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ALER:
un modo di amministrare
tutto “speciale”
Tutti i vimodronesi
hanno potuto constatare
come ALER ha
amministrato il proprio
patrimonio immobiliare.
Ha impiegato 40 anni
durante i quali la
mancata manutenzione
l’ha fatta da padrone,
ma alla fine è riuscita
a rendere le palazzine
di via Fiume a colabrodi
invivibili!
Sembra quasi che il
consistente patrimonio
in cui risiedono 168
famiglie, sia
considerata come un
prodotto usa e getta. Se
è pur vero che ci stiamo
abituando all’andazzo
cinese di prodotti poco
durevoli e a bassissimo
prezzo da buttare il
prima possibile per
essere poi sostituiti
con altri nuovi prodotti
è altrettanto vero che
in questo caso il
consumismo sfrenato è
proprio fuori luogo.
Ma
nel caso ALER, si sta
procedendo in questo
senso: si radono al
suolo palazzine
costruite 40 anni fa,
per procedere
all’edificazione di
nuove residenze. Tanto
ci sarebbe da dire
sull’amministrazione
della cosa pubblica che
in questo caso è di
matrice regionale e
quindi di tutti i
cittadini lombardi.
Ancor peggio, se
vogliamo invece guardare
le cose che ci stanno
più vicine, quelle del
nostro comune di
residenza. Troviamo
un’Amministrazione
compiacente che si
accoda volentieri
all’andazzo dell’usa e
getta perpetrato dall’ALER,
fornendo all’Ente ogni
possibile e immaginabile
agevolazione per
condurre in porto una
gigantesca operazione
speculativa.
Solo un esempio per
spiegare quanto accadrà.
I terreni comunali sui
quali verrà edificato,
saranno trasformati da
agricoli a edificabili
con concessione di
consistenti volumetrie.
Bisogna però rammentare
che norme apposite
vincolano all’obbligo di
non occupare il 100%
della superficie e di
lasciare ampi scampoli
di verde. Bene, questi
ultimi rimarranno di
proprietà comunale con
il bel risultato da
parte di ALER di non
spendere un solo euro
per la manutenzione.
Altro ancora viene
spiegato negli altri
articoli di questo
aggiornamento di sito.
Ma
perché l’intera comunità
deve pagare al posto
dell’ALER? Per dare
forse una mano a un Ente
glorioso che opera
nell’interesse di chi lo
finanzia (i lavoratori),
gestendo con
scrupolosità le
proprietà pubbliche a
lei affidate?
La
risposta a questa
domanda la diamo
riportando in sunto
quanto pubblicato dai
giornali (ed in
particolare La
Repubblica del
4/3/2010):
-
Dell’enorme
patrimonio ALER, ben
5.000 alloggi (diconsi
cinquemila) sono
attualmente sfitti a
causa di una
situazione di
degrado e
conseguente
invivibilità
(perpetuando lo
stesso vizietto
messo in atto a
Vimodrone).
-
Tutte le abitazioni
vengono di norma
assegnate a famiglie
in stato di
necessità e con
canone supportato da
elementi ISEE.
Tuttavia nell’elenco
dei beni immobiliari
dell’ALER risultano
13 appartamenti
concessi al Pio
Albergo Trivulzio a
uso del proprio
personale
infermieristico
(incredibile con
tutte le case che la
Baggina possiede).
Poi ci sono oltre
300 appartamenti
concessi alle Forze
dell’Ordine,
23 all’Università
Statale e via di
questo passo.
E’ quindi chiaro
che la missione di
costruire e gestire
case di tipo
economico popolare
da affittare ai
soggetti cosiddetti
deboli, seguendo le
priorità delle liste
d’attesa comunali,
viene
sostanzialmente a
mancare. Basti
pensare a questo
proposito alle 12
villette liberty,
che risultano nella
disponibilità di
ALER a
Milano in piazza
Ferravilla.
-
L’ALER vanta una
galassia di società
satellite che
costano più di
quanto guadagnano e,
alcune di queste,
sono sorte per
“sopperire” alla
necessità di
conseguire utili, in
quanto ALER non può
per suo stesso
statuto perseguire
finalità di lucro.
Una situazione
veramente anomala se
si pensa che le
società satellite
hanno provocato una
situazione di
perdite che
costringono ogni
anno a ripianare di
un miliardo
di euro da ripianare
in bilancio ogni
anno.
-
La carenza di
manutenzione è
evidente non solo a
Vimodrone tanto che
svariate centinaia
di aste per la
vendita di alloggi
sono andate deserte
e si arriva al punto
(è il caso di
Vimodrone) di
abbattere per
ricostruire proprio
a causa di questa
incuria.
Appare ora un po’ più
chiaro con chi stiamo
facendo comunella nelle
aree di XI Febbraio e
Fiume.La domanda è sul
filone popolare
americano: comprereste
mai un auto usata
da questi signori? O
meglio, immagina di
essere tu il Sindaco di
Vimodrone. Ti butti a
peso morto
nell’avventura e alieni
altri patrimoni dei
cittadini, oppure ci fai
un pensierino e, magari,
indici un referendum fra
i cittadini per sentire
come la pensano?
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