorato
da politici e mezzi di
comunicazione di massa.
Ma il meccanismo di
finanziamento dei CIP 6
era ben chiaro alle
banche che finanziavano
l’operazione «rifiuti in
Campania». Sempre
riprendendo il testo
della Commissione,
vediamo come «i profili
vantaggiosi e positivi,
dal punto di vista dei
finanziatori,
dell’iniziativa di
finanziamento del
progetto del sistema
integrato del ciclo dei
rifiuti proposto dalla
Fibe in Campania erano
stati riposti – a quanto
emerso – nella
produzione del Cdr, con
i connessi benefici del
CIP6»: «bruciare energia
e venderla era parte
fondamentale del
business di FIBE» e per
le banche «rappresentava
il 60 per cento dei
ricavi del progetto»[3]. |
|
Il Cdr era stato
peraltro la trovata
retorica per far
digerire meglio la «termovalorizzazione»
dei rifiuti: invece che
bruciare il “tal quale”
era meglio inventarsi un
“combustibile” derivato
dai rifiuti – questo è
il significato
dell’acronimo Cdr –,alla
cui promozione si erano
applicati una parti
rilevanti del mondo
“ambientalista”
italiano, la solita
Legambiente in testa. |
|
delle specifiche
tecniche previste dalla
normativa, per quanto
riguardava sia
l’insufficiente potere
calorico, sia la
presenza di sostanze
tossiche, e ciò
nonostante che in un
primo tempo «i rilievi
effettuati dalla Asl,
dall’Arpa e
dall’aggiudicataria,
conducevano a una
valutazione di
conformità del Cdr nei
limiti della normativa»;
successivamente però,
soprattutto a seguito
dell’inchiesta
giudiziaria, veniva
rilevato che «il Cdr
prodotto non risponde ai
requisiti richiesti: tra
le molte “anomalie”,
nelle ecoballe sono
state rinvenute
percentuali di arsenico
superiori ai limiti
imposti, oltre che a
oggetti interi (per
esempio, una ruota
completa di cerchione e
pneumatico), fatto
questo che acclara
l’omissione della fase
della lavorazione;
inoltre la frazione
umida ha presentato
valori superiori ai
limiti previsti nella
tabella»;
peraltro «anche
il sovvallo e la Fos
sono risultati
irregolari, a ulteriore
conferma che la gestione
del ciclo integrato non
è riuscita a rispettare
il contratto sin dal
momento del conferimento
del rifiuto da parte dei
Comuni. Situazione che
non può certo essere
spiegata unicamente in
riferimento
all’emergenza
nell’emergenza (connessa
ai sequestri delle
discariche
soprarichiamati) o come
risultato di una cattiva
metodologia di raccolta
differenziata, ma che
finisce per apparire
vulnus strutturale
del progetto, sia in
relazione
all’adeguatezza tecnica
degli impianti, che
riguardo al know how
di settore che si
sarebbe dovuto
richiedere e pretendere
dalla società
affidataria»[4] |
|
Le banche comunque
riescono a smarcarsi,
rinunciano a subentrare
a Impregilo di Cesare
Romiti e società
collegate, in quanto una
volta «ricevuta
l’informativa
dell’inadempimento di
Fibe dal Commissario
Catenacci, non hanno
esercitato la facoltà di
sostituirsi a Fibe»,
però «hanno in pratica
finito per divenire gli
interlocutori del
Commissario in
riferimento alle
successive scelte che il
Commissario ha poi
dovuto assumere»[5]. |
|
Le banche, sempre nel
2005, fanno approvare da
un governo compiacente
un decreto di
risoluzione del
contratto che mantiene
le società di Impregilo
solo come esecutrici,
mentre lo Stato, tramite
il Commissariato per
l’emergenza, si assume,
da allora in poi, tutti
i rischi
imprenditoriali, con
buona pace, questa
volta, della retorica
“liberale e liberista”
imperante nella cultura
politica ed economica
italiana – esempio
concreto e usuale di
capitalismo assistito.
Viene cosí azzerata la
gara di appalto che
aveva assegnato, a suo
tempo, a Impregilo e
società collegate la
gestione di tutto il
ciclo dei rifiuti in
Campania. |
|
Una strana gara di
appalto, quella che le
società del gruppo
Impregilo di Cesare
Romiti avevano vinto,
nel lontano 1999,
«promettendo servizi
nettamente sottocosto»
– secondo quanto
giudicato da un esperto,
come Walter Canapini, in
un’intervista a un
quotidiano[6].
Del resto i criteri di
valutazione di quella
gara d’appalto puntavano
su bassi costi e
rapidità nei tempi di
realizzazione e messa in
esercizio (300 giorni!),
mentre alla qualità
degli impianti era
riservato un misero 10%,
tanto che Impregilo e
collegate avevano avuto
per il «valore tecnico
delle opere» il
punteggio di gran lunga
piú basso, rispetto agli
altri partecipanti alla
gara. |
|
Del resto, proprio la
gara di appalto svela il
trucco della retorica
dell’ambientalismo
egemone “legambientino”
del «ciclo integrato dei
rifiuti»: da allora e
per tutto il seguito
della vicenda, si
punterà tutto sulle
soluzioni impiantistiche
finalizzate
all’incenerimento.
Filippo Granara,
Rappresentante di Banca
Opi gruppo San Paolo
Imi, che aveva posto in
essere il project
financing alla Fibe
per circa 400 milioni di
euro, riferendosi alla
gara di appalto e
all’inceneritore di
Acerra, dichiarava alla
Commissione che «era
previsto nella gara
espressamente il
beneficio CIP6 per
quell’impianto»[7],
valutato, al 2005, solo
per le «ecoballe» già
stoccate, in «300
milioni di euro»[8].
E sarà però proprio
questa delirante
ortodossia
inceneritorista che
causerà la crisi. |
|
L’ortodossia
“ambientalista”,
riproposta in modo
martellante anche dai
mass media e da
frotte di politici
ignoranti, vede la
«termovalorizzazione»
mediante incenerimento
non solo come soluzione
del problema rifiuti, ma
anche come alternativa
alle discariche – dato,
quest’ ultimo,
assolutamente
fantasioso, in quanto se
anche la
«termovalorizzazione»
fosse integrale per
tutti i rifiuti, non li
eliminerebbe
fisicamente, ma si
limiterebbe a ridurli a
circa il 30% della massa
iniziale, oltre a
produrrne, a sua volta e
in quota non
irrilevante, un
ulteriore 3-5% e di una
tipologia estremamente
pericolosa, e tutti
questi rifiuti hanno a
loro volta bisogno di
discariche. |
|
A dispetto delle
retoriche
inceneritoriste, la
chiusura delle
discariche allora
esistenti e la mancata
previsione di nuove
discariche nel «ciclo
integrato dei rifiuti»
campano innescherà, nel
proseguo,
inevitabilmente la crisi
e lo stato di emergenza. |
|
Gli impianti realizzati
dalle imprese del gruppo
Impregilo di Cesare
Romiti risulteranno
essere di infima qualità
– come dimostra la
vicenda del Cdr
diventato semplicemente
«ecoballe» negli
impianti realizzati e,
ancora di piú, il
progetto del primo
impianto di
«termovalorizzazione»,
quello di Acerra, per il
quale non viene
previsto,
originariamente, nemmeno
un soddisfacente sistema
di abbattimento degli
inquinanti, tanto che il
gruppo di lavoro del
ministero dell’Ambiente,
che successivamente
revisionerà il progetto,
imporrà «adeguamenti»
tecnici per un costo di
25 milioni di euro[9]. |
|
La qualità degli
impianti veniva invece
vantata
dall’amministratore
delegato di Impregilo,
Alberto Lina, che
dichiarava alla
Commissione di avvalersi
di know how
tedesco proveniente da
Deutsche Babcock
Anlangen Gmbh, impresa
collegata a Impregilo
nell’affare “gestione
rifiuti” in Campania, e
che avrebbe avuto ben
«570 referenze al mondo
nel campo degli
inceneritori»[10].
Queste affermazioni
erano state
evidentemente prese per
buone dal ministro
dell’Ambiente, retto
allora
dall’ambientalista di
lungo corso Edo Ronchi,
che il 31 dicembre 1999
esprimeva il parere
finale favorevole di
«compatibilità
ambientale» in quanto
«sulla base delle
informazioni disponibili
non si sono rilevati
significativi elementi
di incompatibilità
ambientale e
territoriale connessi
con la costruzione e
realizzazione
dell’impianto»[11] |
|
Il parere di
«compatibilità
ambientale» dovrebbe
arrivare solo dopo una
formale e corretta
procedura di Valutazione
di Impatto Ambientale
(VIA), che in questo
caso non c’è stata, se
si deve tener conto
anche di quanto
affermato dall’ing.
Bruno Agricola, alto
dirigente del ministero
dell’Ambiente, a capo di
un gruppo di lavoro
ministeriale che, avendo
avuto il compito di
“aggiornare” il parere
ministeriale, cosí
dichiarava alla
Commissione: «stiamo
intervenendo in un
processo in cui vi è una
necessità di carattere
generale che ha portato
ad alcune decisioni, che
per noi sono un punto di
partenza. È ovvio che,
se si fosse seguita una
procedura non di
emergenza, i risultati,
a mio avviso, sarebbero
stati sicuramente
differenti, però non si
può immaginare di
cambiare le condizioni a
monte, perché queste per
noi sono un vincolo».
Dichiarazioni che, da
buon burocrate navigato
tendente a smarcarsi da
responsabilità ritenute
esclusivamente
politiche, ribadisce
quando, di seguito,
afferma: «quello che noi
non possiamo fare è dire
dove avremmo voluto o
potuto mettere
l’impianto. Noi dobbiamo
dire se è compatibile o
meno; abbiamo indicato
le condizioni alle quali
si ritiene compatibile:
questa è l’opinione
della commissione, poi
vi è l’opinione del
ministro. Sulla base di
ciò si potrà dire se è
compatibile o meno – il
parere, alla fine, è del
ministro»[12].
Comunque, per tutelare
l’ambiente, e anche se
stesso, il gruppo di
lavoro ministeriale
imponeva
all’inceneritore di
Acerra oltre gli
«adeguamenti» tecnici
anche l’esclusivo
utilizzo di Cdr di
qualità adeguata. |
|
Del resto il Capitolato
speciale di appalto
prevedeva che i
concorrenti si
impegnassero «con mezzi
finanziari propri» a
«realizzare tre impianti
produzione Cdr e un
impianto dedicato alla
produzione di energia
mediante
termovalorizzazione Cdr
da porre in esercizio
entro il 31 dicembre
2000, assicurando nelle
more della messa in
esercizio di detto
impianto il recupero
energetico del
combustibile prodotto»,
oltre a «possedere e/o
disporre immediatamente
di sito per la
realizzazione di
impianto di
termovalorizzazione»[13]. |
|
Si noti come la gara
d’appalto – oltre a
prevedere tempi “certi”
di realizzazione,
slittati però, per
alcuni aspetti, di oltre
7 anni – conferissea la
piena potestà
all’impresa
aggiudicataria, in barba
a qualsiasi minimo
criterio di
pianificazione
territoriale, di
scegliere i siti per
realizzare gli impianti. |
|
Questo aspetto della
vicenda darà luogo a
strane vicende legate
alla crescita
estemporanea dei valori
commerciali delle aree
da destinarsi agli
impianti, con
compravendite effettuate
da soggetti terzi, poco
prima dell’acquisto
definitivo da parte
dalle imprese del gruppo
Impregilo di Cesare
Romiti[14]. |
|
A fronte delle
incredibili carenze da
parte delle strutture
industriali “nordiste”,
come delle
amministrazioni locali e
dei governi romani dai
colori piú variegati,
senza dimenticare gli
apparati culturali
“ambientalisti” e i
mass media asserviti
a concreti interessi
economici, l’unica
struttura che in questa
vicenda è riuscita a
essere adeguata ai
compiti – insieme a
gruppi di cittadini
consapevoli, con i loro
comitati –, è stata la
magistratura napoletana
che, perlomeno, ha
evidenziato con
chiarezza alcuni aspetti
di questa gigantesca
truffa, portando avanti
alcune precise denunce,
a cominciare proprio
dalle «ecoballe» fatte
passare per Cdr, fino al
nodo, particolarmente
importante, delle
carenze impiantistiche e
gestionali degli
impianti, nodo che viene
al pettine nel giugno
2007 quando il Gip del
Tribunale di Napoli
dispone il sequestro di
circa 750 milioni di
euro alle imprese del
gruppo Impregilo, oltre
alla interdizione ai
contratti con la
pubblica amministrazione
per un anno. |
|
Ma questa azione della
magistratura era stata
prevista in tempo utile
dalle banche, a
dimostrazione che il
sistema bancario, in
questa vicenda, si è
dimostrato, nel
concreto, piú accorto
del velleitario sistema
politico, non avendo
voluto accollarsi un
fallimentare sistema di
gestione, a partire dal
«termovalorizzatore» di
Acerra. |
|
Per il futuro vengono
proposte alcune ricette
per uscire dalla crisi,
anche elaborate proprio
da chi è stato la sua
principale causa e, non
a caso, sono
precisamente queste a
essere assunte da tutta
la classe politica
tradizionale. |
|
Un esempio è quello che
suggeriva, a suo tempo,
l’amministratore
delegato di Impregilo
Alberto Lina: modificare
la normativa sul Cdr e
rendere finalmente
utilizzabili e
profittevoli, come
combustibile, le «ecoballe»
stoccate. Queste le sue
parole: «a questo punto
bisogna andare avanti e
realizzare, il piú
velocemente possibile, i
due termovalorizzatori –
noi o altri, se ne può
parlare – e, in essi,
bruciare le ecoballe che
si sono accatastate. Non
mi sembra che queste
ecoballe possano essere
smaltite presso degli
inceneritori di terzi e
quindi dovremo bruciarle
noi. Per questo, basterà
solo aggiungere qualche
copertone e,
sicuramente, nei
termovalorizzatori della
Campania queste ecoballe
diventeranno
combustibile e
produrranno energia.
Quindi, in questo
momento, stiamo
producendo non materiale
inutile, bensí rifiuti
che il sistema, nel suo
complesso, discrimina e
ci dice che non sono a
norma e che non possono
essere stoccati. In
realtà, dobbiamo uscire
da questa situazione
abbastanza intricata e
assurda»[15].
In tal modo si
supererebbero anche le
prescrizioni pilatesche
dei tecnici del
ministero dell’Ambiente,
che avevano vietato
l’utilizzo delle «ecoballe»
perlomeno
nell’inceneritore di
Acerra. |
|
Questa soluzione diventa
piú solida se, adesso e
anche per il futuro,
l’incenerimento di
queste «ecoballe» verrà
incentivato come energia
prodotta da «fonte
rinnovabile», proprio
per la presenza di
frazioni significative
di rifiuti
biodegradabili, frazione
che in un sistema
decente di gestione
rifiuti dovrebbe essere
destinata alla
produzione di compost
e non certo incenerita. |
|
L’incentivazione
all’incenerimento della
frazione biodegradabile
dei rifiuti viene invece
prevista dall’ultima
Legge finanziaria, art.
2, comma144 e comma 145,
nella misura di 22
centesimi di euro per
kWh, in misura uguale
all’energia idraulica e
in misura maggiore
rispetto all’energia
geotermica e ai gas
prodotti dai processi di
depurazione o ai gas di
discarica: in questa
ottica il detto
camorrista “a monnezza è
oro” diventa
legge dello Stato. |
|
Dall’esame dei fatti
dovrebbe risultare
chiaro quale è la
camorra che sta dietro
all’emergenza rifiuti
della Campania. |
|
Piú che la locale e
tradizionale malavita –
che si è occupata di
gestire i rifiuti
industriali e tossici
per conto del sistema
produttivo nazionale –,
la vera camorra è quella
finanziaria-industriale
dei “salotti buoni”
milanesi, padrona dei
governi romani e
dell’editoria nazionale
– e che poi è lo “stato”
che governa gli
italiani. Il fatto che
questo “stato” sia
padrone dei mezzi di
comunicazione di massa
risulta essere
particolarmente utile
per scaricare le vere
responsabilità su
un’indeterminata
malavita e su una classe
politica locale –
peraltro assolutamente
indifendibile. Meglio
poi se l’operazione
viene eseguita da eroici
e minacciati scrittori
dalla barba incolta o da
giornalisti
professionalmente
intenti a fustigare la
morale politica –
tutelando, nel contempo,
l’immoralità e la
criminalità economica
ufficiale e
istituzionale. |
|
La soluzione proposta,
invece, dai gruppi di
cittadini consapevoli e
dai loro comitati,
riassumibile nella
strategia «verso i
rifiuti zero», non
sembra avere, al momento
molte possibilità, sia
perché non è abbastanza
dispendiosa – non
prevedendo la
realizzazione degli
impianti di
incenerimento che, se
sono quelli piú
pericolosi per la
salute, sono però anche
i piú lucrativi per la
realizzazione e gestione
–, sia perché
responsabilizza il
sistema produttivo a un
uso piú sostenibile
delle merci e
dell’energia, senza
ricorrere alla
faciloneria di soluzioni
impiantistiche, che
promettono miracoli e
poi, nel concreto,
comportano il piú delle
volte danni non
previsti, oltre che, in
alcuni casi, veri e
propri disastri. |
|
A ogni modo, in Italia
sono ormai milioni gli
abitanti di Comuni o
Consorzi che hanno
realizzato concretamente
questa strategia;
partendo dalla raccolta
differenziata «porta a
porta» si raggiungono
risultati quali la
minore (intorno al 20%)
produzione di rifiuti
pro capite, le
maggiori (fino al 75%)
rese di raccolta
differenziata, i minori
(mediamente del 15%)
costi del servizio.
Questi dati risultano
dallo studio effettuato
dall’Ecoistituto di
Faenza, confrontando,
con dati del 2005, 918
Comuni di Lombardia e
Veneto, per un totale di
6.750.734 abitanti, che
effettuavano la raccolta
«porta a porta», con 110
comuni, per un totale di
1.749.734 abitanti, che
effettuavano invece la
tradizionale raccolta
stradale[16]
–
e si deve rimarcare come
questi dati rendono del
tutto superflua una
specifica impiantistica
di trattamento del
residuo mediante la
combustione dei rifiuti,
combustione che comporta
sempre rischi
sanitari non
trascurabili. |
|
Si deve anche ricordare
che le scelte virtuose
in materia di rifiuti
non sono iniziate per
volontà dalla classe
politica tradizionale,
compresi i sedicenti
“amici del popolo” o
“amici dell’ambiente”,
bensí per volontà di
cittadini consapevoli,
che si sono organizzati
in liste civiche proprio
per evitare la
realizzazione di inutili
impianti nocivi o scempi
territoriali |
|
Un primo esempio è
quello di Sernaglia
della Battaglia, in
provincia di Treviso
dove, nel 1987, a fronte
di un’amministrazione
che, dopo aver venduto
il territorio ai
cavatori, lo voleva poi
rivendere all’azienda
dei rifiuti di Padova
onde riempire i buchi
con milioni di
tonnellate di rifiuti,
un comitato dei
cittadini, non
limitandosi a
organizzare i blocchi
delle strade di accesso
alle cave, ha dato vita
a una lista civica che,
dopo aver spazzato via i
vecchi amministratori,
ha realizzato, tra i
primi in Italia, la
raccolta «porta a porta»
– arrivata, nel
frattempo, anche oltre
l’80%. Un secondo
esempio è quello di
Montebelluna, sempre in
provincia di Treviso,
dove, contro il
progetto di un
inceneritore perseguito
da una precedente
amministrazione, due
liste civiche sono
riuscite nel 2002 a
insediare un sindaco
che, dopo aver bloccato
quel progetto, ha
puntato sul sistema di
raccolta «porta a porta»
– arrivato al 75% di
raccolta differenziata. |
|
Come si è potuto
rilevare, la vera
emergenza rifiuti in
Campania – ma non solo
rifiuti, e non solo in
Campania – è dovuta alla
presenza di un sistema
camorristico di Stato,
che si avvale, per
funzionare
“ordinariamente”, di uno
stato di emergenza
permanente. Uno stato di
emergenza che va
superato, partendo
dall’azzeramento di una
classe politica e
imprenditoriale
completamente
fallimentare, per
arrivare alla messa
all’ordine del giorno
della democrazia, di
un’“ordinaria” e
necessaria democrazia. |
|
È cosí che allo “stato
di eccezione” deve
essere opposto il
diritto alla resistenza,
come del resto aveva
previsto l’esponente
cattolico Giuseppe
Dossetti come specifico
articolo della
Costituzione Italiana:
«quando i poteri
pubblici violano le
libertà fondamentali e i
diritti garantiti dalla
Costituzione, la
resistenza
all’oppressione è un
diritto e un dovere del
cittadino».
|
|
|
|
|
|
|
[5]
Seduta della Commissione
Bicamerale sul ciclo dei
rifiuti del 6 luglio
2005. |
|
|
[6]
Intervista del 4 gennaio
2008 al quotidiano «il
manifesto». |
|
|
[7]
Seduta della Commissione
bicamerale sul ciclo dei
rifiuti del 9 marzo
2005. |
|
|
[8]
Dichiarazione del
Commissario Tommaso
Sodano nella Seduta
della Commissione
bicamerale sul ciclo dei
rifiuti del 6 luglio
2005. |
|
|
[9]
Seduta della Commissione
bicamerale sul ciclo dei
rifiuti dell’8 febbraio
2005. |
|
|
[10]
Seduta della Commissione
bicamerale sul ciclo dei
rifiuti del 6 luglio
2005. |
|
|
[11]
Relazione territoriale
sulla Campania della
Commissione bicamerale
approvata il 26 gennaio
2006. |
|
|
[12]
Seduta della Commissione
bicamerale sul ciclo dei
rifiuti dell’8 febbraio
2005. |
|
|
|
Da Gioia Tauro alla Campania basta emergenza |
Foto
omessa |
NO INCENERITORI E MEGADISCARICHE
AVVIO IMMEDIATO
DELLA
DIFFERENZIATA
PORTA A PORTA
|
|
|
Con questo slogan il 22
dicembre 2007, mentre
manifestavamo in
8.000nella Piana per
dire basta allo schifo
che ci vogliono imporre,
si apriva l’ennesimo
corteo a Napoli per
combattere la gravissima
situazione in cui versa
la Campania! |
|
|
|
Una Regione in cui 14
anni di Commissariamento
ed una gestione
finalizzata unicamente
all’incenerimento, hanno
provocato una situazione
al collasso con
centinaia di migliaia di
tonnellate di rifiuti
non raccolti per strada,
impianti di finto CDR –
combustibile da rifiuti
- che impacchettano
l'immondizia tal quale
per “stoccarla” in
terreni agricoli
nell'attesa della
entrata in funzione dei
“termovalorizzatori”,
continue aperture da
parte del Commissariato
per l'”emergenza
rifiuti” di nuove
discariche spesso di
proprietà o gestite
dalla camorra, le stesse
dove in passato sono
state smaltite
tonnellate di rifiuti
tossici. |
|
Tutto ciò mentre
sparivano miliardi di
euro che hanno
arricchito affaristi,
camorristi e politicanti
(se senso ha
differenziarli) e mentre
venivano disattese le
richieste dei comi- tati
di attivare la raccolta
differenziata
(assolutamente
ostacolata), il
riciclaggio ed il
compostaggio. |
|
Oggi l’emergenza
Campania è riesplosa in
tutta la sua
drammaticità e gli
scontri con le forze
dell’ordine, le
barricate e i cassonetti
incendiati riempiono le
prime pagine di tutti i
mezzi di comunicazione,
che additano chi
protesta come camor-
rista. Vergogna! |
|
Il giornalismo italiano,
“libero” e
“democratico”, è troppo
preso a propinarci
modelli ultramoderni di
“termovalorizzato-i” del
tutto innocui - che
quasi quasi profumano
l’aria - per icordare
all’opinione pubblica
poche cose ma banali: di
inceneritori e
discariche si muore, e
la Campania ha una
mortalità dovuta a
malattie tumorali molto
più alta di ogni
statistica nazionale.
|
|
E’ evidente la
strumentalità di questa
nuova crisi, che
riteniamo dettata dalle
solite lobbies e
pianificata dal governo
per avviare questa
gigantesca campagna
nazionale a favore del’incenerimento,
liquidando tutte le
forme di opposizione a
questa barbarie. |
|
Vogliono metterci gli
uni contro gli altri,
farci credere che è
colpa di chi si oppone
agli inceneritori se
esistono ancora le
discariche. FALSO! Gli
inceneritori non
eliminano le discariche,
le rendono croniche,
producendo un terzo dei
rifiuti
“smaltiti” in ceneri
altamente tossiche.
Lungi dall’essere la
soluzione,
l’incenerimento è il
problema. Noi sappiamo
bene chi sono i veri
terroristi, i veri
camorristi, i veri
criminali! |
|
Oggi, purtroppo, non è a
rischio soltanto la
salute dei cittadini ma
il senso stesso della
democrazia. La nomina di
De Gennaro serve solo a
rendere ancora più
autoritaria la logica
dell’emergenza ed a
reprimere chi osa
pensare di poter vivere
in maniera dignitosa.
L’intervento
dell’esercito, tanto
auspicato da diversi
benpensanti anche di
“sinistra”, servirà solo
a garantire chi la
situazione l’ha
provocata - camorra,
imprenditori e politici
- e non certo chi la
subisce - i cittadini!
La repressione che
colpisce oggi i
cittadini di Pianura
colpirà domani allo
stesso modo chi altrove
osa opporsi alle lobbies
dell’incenerimento. |
|
Noi qui in Calabria combattiamo la stessa lotta delle popolazioni
campane, la stessa
logica perversa che ci
impone l’incenerimento e
le discariche.
|
|
Per questo noi oggi manifestiamo loro tutta la nostra solidarietà
e vicinanza |
|
 |
|
|
|
CONFEDERAZIONE UNITARIA
DI BASE
20131 MILANO, Viale
Lombardia 20 - tel.
0270631804, fax
02-0602409
00175 ROMA, Via
dell’Aeroporto, 129 -
tel. 06/76968408, fax
06/76983035
|
da chi è intervenutoa Pianura
|
Carissimi come al solito
mi è estremamente
difficile comunicare via
internet. Fortuna che ho
trovato finalmente un
uinternet point qui in
zona flegrea. |
|
Stò partecipando ai
presidi a Pianura dal 2
gennaio quasi
ininterrottamente,
insieme ad altri
compagni di UC-CUC di
Napoli e a vari nostri
simpatizzanti. |
|
Vi scrivo questa mail
poiché mi sembra che la
spazzatura, oltre che
straripare nelle strade
di Napoli, abbondi anche
(come al solito) nel
mondo della (dis)informazione
ufficiale. |
|
A quanto stò capendo,
nel resto d'Italia, ma
anche nella stessa
Napoli, si stà facendo
passare l'idea secondo
cui la rivolta dei
Pisani sia orchestrata
ad hoc dalla camorra
affiancata da qualche
"testa calda". |
|
La verità è estremamente
diversa: ai Pisani sono
presenti in presidio
ogni giorno migliaia di
persone (negli ultimi
giorni si è arrivati
anche a 5000 in corteo),
e più si va avanti più
la mobilitazione cresce.
Un'intera cittadinanza,
dunque, incazzata nera
per la decisione di
riaprire una discarica a
cielo aperto che per 40
anni, fino al 1996, ha
avvelenato un intero
quartiere: pensate che
può significare vivere
quotidianamente in una
zona dove la puzza di
immondizia invade
permanentemente strade,
case, campagne, ed
impregna persino gli
indumenti stesi fuori ad
asciugare. |
|
Nei primi giorni la
protesta è stata di
fatto egemonizzata dalla
destra più becera di AN,
la quale nei Pisani
registra consensi
pressoché bulgari, ma
sono bastate le parole a
dir poco "ambigue"
dialcuni consiglieri
comunali fascistoidi a
fare una prima
ripulitura all' interno
del movimento: già la
settimana scorsa il
consigliere Diodato (lo
stesso dei raid anti
immigrati e delle
campagne per lo sgombero
di Officina) è stato
senza troppi complimenti
cacciato dal presidio ed
invitato a non
ripresentarvisi. |
|
I comitati cittadini
dove sono presenti i
compagni (Pianura,
Quarto, Comitato Salute
Ambiente legato alla
Rete No Global) dopo
qualche iniziale
tentennamento, stanno
facendo un buon lavoro,
e sono riusciti dopo più
di una settimana di
lavoro ad introiettare
nel movimento le parole
d'ordine a favore della
raccolta differenziata e
il NO alla discarica non
solo a Pianura ma
ovunque: passi avanti
importanti, se si pensa
che nei primi giorni di
raccolta differenziata
non ne parlava nessuno e
ci si limitava a dire
"Pianura ha già dato, la
discarica fatela
altrove". |
|
Quanto alla camorra,
questa a Napoli è
dovunque: nelle scuole,
negli uffici, sullo
stadio, nei movimenti
dei disoccupati e
soprattutto nelle
istituzioni
(e il governatore della
Campania Bassolino,
sotto inchiesta proprio
per lo
scandalo rifiuti e i
presunti favoreggiamenti
nei confronti della
FIBE, ne sa di sicuro
qualcosa). |
|
E' evidente quindi che,
tra migliaia di
manifestanti, e per di
più in un movimento
tanto eterogeneo, possa
annidarsi anche qualche
losco individuo animato
da obbiettivi che nulla
hanno a che fare col NO
alla discarica. |
|
Ma il trasformare
l'intera protesta in una
strumentalizzazione
della malavita
organizzata, come fanno
Pecoraro Scanio e
compagnia, è una
mistificazione,
un'infamia che va
smontata sul nascere, e
con determinazione, da
tutti i compagni su
tutto il territorio
nazionale. |
|
Un'infamia nella quale
provano a sguazzare
anche i "sinistri" del
Prc, PdCI e SD locali e
nazionali, i quali,
eccezion fatta per
qualche sparuto
rappresentante
istituzionale di
quartiere, si stanno
tenendo ben lontani dai
presidi, e a fronte
della loro totale
inconsistenza quanto a
visibilità e proposte
politiche, cercano di
tenersi a galla agitando
il facile, oltre che
trito e ritrito, refrain
"della camorra che
strumentalizza la lotta"
e della "discarica quale
male minore per evitare
il peggio". |
|
I veri criminali, non
dimentichiamolo, siedono
a Palazzo San Giacomo
(sede del comune) a
Santa Lucia (Regione
Campania) e a
Montecitorio, e sono
quelli che in questi
anni hanno bruciato
miliardi di Euro in
Piani Rifiuti che non
hanno fatto altro che
trasformare la Campania
in una pattumiera. |
|
Qui intanto, come
dicevo, la mobilitazione
va avanti. |
|
Da diversi giorni la
situazione è pressoché
identica: all'alba
scontri provocati dai
tentativi da parte delle
forze dell'ordine di
forzare i presidi per
far entrare le ruspe e i
camion carichi di
stabilizzante per il
terreno; il pomeriggio
ogni giorno dal 3
gennaio parte un corteo
per le strade del centro
di Pianura; la sera, da
2 giorni a questa parte,
il settore più radicale
del movimento cerca di
riprendersi le strade
del quartiere. |
|
Ieri sera ci sono stati
scontri a causa della
rabbia della gente per
gli esiti del vertice
istituzionale che ha
confermato la scelta
della discarica, e dello
sfondamento da parte
della Polizia del blocco
stradale all'ingresso
del quartiere, e si sono
protratti fino a notte
fonda. |
|
Oggi c'è stata la
conferenza stampa giù al
presidio per lanciare il
corteo di domani per le
strade del centro di
Napoli che si dirigerà
alla prefettura.
L'appuntamento domani,
per tutti è a piazza del
Gesù alle ore 17. Faccio
appello a tutti i
compagni di Napoli a non
mancare! |
|
Allo stato attuale la
lotta sembra non
arrestarsi, anzi come
dicevo stà continuando a
crescere. Stasera (sono
appena tornato dal
presidio) eravamo oltre
5000 tra presidio e
corteo. L'unico problema
è come al solito la
notte dove si diventa
sempre meno di 100. Per
questo faccio l'appello
ai compagni di Napoli,
se possibile, a rendersi
disponibile per qualche
notte. |
|
Chiunque fosse
interessato a venire o
ad avere ulteriori
informazioni può
chiamare me (3347222194
oppure 3397212623)
oppure rivolgersi al
compagno Brunello
Zaccaria che fa parte
del comitato dei Pisani
ed è presente al
presidio quasi 24 ore su
24, al numero
3393000134. |
|
Saluti |
|
Peppe D'Alesio |
|
 |
|
Lettera di Lorenzo
Guadagnucci
Caro direttore,
anch'io, come Vittorio
Agnoletto, sono rimasto
senza parole, quando ho
saputo della nomina di
Gianni De Gennaro a
commissario speciale per
l'emergenza rifiuti in
Campania. Se ho
ritrovato la parola e
butto giù queste righe,
è per esprimere il mio
malessere e il mio
sconcerto di fronte
all'atteggiamento
rassegnato e complice
tenuto da parlamentari,
forze politiche, testate
giornalistiche che sono
state spesso al nostro
fianco nella battaglia
etica, politica,
giudiziaria seguita alle
tragiche giornate del G8
2001. Tutti noi sappiamo
quanto sia potente
Gianni De Gennaro e
quale peso abbia
all'interno delle nostre
forze dell'ordine: capo
della polizia dal 2000
al 2007, è al vertice di
una cordata di
funzionari e dirigenti
che a questo punto
dobbiamo ritenere
inamovibile. Ma sappiamo
anche che la sua
continua, inarrestabile
ascesa - possibile
grazie all'ormai unanime
plauso delle forze
politiche - comporta il
pagamento di un prezzo
altissimo: la rinuncia a
ricomporre la frattura
fra forze dell'ordine e
cittadinanza, che si
determinò nel luglio
2001 a Genova. E' una
frattura assai
pericolosa in ogni
democrazia, e tanto più
in quella italiana, che
è fragile, esposta a
ricorrenti ondate
populiste e incamminata,
proprio da quell'estate
di sette anni fa, lungo
il sentiero
dell'autoritarismo.
|
|
Caro direttore, sai
meglio di me in che modo
sciagurato sia stato
gestito il dopo Genova
nel nostro paese.
Anziché ribadire
l'assoluta preminenza
delle garanzie
costituzionali, chiedere
scusa alle vittime delle
violenze e a tutti i
cittadini, rimuovere i
vertici delle forze
dell'ordine (De Gennaro
in testa), istituire una
commissione d'inchiesta,
si è legittimato il
comportamento tenuto
dalle forze di sicurezza
nelle strade, nelle
scuole e nelle caserme
di Genova, delegando
alla magistratura il
compito di accertare
eventuali responsabilità
penali, ma avendo cura -
nel frattempo - di
promuovere tutti i
maggiori imputati, in
modo da far capire da
che parte sta lo stato.
|
|
Sono cose che sai bene,
quindi non può sfuggirti
il senso che assume oggi
la nomina di De Gennaro
a un ruolo così delicato
nei contenuti e così
visibile e importante
nella percezione
pubblica. Diciamola
tutta: è il trionfo di
De Gennaro, un trionfo
politico e addirittura
morale. Io sono convinto
che il dottor De Gennaro
abbia una grande
carriera alle spalle e
in aggiunta non amo
personalizzare le
questioni politiche, ma
non sono così ingenuo da
non cogliere la portata
dell'esibizione della
sua figura - da parte
del potere politico - di
fronte a un'opinione
pubblica allarmata e
infuriata. Il potere
politico mostra De
Gennaro come l'uomo
forte, il grande
poliziotto, chiamato
ancora una volta a
'salvare la patria'. E
la mente di tutti corre
al 2001: anche allora,
dunque, a marzo a Napoli
e in estate a Genova,
salvò la patria. Questo
è il messaggio che passa
e perciò, comunque vada
a finire coi rifiuti,
Gianni De Gennaro sta
vivendo la sua apoteosi.
|
|
Anch'io, come Vittorio
Agnoletto, nel mio
piccolo non mi riconosco
in quest'operazione, e
anzi la contesto, e dico
che Gianni De Gennaro
avrebbe meglio onorato
la sua carriera
lasciando il suo
incarico il 22 luglio
2001, a G8 appena
finito. Ha scelto invece
di rimanere, con la
complicità dei
governanti di allora e
di oggi, e di continuare
nonostante tutto la sua
carriera. Purtroppo non
è una questione
personale, perché tutti
noi paghiamo il prezzo
di questa scelta: la
frattura del 2001 che
non si ricompone, il
potere politico che
abdica di fronte allo
strapotere degli
apparati di sicurezza e
quindi la democrazia che
si inoltra sul cammino
senza ritorno
dell'autoritarismo.
Vogliono farci credere
che le crisi economiche,
le ingiustizie locali e
planetarie, la
sovraproduzione di merci
e di rifiuti si
affrontano con le
polizie, gli eserciti, i
de gennari: è la stessa
risposta che ci diedero
nel luglio 2001. Io
continuo a ribellarmi a
questa follia.
|
|
Lorenzo Guadagnucci
(Comitato Verità e
Giustizia per Genova) |
|
Liberazione, 13/01/2008
 |
Imprese,, politici e camorra
ecco i colpevoli della peste
Gli ultimi dati dell'Oms parlano di un aumento vertiginoso,
oltre la media nazionale, dei
casi di tumore a pancreas e
polmoni.
(9 gennaio 2008)
|
J'accuse dell'autore di
Gomorra: la tragedia è
che Napoli si sta
rassegnando
all'avvelenamento |
|
È un territorio che non
esce dalla notte. E che
non troverà soluzione.
Quello che sta accadendo
è grave, perché
divengono straordinari i
diritti più semplici:
avere una strada
accessibile, respirare
aria non marcia, vivere
con speranze di vita
nella media di un paese
europeo. Vivere senza
dovere avere
l'ossessione di emigrare
o di arruolarsi |
|
E' una notte cupa quella
che cala su queste
terre, perché morire
divorati dal cancro
diviene qualcosa che
somiglia ad un destino
condiviso e inevitabile
come il nascere e il
morire, perché chi
amministra continua a
parlare di cultura e
democrazia elettorale,
comete più vane delle
discussioni bizantine e
chi è all'opposizione
sembra divorato dal
terrore di non
partecipare agli affari
piuttosto che
interessato a
modificarne i
meccanismi. |
|
Si muore di una peste
silenziosa che ti nasce
in corpo dove vivi e ti
porta a finire nei
reparti oncologici di
mezza Italia. Gli ultimi
dati pubblicati
dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità
mostrano che la
situazione campana è
incredibile, parlano di
un aumento vertiginoso
delle patologie di
cancro. Pancreas,
polmoni, dotti biliari
più del 12% rispetto
alla media nazionale. La
rivista medica The
Lancet Oncology già nel
settembre 2004parlava di
un aumento del 24% dei
tumori al fegato nei
territori delle
discariche e le donne
sono le più colpite. Val
la pena ricordare che il
dato nelle zone più a
rischio del nord Italia
è un aumento del 14%.
|
|
Ma forse queste vicende
avvengono in un altro
paese. Perché chi
governa e chi è
all'opposizione, chi
racconta e chi discute,
vive in un altro paese.
Perché se vivessero
nello stesso paese
sarebbe impensabile
accorgersi di tutto
questo solo quando le
strade sono colme di
rifiuti. Forse accadeva
in un altro paese che il
presidente della
Commissione Affari
Generali della Regione
Campania fosse
proprietario di
un'impresa -
l'Ecocampania - che
raccoglieva rifiuti in
ogni angolo della
regione e oltre, e non
avesse il certificato
antimafia. |
|
Se si va in Liguria o in
Piemonte numerosissime
attività che vengono
gestite da società
campane operano secondo
tutti i criteri
normativi e nel miglior
modo possibile. A nord
si pulisce, si
raccoglie, si è in
equilibrio con
l'ambiente, a sud si
sotterra, si lercia, si
brucia. Guadagna la
politica perché come
dimostra l'inchiesta dei
Pm Milita e Cantone,
dell'antimafia di Napoli
sui fratelli Orsi
(imprenditori passati
dal centrodestra al
centrosinistra) in
questo momento il
meccanismo criminogeno
attraverso cui si
fondono tre poteri:
politico imprenditoriale
e camorristico - è il
sistema dei consorzi.
|
|
Il Consorzio
privato-pubblico
rappresenta il sistema
ideale per aggirare
tutti i meccanismi di
controllo. Nella pratica
è servito a creare
situazioni di monopolio
sulla scelta di
imprenditori spesso
erano vicino alla
camorra. Gli
imprenditori hanno
ritenuto che la società
pubblica avesse diritto
a fare la raccolta
rifiuti in tutti i
comuni della realtà
consorziale, di diritto.
Questo ha avuto come
effetto pratico di avere
situazioni di monopolio
e di guadagno enorme che
in passato non
esistevano. Nel caso
dell'inchiesta di Milite
e Cantone accadde che il
Consorzio acquistò per
una cifra enorme e
gonfiata (circa nove
milioni di euro)
attraverso fatturazioni
false la società di
raccolta ECO4. I privati
tennero per se gli utili
e scaricarono sul
Consorzio le perdite. La
politica ha tratto dal
sistema dei consorzi
13.000 voti e 9 milioni
di euro all'anno, mentre
il fatturato dei clan è
stato di 6 miliardi di
euro in due anni.
|
|
Ma guadagnano cifre
immense anche i
proprietari delle
discariche come dimostra
il caso di Cipriano
Chianese, un avvocato
imprenditore di un
paesino, Parete, il suo
feudo. Aveva gestito per
anni la Setri, società
specializzata nel
trasporto di rifiuti
speciali dall'estero: da
ogni parte d'Europa
trasferiva rifiuti a
Giugliano-Villaricca,
trasporti irregolari
senza aver mai avuto
l'autorizzazione dalla
Regione. Aveva però
l'unica autorizzazione
necessaria, quella della
camorra. |
|
Accusato dai pm
antimafia Raffaele
Marino, Alessandro
Milita e Giuseppe
Narducci di concorso
esterno in associazione
camorristica ed
estorsione aggravata e
continuata, è l'unico
destinatario della
misura cautelare firmata
dal gip di Napoli. Al
centro dell'inchiesta la
gestione delle cave X e
Z, discariche abusive di
località Scafarea, a
Giugliano, di proprietà
della Resit ed acquisite
dal Commissariato di
governo durante
l'emergenza rifiuti del
2003. Chianese - secondo
le accuse - è uno di
quegli imprenditori in
grado di sfruttare
l'emergenza e quindi
riuscì con l'attività di
smaltimento della sua
Resit a fatturare al
Commissariato
straordinario un importo
di oltre 35 milioni di
euro, per il solo
periodo compreso tra il
2001 e il 2003.
|
|
Gli impianti utilizzati
da Chianese avrebbero
dovuto essere chiusi e
bonificati. Invece sono
divenute miniere in
tempo di emergenza.
Grazie all'amicizia con
alcuni esponenti del
clan dei Casalesi, hanno
raccontato i
collaboratori di
giustizia, Chianese
aveva acquistato a
prezzi stracciati
terreni e fabbricati di
valore, aveva ottenuto
l'appoggio elettorale
nelle politiche del 1994
(candidato nelle liste
di Forza Italia, non fu
eletto) e il nulla osta
allo smaltimento dei
rifiuti sul territorio
del clan. |
|
La Procura ha posto
sotto sequestro
preventivo i beni
riconducibili
all'avvocato-imprenditore
di Parete: complessi
turistici e discoteche a
Formia e Gaeta oltre che
di numerosi appartamenti
tra Napoli e Caserta.
L'emergenza di allora,
la città colma di
rifiuti, i cassonetti
traboccanti, le
proteste, i politici
sotto elezione hanno
trovato nella Resit con
sede in località Tre
Ponti, al confine tra
Parete e Giugliano, la
loro soluzione |
|
Sullo smaltimento dei
rifiuti in Campania ci
guadagnano le imprese
del nord-est. Come ha
dimostrato l'operazione
Houdini del 2004, il
costo di mercato per
smaltire correttamente i
rifiuti tossici imponeva
prezzi che andavano dai
21 centesimi a 62
centesimi al chilo. I
clan fornivano lo stesso
servizio a 9 o 10
centesimi al chilo. I
clan di camorra sono
riusciti a garantire che
800 tonnellate di terre
contaminate da
idrocarburi, proprietà
di un'azienda chimica,
fossero trattate al
prezzo di 25 centesimi
al chilo, trasporto
compreso. Un risparmio
dell'80% sui prezzi
ordinari. |
|
Se i rifiuti illegali
gestiti dai clan fossero
accorpati diverrebbero
una montagna di 14.600
metri con una base di
tre ettari, sarebbe la
più grande montagna
esistente ma sulla
terra. Persino alla Moby
Prince, il traghetto che
prese fuoco e che
nessuno voleva smaltire,
i clan non hanno detto
di no. |
|
Secondo Legambiente è
stata smaltita nelle
discariche del
casertano, sezionata e
lasciata marcire in
campagne e discariche.
In questo paese
bisognerebbe far
conoscere Biùtiful
cauntri (scritto alla
napoletana) un
documentario di
Esmeralda Calabria,
Andrea D'Ambrosio e
Peppe Ruggiero: vedere
il veleno che da ogni
angolo d'Italia è stato
intombati a sud
massacrando pecore e
bufale e facendo uscire
puzza di acido dal cuore
delle pesche e delle
mele annurche. Ma forse
è in un altro paese che
si conoscono i volti di
chi ha avvelenato questa
terra. |
|
E' in un altro paese che
i nomi dei responsabili
si conoscono eppure ciò
non basta a renderli
colpevoli. E' in un
altro paese che la
maggiore forza economica
è il crimine organizzato
eppure l'ossessione
dell'informazione resta
la politica che riempie
il dibattito quotidiano
di intenzioni polemiche,
mentre i clan che
distruggono e
costruiscono il paese lo
fanno senza che ci sia
un reale contrasto da
parte dell'informazione,
troppo episodica, troppo
distratta sui
meccanismi. |
|
Non è affatto la camorra
ad aver innescato quest'emergenza.
La camorra non ha
piacere in creare
emergenze, la camorra
non ne ha bisogno, i
suoi interessi e
guadagni sui rifiuti
come su tutto il resto
li fa sempre, li fa
comunque, col sole e con
la pioggia, con
l'emergenza e con
l'apparente normalità,
quando segue meglio i
propri interessi e
nessuno si interessa del
suo territorio, quando
il resto del paese gli
affida i propri veleni
per un costo imbattibile
e crede di potersene
lavare le mani e dormire
sonni tranquilli.
|
|
Quando si getta qualcosa
nell'immondizia, lì nel
secchio sotto il
lavandino in cucina, o
si chiude il sacchetto
nero bisogna pensare che
non si trasformerà in
concime, in compost, in
materia fetosa che
ingozzerà topi e
gabbiani ma si
trasformerà direttamente
in azioni societarie,
capitali, squadre di
calcio, palazzi, flussi
finanziari, imprese,
voti. E dall'emergenza
non si vuole e non si
po' uscire perché è uno
dei momenti in cui si
guadagna di più.
|
|
L'emergenza non è mai
creata direttamente dai
clan, ma il problema è
che la politica degli
ultimi anni non è
riuscita a chiudere il
ciclo dei rifiuti. Le
discariche si
esauriscono. Si è finto
di non capire che fino a
quando sarebbe finito
tutto in discarica non
si poteva non arrivare
ad una situazione di
saturazione. In
discarica dovrebbe
andare pochissimo,
invece quando tutto
viene smaltito lì, la
discarica si intasa.
|
|
Ciò che rende tragico
tutto questo è che non
sono questi i giorni ad
essere compromessi, non
sono le strade che oggi
solo colpite delle "sacchette"
di spazzatura a subire
danno. Sono le nuove
generazioni ad essere
danneggiate. Il futuro
stesso è compromesso.
Chi nasce neanche potrà
più tentare di cambiare
quello che chi li ha
preceduti non è riuscito
a fermare e a mutare.
L'80 per cento delle
malformazioni fetali in
più rispetto alla media
nazionale avvengono in
queste terre martoriate.
|
|
Varrebbe la pena
ricordare la lezione di
Beowulf, l'eroe epico
che strappa le braccia
all'Orco che appestava
la Danimarca: "il nemico
più scaltro non è colui
che ti porta via tutto,
ma colui che lentamente
ti abitua a non avere
più nulla". Proprio
così, abituarsi a non
avere il diritto di
vivere nella propria
terra, di capire quello
che sta accadendo, di
decidere di se stessi.
Abituarsi a non avere
più nulla.
ROBERTO SAVIANO
(Roberto Saviano è
l'autore di Gomorra, il
best-seller che racconta
un viaggio nell'impero
economico e nel sogno di
dominio della camorra). |
|
SEZIONE DI NAPOLI "ROSA
LUXEMBURG" DEL PCL
pclnapoli@libero.it
 |
|
|
|
contenuto della rubrica
soluzioni |
|
A) Il buon senso degli
abitanti di Pianosa |
|
B) dal Comitato Rifiuti
al...... |
|
C) Il disastro campano |
|
D), la gestione corretta
dei rifiuti esiste |
|
E), rifiuti zero |

|
|
IL BUON SENSO DEGLI
ABITANTI DI PIANURA,
di Dott.ssa Antonietta
M. Gatti |
Foto omessa |
E’ stato
uno spettacolo non esaltante,
direi vergognoso, vedere forze
dell’ordine che caricano gli
abitanti di Pianura per farli
distogliere dal loro obiettivo.
Ma che cosa vogliono queste
persone? Come per tante altre
manifestazioni cui siamo
abituati dagli anni Settanta, si
stanno forse battendo per un
ideale?
No, nessun
ideale particolare, se per
ideale s’intende qualcosa di
romantico. Vogliono solo un’aria
pulita da respirare, vogliono
solo essere sicuri che il loro
destino non sia già stato
scritto ora, che la loro morte
per cancro non sia già stata
programmata in qualche ufficio
di qualche burocrate che, però,
non ha la spazzatura davanti a
casa. Si stanno battendo per un
futuro non di malattia dei loro
figli, per il diritto a
procreare, se saranno ancora
abili, non figli malformati. Si
stanno battendo per la loro
salute. Non doveva essere un
diritto garantito dalla
Costituzione? Salvaguardarla non
doveva essere un obbligo del
primo cittadino di ogni comune?
Invece sembra che siano proprio
i primi cittadini ad averli
condannati a un triste futuro.
|
Ci sono autorevoli studi
che riportano le
incidenze di patologie
tumorali, di
malformazioni fetali, e
di alte incidenze
abortive fra gli
abitanti di zone
limitrofe a discariche a
cielo aperto. Si sa.
Ed è infatti su questa
conoscenza che si decise
di chiudere la discarica
di Pianura. Ora la si
vuole riaprire, ma solo
per un tempo limitato.
Ma che cosa significa
tempo limitato ?
|
|
Chi glielo dice alle
cellule dei nostri
polmoni o ai nostri
spermatozoi di essere
pazienti, di tapparsi il
naso, di non respirare
l’aria mefitica con cui
dovranno convivere, ma
per “un tempo limitato”.
Le nostre cellule
funzionano a ossigeno, e
non ci sarà nessun
prefetto, sindaco,
presidente o capo dello
stato in grado di
imporre loro di cambiare
fisiologia. Loro non
sono “comprabili”. Loro
non si fanno intimidire
o imbavagliare. Loro non
sono “influenzabili” in
alcun modo |
|
Quando vapori e polveri
raggiungono le parti
interne del nostro
corpo, lo “inquinano”
giorno per giorno, fino
al punto che le nostre
cellule si ammalano,
innescando reazioni che
portano ad uno stato
patologico e alla morte.
Anche i nostri
spermatozoi, se non
muoiono “asfissiati” nei
testicoli, andranno a
contaminare un utero e
una vagina che non
rimarranno indenni. Il
sangue della futura
madre poi, anch’esso
contaminato dall’aria
che ogni giorno si
respira, farà il resto
su un povero embrione
inconsapevole. Altro che
pillola del giorno dopo!
A che punto è arrivata
la nostra società
italiana? Prima si
combatteva per delle
idee. Queste sono state
imbavagliate o bendate o
addormentate. Se non
vediamo i problemi, non
abbiamo l’esigenza di
avere idee. Semplice. E
allora, qual è la
soluzione per la
Campania ricoperta di
rifiuti? Bruciarli.
Bruciarli ignorando la
scienza più elementare
che c’insegna che, se
quei rifiuti li
bruciamo, non
distruggeremo un bel
nulla ma li
conserveremo, invisibili
sì agli occhi, ma
visibilissimo ai nostri
organismi che se ne
ammaleranno. Anzi, a
peggiorare le cose ci
sta il fatto che,
bruciandoli, i rifiuti
diventano
incomparabilmente più
tossici di quanto non
fossero nella loro pur
maleodorante origine.
|
|
I giornalisti stranieri,
che però non sono
bendati, vedono l’Italia
per quello che è e non
li si può far tacere. Lo
so, questo dispiace al
nostro Presidente che
contrappone alle loro
critiche la creatività
italiana. Ma io non
riesco a vedere
creatività nel portare
come garanzia in banca
delle montagne di
rifiuti, nel non
provvedere in tempo alle
esigenze della
popolazione, nel farli
morire di rifiuti. Ci
stiamo rendendo conto
che chiudiamo scuole
perché sono un tutt’uno
coi rifiuti? Anche noi,
respirando i fumi
tossici che provengono
dai rifiuti incendiati,
ammalandoci, verremo
trasformati in cadaveri,
in fondo in rifiuti.
Perché siamo arrivati a
questo punto?
Privilegiando il
profitto di alcuni, di
pochi, ne stiamo
ammazzando tanti. Stiamo
assistendo ad una strage
degli innocenti e la
cosa buffa, ma il
trovarla buffa dipende
dal proprio senso
dell’umorismo, è che
molti di questi
innocenti sono stati
ammaestrati ad essere
consenzienti.
Cara Italia, non ci
lasci più neanche l’aria
da respirare! E allora
ha ragione il Times:
siamo un popolo in
declino, anche
psicologico, anche
fisico. Io, che abito
nella Pianura Padana, so
già, perché me lo ha
detto l’Organizzazione
Mondiale della Sanità,
che morirò 3 anni prima
di un mio collega
spagnolo o austriaco. Le
polveri che produciamo
bruciando ogni anno
sempre di più, si
accumulano perché sono
eterne e, pianino
pianino, mi stanno
scavando la fossa.
|
|
Lo so che “polvere siamo
e polvere ritorneremo”
ma mi secca farlo in
anticipo e solo per
riempire il portafoglio
di qualche furbetto. Ho
trovato scandaloso
l’appello dei politici
di Napoli “al buon senso
dei cittadini di
Pianura”. Che cosa
significa? Morite in
silenzio, senza rompere
le scatole?
Lancio un appello ai
politici e ai burocrati
di tutta l’Italia: per
favore, legiferate in
modo da liberare l’aria
da polveri e vapori
tossici. Aria più o meno
mefitica c’è in tutte le
città dove “si brucia”,
ma c’è un limite che il
nostro corpo come quello
degli animali può
tollerare e uscirne, se
non indenne, almeno in
condizioni decenti.
Oltre questo limite c’è
la malattia. Ma
ricordate sempre, cari
politici e cari
burocrati, che anche voi
e i vostri figli, in fin
dei conti, respirate l’
aria inquinata che
respiro io: quella che
voi avete in tutta
legalità generato. |
|
 |
|
|
|
|
Al Direttore de
“Il Corriere
della Sera”
Egregio
direttore ,con
la presente
vorrei replicare
a quanto
espresso sul Suo
giornale dai
signori Gian
Antonio Stella
e Sergio
Rizzo nei
loro articoli
intitolati e
datati
rispettivamente
: “ RIFIUTI
, SE NAPOLI
COPIASSE VENEZIA”
del 22/12/07 e
“UN INCENERITORE
IN GERMANIA PER
BRUCIARE I
RIFIUTI DI
NAPOLI” DEL
28/12/07.
La ringrazio
anticipatamente
per lo spazio e
l’attenzione che
mi vorrà
concedere. |
Foto omessa |
|
|
|
|
Egregi G.A. Stella e
S.Rizzo |
|
I Vostri articoli,
comparsi su “Il Corriere
della Sera” il 22 e 28
/12/07, mi hanno
interessato e colpito
non tanto per quello che
Voi dite e che in parte
condivido, quanto
soprattutto per quello
che non dite.
Francamente mi
sorprende di trovare nei
due autori de “La Casta“
tanta disinformazione
riguardo i cosiddetti
“termovalorizzatori” o
meglio “cancrovalorizzatori”.
Concordo con Voi
sulla drammaticità dell’
emergenza-rifiuti in
Campania. Voi parlate di
inceneritori che non si
riescono a fare, di
discariche ormai
strapiene, della collera
degli abitanti in una
regione che soffre già
di un livello altissimo
di inquinamento,
rispetto al resto
d’Italia, proprio per
questo “smaltimento
scriteriato, o
addirittura criminale,
della “munnezza””.
Giustamente voi dite che
“la camorra
controllava (e
controlla?) ormai la
gran parte del ciclo”
e che i suoi affari
“si nutrono
dell’emergenza campana”,
ma credo sarebbe
stato molto utile, per
far comprendere il
motivo profondo di
questa disperata
cronica emergenza,
spiegare anche che
l’alternativa ai
cancrovalorizzatori
porrebbe definitivamente
fine agli sporchi affari
della camorra; e
spiegare che questa
alternativa, che esiste
e funziona, questa
sì,molto bene in tante
altre parti d‘Italia, si
chiama riduzione a
monte, riciclaggio,
riuso e recupero dei
rifiuti; spiegare che,
invece, il fatto di
produrne tanti,
comprimerli nelle
ecoballe, stoccarli in
terreni privati,
trasportarli su e giù
per l’Italia con camion,
o con treni fino in
Germania, produce, per
la camorra e i suoi
soci, profitti enormi .
Voi dite che “la
follia di un sistema che
polverizza milioni di
euro al giorno”
consiste nel non
bruciare la spazzatura e
non invece, piuttosto,
in un intreccio di
interessi mafiosi e
collusioni tra potere
economico e politica, da
cui i nostri governanti
non sono completamente
estranei e che, quindi,
questa emergenza è il
frutto di un preciso
volere politico. Voi
dite che a Marghera, “in
faccia a Venezia“,
funziona un
inceneritore che non
suscita proteste, “sotto
controllo dell’Arpav
…. e con un rapporto
giornaliero sui fumi
emessi …..e che, tra
filtri e controfiltri,
sta molto al di sotto
dei limiti fissati”.
Voi non dite (perché
sicuramente non lo
sapete) che, proprio per
quello che sta
succedendo a Marghera e
per la proposta avanzata
da Unindustria di TV di
fare nella provincia
omonima due
cancrovalorizzatori, si
sono costituiti vari
comitati cittadini nei
comuni che verrebbero
colpiti dalle polveri di
ricaduta degli impianti
in progetto. Voi non
dite (perché sicuramente
non lo sapete) quello
che è successo lungo la
Riviera del Brenta,
nell’entroterra
veneziano, proprio a
seguito delle emissioni
degli impianti di
incenerimento
industriali che, proprio
a Marghera, sono stati
installati per primi, in
Italia.Tutto ciò è ben
documentato nel recente
Studio della Regione
Veneto, fatto con
Comune, Provincia di
Venezia ed Istituto
Oncologico Veneto, che
Vi allego alla
presente. Tale Studio
conclude che: “1-
La provincia di Venezia
ha subito un massiccio
inquinamento atmosferico
da sostanze
diossino-simili
rilasciate dagli
inceneritori,
soprattutto nel periodo
1972-1986. 2-
Nella popolazione
esaminata risulta un
significativo eccesso di
rischio di sarcoma
correlato sia alla
durata che alla
intensità di esposizione
.” E, tra le
Considerazioni generali,
si riporta che:
“L’indagine nel suo
complesso suggerisce che
lo smaltimento dei
rifiuti segua percorsi
alternativi a quello
dell’incenerimento”.
Quello che assolutamente
non compare nei vostri
articoli è, in effetti,
proprio il rischio per
la salute connesso al
funzionamento di questi
impianti. Lasciando che
degli inceneritori in
Germania se ne
preoccupino i tedeschi,
siamo proprio sicuri di
quello di Marghera?
Quale affidabilità può
ancora meritare l’Arpav,
che dovrebbe effettuare
i controlli, dopo quello
che è successo con il
rogo della De Longhi?
Anche ammesso di avere
facilità d’accesso ai
dati dei controlli
giornalieri sui fumi
emessi ( cosa poco
probabile),
questi controlli
tuttavia si limitano a
rilevare ciò che i
filtri trattengono, ma
non sono ancora in
grado di dirci cosa è, e
quanto male fa, quello
che sfugge ai filtri,
cioè le cosiddette
nanopolveri o
nanoparticelle, di cui è
massimo esperto il
nanopatologo, dottor
Stefano Montanari (v.
“Che cosa sono le
nanopatologie?” nel sito
www.nanodiagnostics.it).
Questi controlli dell’Arpav
non ci dicono nulla
sulle polveri di
ricaduta e sulle reali
concentrazioni di
microinquinanti
depositate al suolo.
Esiste una rete
capillare di
campionatori passivi
nelle zone contermini
l’inceneritore? Anche se
“di ultima generazione”,
sempre di
cancrovalorizzatori si
tratta, perché non c’è
combustione di rifiuti
che non formi sostanze
tossico- nocive, nonché
cancerogene, come la
diossina. Quando questa
si accumula nel nostro
strato adiposo, vi
rimane per sempre. E non
c’è livello di diossina
che non faccia male al
nostro organismo, ossia,
come dice
l’Organizzazione
Mondiale della Sanità,
non c’è valore - soglia
al di sotto del quale si
possa essere sicuri che
una sostanza dichiarata
cancerogena non possa
danneggiarci. Quanto ci
rassicura il fatto che
dal camino di Marghera
escano “ogni ora,
circa 60mila
milligrammi di polveri”?
Queste non sono forse
solo le polveri che si
possono rilevare e che,
comunque, nell’arco di
uno e più anni, certo
non purificano l’aria
che respiriamo? Quanto
rassicura il fatto che a
Napoli le vecchie auto
inquinerebbero molto di
più del camino di
Marghera? Sarebbe come
dire che, siccome già
c’è un male, possiamo
aggiungercene pure un
altro al posto di
imboccare la strada
giusta della raccolta
differenziata spinta,
porta a porta! Voi dite
che a Marghera si punta
“ad azzerare il
ricorso alla discarica”.
Ci dite dove si mettono
attualmente e si
metteranno le ceneri
tossiche, residuo
inevitabile della
combustione? Ci dite
perché non solo aVenezia
(che ha la situazione
particolare che sappiamo
tutti) ma anche a
Mestre, si raggiungono
livelli di raccolta
differenziata molto
bassi, rispetto a tanti
comuni vicini? Quale
compost di qualità
si riesce a ricavare
presso l’impianto di CDR
di Marghera, se la parte
organica dei rifiuti vi
arriva lì, mescolata con
tutti gli altri e non
invece separata
accuratamente, a monte
della raccolta? Ci
sapete dire se non
c’entrano nulla gli
incentivi dati dallo
Stato, cioè da noi con
la bolletta dell’Enel,
agli impianti che, come
quello di Marghera,
bruciano rifiuti?
E se questo non Vi
basta, egregi Stella e
Rizzo, vi sembrano
ancora proponibili i
cancrovalorizzatori dopo
quello che è successo,
pochi giorni fa, a
Brescia, città del più
famoso, di loro? Alla
centrale del latte è
arrivata una partita di
latte contaminata da
diossina: 6,5 picogrammi
per millilitro (vai su:
http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/3938/1/
). Attualmente, secondo
la legge, bere un po’ di
veleno, in questo caso
diossina, con il latte,
alimento primario per
bambini ed anziani, fa
bene: 6 picogrammi per
millilitro, dice la
legge. Oltre, non fa più
bene. Di questi limiti
fissati dalla legge, io
proprio non mi fido,
specie se il latte lo
devo dare ai miei figli!
Una certezza è purtroppo
il fatto che “fare
agricoltura o allevare
animali nell’hinterland
di Brescia è ormai
un’attività ad altissimo
rischio”.
Credete forse che
attorno a Venezia, o a
Vienna, o agli impianti
detti “di quarta
generazione”, le cose
stiano tanto
diversamente? Certamente
anche i roghi di Napoli
sprigionano diossina, ma
la soluzione più grave e
più tragica sarebbe
quella di legalizzare e
sistematizzare questo
sprigionamento o
produzione quotidiana di
veleni, creando un
inceneritore
cancrovalorizzatore, al
posto di imboccare da
subito l’unica strada
possibile di futuro,
quella della raccolta
differenziata spinta,
porta a porta, del
recupero, riuso e
riciclo sia dei rifiuti,
o meglio “materiali post
consumo”, urbani, che
per quelli industriali.
Distinti saluti,
Marcella Corò, dei
Comitati Riuniti Rifiuti
Zero di TV e VE
 |
|
SUL DISASTRO CAMPANO |
|
|
|
Da anni la Rete
Nazionale Rifiuti Zero
(anche con dettagliate
proposte alternative)
sta denunciando lo
"scandalo campano"
rappresentato non solo
dai maleodoranti cumuli
di rifiuti ai bordi
delle strade MA
SOPRATTUTTO DA 14 ANNI
DI COMMISSARIAMENTO E DI
DOLOSO SPERPERO DI
DENARO PUBBLICO CHE
RAPPRESENTA IL "TAPPO"
DI QUALSIASISOLUZIONE
nonchè dai rifiuti
industriali pericolosi
depositati illegalmente
nei campi e nelle cave
con devastanti effetti
sulla salute.
|
|
Infatti, aver
espropriato di ogni
potere decisionale le
Comunità e le Autonomie
locali e aver puntato
tutto in modo
AUTORITARIO sulla
costruzione di
megainceneritori (e di
megadiscariche per i
rifiuti tal quali) e sui
"famigerati" quanto
inutili e dannosi
"impianti CDR" E' ALLA
BASE DELLA ATTUALE
"CATASTROFE" CAMPANA.
PER QUESTO OCCORRE
L'IMMEDIATA REVOCA DEL
COMMISSARIAMENTO. PER
QUESTO OCCORRE PARTIRE
SUBITO CON INTERVENTI
STRUTTURALI A FAVORE
DELLA RACCOLTA
DIFFERENZIATA E DEL
COMPOSTAGGIO.
Infatti nell'immediato,
per uscire in modo non
nocivo dalla crisi la
prima cosa da fare è una
raccolta differenziata
degna di questo nome
BASATA SU DUE
CONTENITORI: uno per le
frazioni organiche, uno
per il "resto". A
completamento di questa
modalità di raccolta
essenziale (e per questo
di immediata attuazione)
devono essere realizzati
all'interno degli
impianti CDR LINEE DI
COMPOSTAGGIO E DI
SEPARAZIONE
AUTOMATICA/MANUALE delle
frazioni riciclabili. Il
sistema di raccolta DEVE
TENDERE DA SUBITO
ALL'ORGANIZZAZIONE DEL
"PORTA A PORTA" ma
presupponendo una sua
graduale attuazione (a
partire dall'area
metropolitana di Napoli)
esso può inizialmente,
in parte, continuare a
"convivere" con un
sistema di conferimento
ancora stradale ma
articolato su almeno due
contenitori. Ciò DEVE
essere accompagnato da
precise ORDINANZE
SINDACALI motivate da
ragioni sanitarie che
RENDANO OBBLIGATORIA LA
RD. Analogo intervento
straordinario DEVE
ESSERE ESTESO AL DIVIETO
DI VENDITA E DI ACQUISTO
DI IMBALLAGGI IN
PLASTICA . Per quanto
riguarda la collocazione
del "residuo"
(rigorosamente da
"stabilizzare") occorre
trovare siti di
discarica il meno
possibile impattanti. |
|
Di pari passo deve
essere approvato (anche
per "stralci") UN PIANO
REGIONALE che punti su
una nuova economia dei
rifiuti nella direzione
"rifiuti zero" (come
prevede l'attuale
normativa legge 296
2007) basata sulle
"BUONE PRATICHE" della
Riduzione, del
Riutilizzo, della
Raccolta Differenziata
Porta a Porta e su di un
sistema di Tariffazione
premiante i
comportamenti virtuosi
degli utenti e delle
Comunità. In questo
contesto deve essere
attuato UN PIANO
STRAORDINARIO PER IL
LAVORO DERIVANTE DAL
RICICLAGGIO dei
materiali provenienti
dalle RD. Il "residuo"
dovrà essere trattato in
impianti di trattamento
meccanico-biologico
(impianti "a freddo"
preferibilmente dotati
di digestione anaerobica
per il recupero
energetico dalle sole
frazioni biodegradabili. |
|
Contestualmente dovrà
ESSERE ATTUATA UNA
MORATORIA nei confronti
del mega inceneritore di
Acerra sia per
permettere di fare
"piena luce" sugli
intrecci affari/
politica che ne hanno
contraddistinto la
vicenda, sia per
verificarne la
riconversione ad
impianto a "freddo". |
|
DOVRA' ESSERE ANCHE
MESSA IN ATTO UNA
URGENTE E SISTEMATICA
OPERA DI RISANAMENTO DEL
TERRITORIO avvelenato da
decenni di criminali
traffici di rifiuti
tossici ACCOMPAGNATA DA
UN CHECK UP SANITARIO
del sangue e del latte
materno PER VERIFICARE
LO STATO DI SALUTE DELLE
POPOLAZIONI A PARTIRE DA
QUELLE MAGGIOMENTE
INQUINATE DA DIOSSINA,
FURANI E METALLI
PESANTI. In questo
quadro I RESPONSABILI
POLITICI, TRASVERSALI AI
VARI SCHIERAMENTI (da
Rastrelli a Bassolino)
che da 14 anni hanno
voluto e favorito la
"GESTIONE COMMISSARIALE"
DEVONO RENDER CONTO DEL
LORO OPERATO . A PARTIRE
DAL GOVERNATORE
BASSOLINO DEL QUALE
CHIEDIAMO LE IMMEDIATE
DIMISSIONI. Senza
quest'opera di PULIZIA
(c'è bisogno di pulizia
e NON DI POLIZIA) non
sarà possibile ridare
FIDUCIA ALLA SOCIETA'
CIVILE CAMPANA cosi'
come non sarà credibile
nessuna decisione
amministrativa.
RETE NAZIONALE RIFIUTI
ZERO |
|
Per info : Rossano
Ercolini
ambientefuturo@interfree.it
http://ambientefuturo.interfree.it |
|
Fabrizio Bertini
faber.b@libero.it |
|
Tommaso Esposito
tommasoesposito@libero.it |
|
Gianfranco Drogo
coordinamentonoinc@yahoo.it |
|
 |
|
LA GESTIONE CORRETTA ESISTE |
|
|
|
Initule spiegare il No
agli inceneritori/gassificatori,
le ragioni le conoscete
tutti. Mi preme quindi
parlare di ciò che i
media omettono per ovvii
motivi. Come cittadino
sono due anni che cerco
di comprendere e di fare
proposte. A me non
interessa passare per il
partito dei NO. Quindi
chiedo a chiunque abbia
voglia, tempo ed
interesse di fare
pressioni sulle
amministrazioni locali
per sostituire tutti gli
impianti di
incenerimento
presenti con il
Trattamento Meccanico
Biologico, insomma
passare ad un Piano di
Rifiuti Zero,
costringendo l'industria
a non produrre più
materie non riciclabili.
Solo i nostri
rappresentanti possono
rendere illegale gli
imballaggi progettati
male. Insomma chiedo una
sforzo politico a tutte
le associazioni, gruppi
del Mutuo Soccorso. Sono
certo che molti gruppi
sono già informati,
preparati sul tema. Si
tratta di sapere quanti
hanno già fatto delle
proposte agli Enti
locali. Credo che
coordinarsi e fare tutti
lo stesso passo sia
importante indipendente
se si è di destra o di
sinistra. Io non ho
tessere in tasca per cui
non ho problemi a
proporre. |
|
L'ISDE - Medici per
l'Ambiente - ha dato il
buon esempio formativo e
culturale e finora, i
medici in Emilia Romagna
prima hanno fatto un
esposto alla Procura di
Modena contro il
progetto di ampliamento
dell'inceneritore esistente,
e poi a livello
Regionale hanno chiesto
una moratoria degli
8 impianti esistenti. |
|
La Rete Nazionale
Rifiuti Zero sta facendo
tanto, andando in giro
con Paul Connett.
Insomma, far redigere un
Piano Nazionale Rifiuti
Zero e sostenerlo
politicamente, come
cittadini, credo sia una
cosa non da poco. La
rete "Amici di Beppe
Grillo" può fare da
volano a tale proposta,
renderla famosa,
mostrarla al di fuori
della rete. Ma anche un
Piano che siano la somma
di tanti piani regionali
a rifiuti zero può
essere un buona
strategia da attuare.
Sottolineo, dal mio
punto di vista,
l'importante è
sostituire tutti gli
inceneritori con
impianti di TMB. Credo
che avremo dalla nostra
parte anche alcuni
industriali
che risparmiando sui
costi di imballaggio
avranno maggiori
introiti. Insomma
tentiamo e sosteniamo.
Se esiste già una
proposta del genere su
carta, fatemelo sapere. |
|
A Salerno, nonostante il
monarca locale al
governo, stiamo
proponendo la
prevenzione dei rifiuti,
non so se avremo dei
risultati, vi terrò
aggiornati. La
prevenzione avviene
introducendo nel mercato
materie riutilizzabili,
ad esempio pannolini
lavabili, distributori
alla spina. La scelta è
della GDO (Grande
Distribuzione
Organizzzata), poichè è
la GDO che distribuisce
la maggior parte dei
rifiuti. L'ideale
sarebbe arrivare
all'industria che
produce i rifiuti.
distinti saluti |
|
|
|
Ci voleva l’emergenza campana per portare all’attenzione
dell’opinione pubblica
italiana il fatto che
dopo produzione,
distribuzione e consumo,
c’è una quarta fase che
riguarda tutti: lo
smaltimento dei rifiuti. |
|
C’è un modello di trattamento dei rifiuti che è insostenibile
socialmente,
ambientalmente e per
quanto riguarda la
salute dei cittadini: il
modello
discarica-inceneritore.
E poi c’è un altro
modello, che è quello
della raccolta
differenziata e del
riciclo dei materiali.
Per affrontare
l’emergenza in Campania
il governo sembrerebbe
collocarsi a metà strada
fra questi due modelli:
nell’immediato,
L’apertura di nuove
discariche o la
riapertura di quelle già
chiuse, nel medio
periodo nuovi
inceneritori e il
completamento di quelli
in fase di costruzione.
In prospettiva la
raccolta differenziata. |
|
Dando per scontato che, per smaltire in tempi accettabili i
rifiuti abbandonati per
le strade di Napoli e
della Campania, non si
può che ricorrere a
misure urgenti
(discariche locali ed
esportazione fuori
regione e all’estero),
resta il fatto che il
piano di gestione dei
rifiuti previsto dal
governo nel medio
periodo non è
condivisibile. Non solo
perché gli inceneritori
sono un attentato alla
salute della gente, e
non solo perché non si
può continuare a
disseminare il
territorio di discariche
che nessuno,
giustamente, vuole. Ma
anche perché nel piano
del governo la questione
della raccolta
differenziata, a tutt’oggi,
rimane poco più che una
promessa che non si sa
se e quando potrà essere
mantenuta. |
|
Per non parlare della
nomina del famigerato De
Gennaro, il maggiore
responsabile delle
violenze di Genova nel
luglio del 2001, a
gestire tutta quanta la
faccenda, con poteri
straordinari. |
|
Nel nostro paese, e non solo in Campania, la produzione annua di
rifiuti cresce a un
ritmo superiore a quello
della raccolta
differenziata. E' quindi
indispensabile avviare
da subito quello che è
il terzo modello di
trattamento dei rifiuti,
e cioè il modello
“Rifiuti Zero”, per
intervenire non solo a
valle della filiera
produttiva e
distributiva, ma innanzi
tutto a monte, riducendo
drasticamente
all’origine gli
imballaggi e le pratiche
demenziali dell’usa e
getta. |
|
|
|
Teppismo "ambientalista" |
|
In tutta questa vicenda la destra ci sguazza. Alla base dei
recenti violenti
disordini prima a
Pianura e poi a
Cagliari, c’è un’inedita
ma tuttaltro che
sorprendente convergenza
fra alcuni personaggi
della destra (di colpo
neoconvertitisi all’ambientalismo
radicale), piccola
criminalità e teppisti
da stadio, che nulla ha
a che fare con la
sacrosanta protesta dei
cittadini che abitano
vicino alle discariche. |
|
In questo quadro, si distingue - come al solito - la “nobile”
posizione della Lega. La
consigliera regionale
della Regione Veneto,
Mara Bizzotto, ha
affermato: “Il Veneto è
già stato fin troppo
chiaro: non siamo
disponibili, né ora né
mai, a smaltire i
rifiuti napoletani. Si
arrangino”. Evviva la
sincerità. Chi se ne
frega dei cittadini
napoletani. Quelli sono
Terzo mondo, mica
padani! E il senatore
leghista Castelli
ribadisce che il No ai
rifiuti campani non è
"una questione tecnica,
ma etica". Proprio così,
"etica". |
|
Vale la pena riportare quanto ha detto Maria Novella Oppo
sull'Unità di oggi (14
gennaio): "L’ex
presidente (di FI) della
Regione Sardegna, Mauro
Pili, ha dato l’esempio
e teppisti di ogni risma
l’hanno seguito. A
questo, da sempre,
servono i caporioni di
destra: indicare il
nemico agli squadristi
perché lo aspettino
sotto casa. Ed è quanto
hanno fatto le bande che
hanno incendiato e
devastato davanti
all’abitazione del
presidente sardo Soru.
Visto che c’erano, hanno
scagliato anche sassi
contro i poliziotti e
picchiato i giornalisti
che potevano documentare
le loro gesta. Il
questore di Cagliari, al
tgr Rai, ha detto
chiaramente che i
teppisti erano stati
pagati. Ma da chi?
Ovviamente da chi ha
tutto l’interesse a
provocare il caos per
attaccare il governo
regionale e nazionale.
Perciò, farebbe meglio a
cancellarsi quel ghigno
dalla faccia il leghista
Salvini, che ieri a
Omnibus
si è dichiarato disposto
ad accogliere in
Lombardia tutti i
rifiuti campani, in
cambio della "devolution".
Una sorta di scambio
alla pari tra rifiuti,
al quale il popolo
italiano ha già opposto
il suo rifiuto".(b.
c.) |
|
|
|
INCENERITORI. È LA SOLUZIONE GIUSTA?
di Alessandro Cerminara
*
Innanzitutto iniziamo col dire che gli inceneritori sono
pericolosi per la
salute. Qualunque
ricerca indipendente ha
sempre rilevato, nelle
zone circostanti gli
inceneritori, un aumento
delle malattie tumorali,
dal cancro polmonare
alla riduzione della
"sex ratio" alla
nascita, dal sarcoma ai
linfomi, dal diabete
alle malattie
cardiovascolari, ai
tumori del connettivo,
dei tessuti molli, della
mammella o del colon. In
generale, un aumento dei
tumori tra il 15% ed il
30%. Maggiori studi sono
stati fatti dal Prof.
Federico Valerio, uno
dei massimi ricercatori
italiani, che ha più
volte spiegato quanto e
come gli inceneritori
inquinino e portino a un
aumento delle malattie e
della mortalità. Già
questo basterebbe a dire
che chi si oppone alla
loro costruzione abbia
tutte le ragioni per
farlo, perché la salute
viene prima di tutto, e
a nessuno si può imporre
di metterla a rischio. |
|
L'argomento principale che usano i sostenitori dell'inceneritore
è che, senza quest'impianto,
il ciclo dei rifiuti non
si riuscirebbe a
chiudere, e che "inquina
meno di una discarica".
In realtà, è
assolutamente errato
contrapporre
l'inceneritore alla
discarica. A cominciare
dal fatto che, per fare
un inceneritore,
sembrerà un paradosso,
serve una discarica.
Perché l'inceneritore,
nei suoi progetti più
moderni, non può affatto
bruciare tutti i
rifiuti, ma solo la
cosiddetta "frazione
secca" (carta, plastica,
legno, stracci (tutte
cose riciclabili).
Perché, periodicamente,
l'inceneritore deve
fermarsi per qualche
giorno, per raffreddare
i macchinari. Per i
rifiuti che arrivano in
quei giorni, la legge
prevede lo stoccaggio in
una discarica collegata
all'impianto. E poi
perché l'inceneritore,
lo dice la parola
stessa, produce cenere,
che è rifiuto speciale,
e che va stoccata in una
discarica per rifiuti
speciali. |
|
E quindi, va a finire che di discariche ne servono addirittura
due. |
|
Per risolvere il problema-rifiuti, invece, la via maestra da
seguire è il
riciclaggio. Quasi tutti
i rifiuti sono
riciclabili (e comunque,
quelli che non lo sono,
tantomeno li puoi
bruciare), e in varie
parti del mondo, a San
Francisco come in Nuova
Zelanda, sono già
arrivati a "rifiuti
zero", eliminando
totalmente sia
inceneritori che
discariche, e non avendo
nessun rifiuto per le
strade. Soprattutto
l'umido, che dei rifiuti
rappresenta la grande
maggioranza, tramite un
impianto di compostaggio
diventa concime per i
terreni. E il
riciclaggio rende molto
di più della cosiddetta
"termovalorizzazione".
Il riciclaggio da alcune
persone viene visto come
utopia, in quanto si
pensa che sia possibile
solo se la gente si
convince a fare, di sua
iniziativa, una raccolta
differenziata che crea
maggiori difficoltà
rispetto al conferimento
indifferenziato nei
cassonetti. Nulla di più
sbagliato. Innanzitutto,
la stessa raccolta
differenziata si può
largamente incentivare,
tramite la raccolta
porta a porta e la
trasformazione in
tariffa della Tassa per
i Rifiuti solidi urbani,
con conseguente "premio"
a chi ricicla di più,
che pagherà
conseguentemente di
meno. Dove questo è
stato fatto, la Raccolta
Differenziata è
decuplicata. E poi
perché anche i rifiuti
che vanno nei
cassonetti, non è
affatto detto che non si
possano differenziare
dopo la raccolta. Anche
con l'inceneritore si
dovrebbe separare la
"frazione secca" dal
resto. A questo punto
tanto vale fare questo
lavoro per il
riciclaggio, invece che
per l'incenerimento. Con
la differenza che il
riciclaggio non inquina
e rende molto di più.
Non solo, ci sono
tecnologie moderne che
rendono il riciclaggio
anche molto meno
laborioso (come quella
recentemente sviluppata
dal CNR), di cui si
parla su questo
articolo:
http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1758.
Tecnologia nettamente
migliore di qualunque
inceneritore da
qualunque punto di
vista. |
|
Ma allora perché queste soluzioni non si attuano? Perché si va a
finire a situazioni come
quella di questi giorni?
E' molto semplice:
discariche e
inceneritori sono un
grosso business. E chi a
questo business è
interessato (e non vedo
perché anche la camorra
non lo possa essere), ha
un forte interesse a non
far attuare e a tener
nascoste tutte le
soluzioni alternative. |
|
Non possiamo farci ingannare così. Ne va della nostra salute. Non
possiamo progettare un
futuro alla diossina. |
|
(Aprile on line del 12 gennaio)
* Sinistra democratica
Trani |
|
|
|
LE RAGIONI DELL'EMERGENZA
| |