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linee programmatiche
di fine mandato
premessa 1
Chi è
interessato al buon vivere di Vimodrone
poiché qui risiede e segue solo
marginalmente i fatti politici locali, non
potrà mai capire perché il Sindaco
DarioVeneroni ha presentato le linee
programmatiche di fine mandato (2010-2012)
chiedendone l’approvazione nel corso del
Consiglio comunale del 4 maggio 2010.
Anche i più
avveduti si chiederanno perché mai sia
avvenuta una cosa del genere dal momento che
la prassi impone una linea programmatica
coerente con le promesse elettorali, quelle
per cui i cittadini hanno votato te e la tua
coalizione.
Al momento
dell’insediamento, il Sindaco enuncia le
linee guida che sono poi votate dalla
maggioranza, con la speranza (per i
cittadini) che la Giunta reggente non faccia
brusche manovre procurando gravi danni, se
non il deragliamento del convoglio.
Il fatto è
che alcuni inconvenienti di percorso si sono
pur verificati nel corso di questi ultimi
tre anni della seconda legislatura.
Vediamoli in modo sintetico:
-
Il
giorno stesso dell’insediamento i due
socialisti in coalizione (De Lisi e Broi)
non sono soddisfatti per le nomine
assessoriali in quanto esclusi dalle
poltrone e fanno la dichiarazione di
costituzione di gruppo a sé stante.
Garantiscono comunque la loro fedeltà
alla nascente coalizione.
-
Il
rappresentante del PdCI (Lo Presti)
nello stesso contesto sbuffa e mugugna
la propria insoddisfazione, ma anche lui
promette fedeltà di coalizione.
-
Per
circa due anni, con qualche scossone la
barca va, finché il nodo socialista di
inizio legislatura viene al pettine. Lo
Presti e stato anzitempo “accontentato”
con la delega alla Pace e
Cooperazione Internazionale mentre
manca una poltrona per i socialisti.
Veneroni deve procede a un rimpasto. In
discussione viene messo il ruolo di
Passera, uno dei due Assessori esterni
alla coalizione. Segue una lotta
intestina che giunge fino alle
segreterie di partito creando
malcontento diffuso.
-
Lo
scenario a fine battaglia è il seguente:
Passera non viene rimosso. Il vice
Sindaco e due Assessori lanciano strali
e contumelie contro Veneroni uscendo
dalla maggioranza per costituire il
gruppo Vimodrone Democratica, ma
con dichiarazioni ambigue di fedeltà
alla coalizione nel cui nome sono stati
eletti dai cittadini. Un quarto
Assessore (Brescianini, oggi vice
Sindaco) presenta le sue dimissioni e
prontamente le ritira. Ivana Broi
(socialista) ottiene una poltrona di
Assessore. Casati e Romano sostituiscono
i due Assessori fuoriusciti.
-
In
tutto questo trambusto, proseguono i
lavori per la revisione del un nuovo
statuto comunale. L’occasione è buona
per accontentare anche la richiesta di
Davide Galeone (Movimento di Centro) che
da tempo chiede di essere riconosciuto
come gruppo a sé stante senza possederne le peculiarità in quanto la precedente
versione statutaria non prevedeva gruppi
se non composti da almeno due unità.
Come si
vede, la questione è stata un po’ elaborata,
ma alla fine possiamo dire che tutti sono
stati resi felici e contenti… Felici?
Contenti? E quando mai?
Vimodrone
non è esente dal male oscuro della politica
(notare la p minuscola ben distinta dalla P
maiuscola che dovrebbe sancire il principio
dell’interesse del cittadino) che ormai
prosegue per bande armate e con il più
sfrenato tifo da ultrà, di quello cattivo e
che non ha nulla a che vedere con il nobile
pensiero di Pierre de Coubertin. Illusi?
Naïf? Sprovveduti? Il pensiero di
un’altra città protende per la “P”
maiuscola, proprio perché Vimodrone mette in
campo interessi da piccola bottega se
confrontati con la politica nazionale e
regionale, e se anche in così modeste
dimensioni dove tutto si può gestire con
maggior facilità si trovano difficoltà
perché gli ostacoli insormontabili sono
rappresentati da poltrona e potere, embé
vuol dire che vacillano le certezze di
essere caduti in buone mani.
Ecco quindi
Veneroni avvelenato con quei tre
fuoriusciti. I tre fuorisciti quasi
divertiti nel porre ostacoli alle delibere
in nome di una Finiana attualità che
sancisce il diritto alla critica.
L’opposizione che assiste divertita, ma
anche stizzita, alle questioni di famiglia
in casa centrosinistra. Vari interpreti che
coltivano perlopiù il proprio orticello,
minacciando persino di adire per vie legali
in caso di lesa maestà. Diversi comprimari
che sembrano quasi passanti smarriti con il
solo compito di alzare la manina al momento
delle votazioni senza interpellare la
propria coscienza e credo politico.
Per chi
volesse sapere tutta la verità e nient’altro
che la verità su come sono andate le cose
nella seduta di Consiglio del 4 maggio 2010,
dovrà leggere l’articolo intitolato
“premessa 2”. Solo così sarà possibile
capire perché il nostro beneamato Sindaco ha
presentato il Programma di Fine Legislatura…
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