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EDIZIONE SPECIALE - NUMERO UNICO

L'ALLEGRA COLATA

Nequizie, trastulli e giochi di magia, ma anche storiella di cazzuola, fratasso e cemento. Tanto cemento.

 
                      
    Quattro fotografie del dolce ricordo.

Rappresentano alcuni scorci   di Vimodrone che sono francamente irriconoscibili al giorno d'oggi

         
    nell'ordine: il laghetto Pirelli, piazza Vittorio Veneto,           via Crocefisso e il ponte stradale sul Naviglio della Martesana verso via Piave.

Rinvenuto il manoscritto di una fiaba nella soffitta del signor Temistocle. Gli esperti l’hanno subito attribuita ai Fratelli Grimm, ma non era vero.

C'era una volta...

VIMODRONE L’abitante della nostra città, messo alle strette da un pressante interrogatorio, confessava che il manoscritto era solo opera della sua fantasia. Grande delusione in campo letterario. Già pronto un contratto per la pubblicazione a fascicoli.                                                  

Si potrebbe iniziare proprio così! C’era una volta Vimodrone, un ridente paesino con infiniti ettari di terreno che venivano coltivati da operosi contadini. I raccolti erano copiosi e gli abitanti avevano di che campare e vivevano felici e contenti.

Un brutto giorno arrivò dalla Celtia una persona dall’aspetto burbero e feroce.                Si chiamava Gallus Atruzzo e indossava sempre vestiti di color verde. Anche la sua faccia, a ben guardare, era un po’ verdognola. Ben presto si impadronì di Vimodrone,  ma non gli bastò.

Quando si accorse che camminando in mezzo ai campi sembrava quasi trasparente, tanto si faticava a distinguere la sua figura vestita di verde con il verde dei campi circostanti, sbottò con un perentorio: ora basta! E da quel momento si dedicò allo sterminio della natura edificando palazzi e comparti in quantità.

Ben presto traffico e smog la fecero da padrone, finché un bel giorno ci fu una sollevazione popolare. “Non ne possiamo più!” gridava la gente “Basta con l’inquinamento! Basta col cemento!”. Approfittò della situazione un Alfiere dallo “scudo crociato” che arringò le masse promettendo una Vimodrone senza cemento.           Attorno a lui, un’accolita di scudieri ben disposti a combattere per la stessa causa.

La gente gli credette. Purtroppo le cose non andarono per nulla nella direzione promessa, perché parecchi scudieri persero nel frattempo la favella, mentre l’Alfiere dallo “scudo crociato”, schiacciato dall’incubo della poca pecunia e dal “pacco di stabilità” si produsse in una orribile virata.

L’unica cosa che non è cambiata è lo scudo crociato. E’ lì, al suo fianco, inseparabile, come se fosse una protesi bionica.

Sarà vero, oppure saranno le dicerie di pochi visionari dediti al catastrofismo? Qui si trova la documentazione che anche i posteri potranno vedere. Si narra che persino Gallus Atruzzo, girando oggi per le strade di Vimodrone scuota in continuazione la testa ripetendo la cantilena: “non pensavo, ma al mondo c’è, chi sa far meglio di me!” La sua faccia verdognola è diventata pallida, e piena di sconforto per aver perso un poco invidiabile primato.

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