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Il 27
Maggio
1951 con
un
gruppo
di
compagni
socialisti
e comunisti
assunsi
la
direzione
dell’Amministrazione
Comunale
di
Vimodrone.
La
situazione
era
abbastanza
precaria.
Vimodrone
era un
piccolo
centro
rurale
con
4.122
abitanti
ai
margini
della
metropoli
lombarda.
Non
esistevano
servizi
igienici,
scuole
insufficienti
in parte
occupate
da
profughi,
strade
poco più
che
sentieri,
un asilo
gestito
da suore
che
avevano
residenza
presso
l’oratorio,
fontanili
scoperti
in
centro
abitato,
un
vetusto
ponte
che
sorpassava
il
Naviglio
ed univa
al paese
il
Giaggiolo,
la Faina
e la
Guasta,
collegando
il
traffico
con
Cologno.
Attività
industriali
pressoché
inesistenti
se si
trascura
l’esistenza
della
tessitura
che
occupava
circa
150
unità,
la
conceria
che
occupava
circa 10
unità e
la Cava
Giaggiolo
che
occupava
circa 40
unità.
L’edilizia
molto
timida
si
limitava
alla
costruzione
di
qualche
casetta
unifamiliare
che
sorgeva
ad est
del
vecchio
centro e
vicino
al
comune
in via
Matteotti
su
terreni
che
venivano
commercializzati
a lire
700-800
al mq.
L’Ufficio
tecnico
inesistente
lasciava
le sue
mansioni
ad un
libero
professionista
che tra
l’altro
era
l’unico
esecutore
dei
pochi
progetti.
Il
bilancio
ammontava
a Lire
16
milioni,
tutto
assorbito
dalle
spese
obbligatorie
ordinarie
e dalla
spedalità
(tenere
presente
che
Vimodrone
aveva
tenuto
ben alta
la
bandiera
del
tifo).
In
questa
situazione,
con la
nostra
inesperienza
ma con
molta
buona
volontà
iniziammo
la
nostra
opera.
Occorreva
innanzi
tutto
aumentare
le
entrate
operando
sull’imposta
di
famiglia
pagata
solo dai
poveri.
Primo
risultato
fu solo
l’esenzione
dei più
poveri
fortunatamente
aumentando
sia pur
di poco
il
gettito.
Diminuire
le spese
concordando
nel
pagamento
di
arretrati,
facendo
tutte le
economie
possibili.
Ma
questo
non era
ancora
operare.
Si
iniziò
il
servizio
medico
scolastico
affidandolo
prima al
medico
condotto
interno
poi al
titolare.
Si
iniziarono
timidamente
piccoli
lavori
di
assistenza
stradale
e
slarghi,
di
sistemazione
delle
scuole,
inizi
faticosi
per la
mancanza
di mezzi
e
faticosi
per la
conquista
dello
spazio
contro
il
quale, i
padroni
dei
terreni
facevano
resistenza
come se
il paese
potesse
svilupparsi
non
lasciando
vie di
comunicazione. Si
iniziò
lenta e
paziente
l’opera
di
risanamento
del
bilancio
onde
creare
le
premesse
per una
Amministrazione
fattiva.
Tra i
lavori
che si
potettero
realizzare
i primi
anni,
vale la
pena
accennare
la
realizzazione
dell’acquedotto
per il
quale,
l’Amministrazione
precedente
aveva
creato
le
premesse,
la
consegna
del
terreno
per la
edificazione
dell’INA-Case
e delle
Case
Rurali,
in via
15
Martiri
e via
Curiel,
copertura
di
Rogge,
il ponte
sul
Naviglio,
poi
finalmente,
la
sistemazione
di molte
strade
asfaltate,
si
procedette
anche al
rinnovamento
di quasi
tutto
l’impianto
di
illuminazione
cadente,
con
impianto
di nuovo
sistema
svincolandoci
dalla
proprietà
della
S.A.
Orobica
con
notevoli
vantaggi
di
prezzi.
Non
avendo
potuto
ottenere
direttamente
la
concessione
del
metano,
dovemmo
sottostare
per
avere
questo
servizio
ad
affidarlo
ad
impresa
privata
la
“Metanifera
Martesana”
che
ancora
male lo
gestisce.
Il
frutto
di
accordi
con
l’ANAS e
con l’ECA
di
Milano,
che ci
cedeva
terreni
a prezzi
accessibili,
ci
permise
di
realizzare
l’attuale
l’ingresso
alla
Rampina
e alcuni
allargamenti
di
strade.
Si
arrivò
poi alla
edificazione
della
casa
popolare
di via
Fiume.
In
questo
frattempo
però
Vimodrone
era
diventata
meta
della
migrazione
e zona
appetitosa
per il
decentramento
industriale
da
Milano
cosa non
sfuggita
agli
operatori
economici
che
vedono
la
possibilità
di
grossi
affari.
Nel
mentre
alla
periferia,
nella
zona
allora
indicata
come
“corea”,
sorgevano
le prime
casette
della
povera
gente,
nel
centro
si
affacciava
l’edilizia
di una
certa
consistenza
e i
prezzi
dei
terreni
subivano
una
ascesa
vertiginosa.
Con
grande
fatica
si
riuscì
ad
ottenere
arretramenti
e spazi
che più
tardi ci
resero
possibile
la
realizzazione
dell’attuale
Piano
Regolatore.
Faticosamente
impedimmo
il
mischiarsi
dell’edilizia
urbana
nella
zona
industriale
e il
realizzarsi
di
qualche
industria
nella
zona
urbana.
Invano
per 4
anni
consecutivamente
avevamo
chiesto
il
contributo
dello
Stato e
il
relativo
finanziamento
per la
costruzione
di un
edificio
scolastico
e
dovemmo
faticosamente
escogitare
altro
sistema
per
poter
costruire
le
scuole
di via
Matteotti
dove
provvisoriamente
è
ospitata
la
Scuola
Media
Unificata.
In
questi
ultimi
anni
abbiamo
potuto
grazie
alle
finanze
comunali
ormai
completamente
risanate
operare
notevoli
sistemazioni
di
coperture
di
rogge,
tombinature
e
fognature,
sistemazioni
stradali,
ampliamenti
di
impianti
di
illuminazione
come ad
esempio
la
Padana,
Villaggio
Nord e
Villaggio
XX
Settembre
e
sistemato
con
asfalto
previo
fondo in
Tout-venal
molte
strade
con
marciapiede,
ed un
primo
ridente
giardinetto
con
giochi
al
villaggio
XX
Settembre
dove i
bambini
passano
ore
felici.
Una
certa
cura
l’abbiamo
dedicata
ai
bambini.
L’asilo
di via
Roma
dedicato
ai
caduti
della 1^
Guerra
Mondiale
oggi
funziona
con la
refezione
che dà a
tutti
gli
ospiti
un
nutrimento
sano e
completo
come la
scienza
medica
prescrive
e i
bambini
si
sviluppano
sani
sotto la
costante
sorveglianza
della
pediatra
scolastica.
L’invio
di
bambini
alle
colonie
estive
oggi è
notevole.
Da un
piccolo
quantitativo
che fu
mandato
nei
primi
anni
siamo
arrivati
alla
cifra di
270 del
1964.
Le borse
di
studio
istituite
con sole
Lire
15.000
nel 1961
sono
salite a
250.000
nel
1962, a
500.000
nel 1963
e a 1
milione
nel
1964.
E’ ormai
tradizione
annuale
la
distribuzione
delle
borse di
studio e
la
premiazione
dei
ragazzi
meritevoli
in
un’atmosfera
festosa.
Di più
avremmo
potuto
fare se
le
lungaggini
burocratiche
non ci
avessero
tenuti
fermi in
attesa
spasmodica.
Difatti,
il 26
gennaio
1963, il
Consiglio
Comunale
approvò
il
progetto
di spesa
di 16
milioni
per la
costruzione
di un
edificio
per la
Scuole
Mede la
cui
approvazione
è
avvenuta
dopo 15
mesi in
un
momento
che i
prezzi
erano
notevolmente
aumentati
ed il
sopravvenuto
blocco
della
spesa
pubblica
ci
toglieva
ogni
possibilità
di
finanziamento.
Solo il
12
agosto
abbiamo
ottenuto
il mutuo
e il 26
ottobre
abbiamo
iniziato
i
lavori.
Il 27
ottobre
1962
approvammo
il
bilancio
per la
spesa di
30
milioni
per la
costruzione
di un
asilo
infantile;
anche
qui le
lungaggini
dell’approvazione
del
progetto
e della
autorizzazione
a
contrarre
il mutuo
ci hanno
portato
a dovere
accettare
aumenti
di
prezzi e
aumenti
di
interessi
sul
mutuo
con
conseguenti
ritardi
all’inizio
dell’opera.
Il 9
luglio
1963 si
approvava
il
progetto
per la
sistemazione
definitiva
del
cimitero
ed un
progetto
stralcio
per un
primo
lotto di
lavori
di
ampliamento
e
sistemazione
per un
importo
di 28
milioni
già
finanziati
nel
bilancio
1964 ma
ancora
oggi in
attesa
dell’approvazione
del
progetto
e
dell’autorizzazione
a
seguire
i
lavori.
Il 22
settembre
1964 il
Consiglio
Comunale
ha
approvato
il Piano
Regolatore
Generale,
il Piano
di
Fabbricazione
e
Regolamento
Edilizio
e il
piano di
applicazione
della
Legge
167 per
l’edilizia
popolare.
Con
questo
atto
l’Amministrazione
Comunale
di
Vimodrone
traccia
il
programma
di
massima
nell’evolversi
di
Vimodrone
che da
piccolo
borgo
agricolo
ai
margini
della
metropoli
lombarda
sta
diventando
un
centro
di vita
destinato
a
svilupparsi
tra il
verde in
una
armonica
cornice
alla
città di
Milano.
Dal 1951
ad oggi
la
popolazione
e il
bilancio
hanno
avuto il
seguente
incremento:
|
|
tot. bilancio |
uscite obbligatorie |
lavori ordinari e strardinari |
assistenza |
|
|
. 16.000.000. |
8.338.000.. |
2.965.000...... |
3.663.000..... |
|
|
27,700.000 |
11.340.000 |
2.165.000 |
13.195.000 |
|
|
27.790.000 |
9.937.000 |
5.225.000 |
7.378.000 |
|
|
32.250.000 |
12.478.000 |
13.347.000 |
9.920.000 |
|
|
34.585.000 |
13.192.000 |
17.648.000 |
9.290.000 |
|
|
51.945.000 |
16.300.000 |
26.530.000 |
10.785.000 |
|
|
42.615.000 |
14.080.000 |
15.115.000 |
13.295.000 |
|
|
48.970.000 |
17.825.000 |
12.450.000 |
15.115.000 |
|
|
55.950.000 |
21.000.000 |
18.400.000 |
16.050.000 |
|
|
74.160.000 |
23.350.000 |
26.450.000 |
16.200.000 |
|
|
82.200.000 |
26.135.000 |
31.100.000 |
19.200.000 |
|
|
104.100.000 |
37.570.000 |
54.125.000 |
20.805.000 |
|
|
153,050.000 |
52.205.000 |
63.720.000 |
32.240.000 |
|
|
206.000.000 |
64.000.000 |
108.000.000 |
34.000.000 |
|