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linee programmatiche
di fine mandato
premessa 2
“Da quando quei tre
balordi sono usciti
dalla coalizione non ho
più pace!” Così deve
averla pensata Veneroni
nel preparare la
strategia per
incastrarli alle loro
responsabilità. “Mi
dicono che fanno ancora
parte della maggioranza
ma mi votano contro
nella seduta
d’approvazione di
bilancio…” è il contro
canto della capogruppo
Vania Gardinazzi.
Sì, perché Gregoli,
Favaro e Stabile sono
propositivi su alcune
questioni, ma vere e
proprie anguille su
altre. E la loro
appartenenza alla
maggioranza è di vitale
importanza dal momento
che la loro fedeltà
condiziona molto il
conteggio dei voti a
favore di Veneroni. Il
risultato finale può
essere di 14 a 7, ma
potrebbero anche
verificarsi casi
di 11 a 10, e in
quest’ultima ipotesi, si
sa, un raffreddore, una
pipì di qualcuno della
maggioranza al momento
opportuno, potrebbe
mettere in seria
difficoltà la Giunta.
Ecco spiegato perché è
necessario stanare quei
tre inchiodandoli alle
loro responsabilità.
Certamente non è una
situazione leggera, ma
il carico da undici lo
ha messo sul tavolo
il primo cittadino
quando dopo la
fuoruscita dei tre,
siamo ai primi del 2009,
ha pronunciato in aula
un discorso che più o
meno suonava così: “…non
si capisce perché siano
usciti, le motivazioni
addotte sono
incomprensibili,
praticamente
pretestuose…”
dimostrando ancora una
volta la veridicità di
quanto spiegato nella
chiara e articolata
lettera congiunta
(vedere nostro archivio
di sito) dove
sostanzialmente il
Sindaco veniva da loro
accusato di arroganza,
poca democraticità e
labile trasparenza. Più
chiaro di così!
Ma tant’è. Il nostro
Primo cittadino, che non
possiede nel proprio
bagaglio personale
quello dell’autocritica
e del dialogo, ha solo
celato il rancoroso
proposito di vendetta
ripromettendosi una
rivincita politica al
momento opportuno.
E il passaggio da
rancoroso proposito a
solenne incazzatura
(scusare il francesismo)
è stato breve quando i
tre hanno messo
recentemente in
discussione il bilancio
presentato in aula
dall’Assessore Romano.
Fatto certamente
stigmatizzabile per chi
si dichiara in
maggioranza, ma non
privo di peso tecnico se
si analizzano le
questioni messe in
evidenza dalla Stabile a
nome del proprio gruppo.
Da qui in poi, per tre
sedute di consiglio
consecutive inizia il
quiz “CON CHI
STANNO QUEI 3? Il
bizantinismo politico ha
la facoltà di
raggiungere alte vette,
con voli pindarici che
sono sconosciuti ai più.
Le parti in campo sono
due. Eccole:
VENERONI & GARDINAZZI
Sono loro che devono
dichiararsi fuori dalla
maggioranza e non noi a
buttarli fuori. Se
contestano anche il
bilancio che è l’atto
più importante di
un’Amministrazione,
siano almeno
responsabili e
conseguenti. Non
vogliamo essere noi i
“cattivoni” che assumono
l’iniziativa.
STABILE – FAVARO –
GREGOLI Sono loro che ci
devono buttare fuori. Di
fatto
ci hanno costretto alla
creazione di un nostro
gruppo per mancanza di
dialogo e democrazia. La
differenza fra prima e
ora è che le nostre idee
sono esposte alla luce
del sole e, come si
vede, tanto quanto prima
e nonostante il buon
senso, vengono bocciate
a prescindere. Noi,
rimaniamo fedeli al
nostro elettorato e
stiamo in maggioranza.
Siano loro ad assumersi
la responsabilità.
SIAMO AL DUNQUE…
E’ così che per uscire
dall’impasse, Veneroni
ha presentato in aula il
4 maggio scorso
le sue linee
programmatiche di fine
mandato, chiedendone
l’approvazione. Come per
l’inizio mandato chi
aderisce alle linee
programmatiche
appartiene alla
maggioranza,
chi è contrario si
intende all’opposizione.
Ottima idea! Inusuale,
ma ottima. Permane un
solo problemino: i
nostri tre (a questo
punto eroi) si sono
schierati a favore,
lasciando cristallizzate
le rispettive posizioni,
tali e
quali a quelle
antecedenti lo
stucchevole teatrino
appositamente allestito.
A questo punto permane
anche un altro problema
legato al cambio di
Statuto comunale che
sancisce la possibilità
di costituire gruppo a
sé anche per singoli
Consiglieri (vedi
Galeone) che, di fatto,
deve giocoforza rivedere
la proporzionalità fra
maggioranza e
opposizione delle
quattro Commissioni
consiliari. Riportiamo
di seguito il testo
integrale evidenziando
in rosso il fatto in
questione.
Art. 20 -
Commissioni
consiliari
permanenti
1. Il Consiglio
comunale per il
preventivo
approfondimento
degli argomenti da
trattare nelle
adunanze, per lo
studio dei
provvedimenti,
iniziative, attività
di competenza del
Comune, procede alla
costituzione di
commissioni
consiliari
permanenti.
2. Il regolamento ne
determina la
composizione,
nel rispetto del
principio di
proporzionalità fra
maggioranza
e minoranze,
le modalità di
nomina o elezione,
il funzionamento, il
numero e le
attribuzioni ed i
casi in cui le
sedute delle
commissioni non sono
pubbliche.
Sarà necessaria una
quarta seduta di
Consiglio per la
costituzione delle
Commissioni, lasciando
spazio alla Divina
Provvidenza oltre a una
porta aperta per una
quinta, una sesta, una
settima…
Tuttavia, quel che
appare più stucchevole a
un’altra città,
non è tanto il teatrino
politichese che ha reso
l’aula consiliare come
luogo di telenovelas, ma
il contenuto
delle linee
programmatiche esposto
da Veneroni&C.
Il tutto merita quanto
meno un commento di
approfondimento su
alcuni punti che
verranno analizzati in
altri articoli preenti
in questo aggiornamento
di sito.
come è andata a finire…
Consiglio comunale del
20 maggio 2010.
Finalmente, dopo le
tribolazioni narrate
nell’apertura di
articolo si giunge al
giorno della votazione
in aula per la nuova
costituzione delle
Commissioni consiliari.
Il maneggio operativo di
voto si svolge senza
intralcio per le quattro
commissioni dal momento
che l’intesa è quella di
avere 5 membri per
ciascuna di esse: due
per l’opposizione e tre
per la maggioranza.
I tre componenti di
Vimodrone democratica si
intendono parte
integrante della
maggioranza, in quanto
(vi ricordate?) vi
avevano aderito
approvando il programma
di fine legislatura
presentato in aula da
Veneroni solo 16 giorni
prima. Se non che….
Al secondo punto
dell’ordine del giorno
era prevista
l’approvazione del
Rendiconto di gestione
2009, uno degli atti
amministrativi
fondamentali, insieme al
Bilancio di
previsione. Di fronte
all’opposizione che si
squaglia letteralmente –
Galeone del Movimento di
Centro lascia l’aula per
precedenti impegni,
seguito a ruota da Murnigotti e Mastronardi
(Io amo Vimodrone) che
abbandonano l’aula per
dedicarsi a un'altra
riunione- ci pensa
Vimodorne Democratica,
formalmente in
maggioranza, a fare
opera di supplenza.
Con un intervento
puntuale e
circostanziato la
consigliera Stabile
confuta punto dopo punto
la relazione
dell’Assessore al
bilancio Romano, ne
contesta le scelte di
politica economica
attuate (in particolare
la collocazione dei
fondi inaspettati
arrivati a fine dicembre
2009 dallo Stato per
arretrati ICI) e
conclude annunciando il
voto contrari
del suo gruppo.
Dunque la “tregua”
interna alla
maggioranza, se così
vogliamo chiamarla, è
durata lo spazio di un
mattino anzi di un
quanto di serata. Anche
se, a onor del vero, va
ricordato che Vimodrone
Democratica anche
votando la dichiarazione
programmatica di fine
mandato del Sindaco,
aveva annunciato che,
pur restando in
maggioranza, avrebbe
valutato ogni singola
delibera nel merito
votando poi di
conseguenza. E
giovedì 20 maggio, per
rincarare la dose, la
consigliera Favaro ha
ricordato che ogni
singolo Consigliere, a
prescindere dalla sua
collocazione di
maggioranza o minoranza,
dovrebbe valutare ogni
provvedimento secondo
coscienza e comportarsi
coerentemente, anziché
votare pedissequamente
per partito preso,
talvolta senza neanche
conoscere l’oggetto del
contendere. Ora il
nostro povero primo
cittadino è di nuovo
punto a capo: “Da quando
quei tre balordi sono
usciti dalla coalizione
non ho più pace!”
Un’ultima breve
considerazione: se non
andiamo errati al
momento del voto erano
presenti solo 10
consiglieri di “Io amo
Vimodrone” e quindi una
puntuale implacabile
presenza
dell’opposizione –troppo
spesso latitante-
avrebbe potuto mettere
in seria difficoltà
l’attuale maggioranza.
Anche per fare
l’opposizione occorre
preparazione,
competenza, costanza e
capacità che
evidentemente non tutti
sono in grado di
esprimere.
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