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Ogni volta che ti
accingi a parlare di
questioni politiche di
Vimodrone, ti trovi
inevitabilmente immerso
nel magma degli
accadimenti che, il più
delle volte sono
indecifrabili, come nel
caso della vicenda ALER
(vedere altro articolo
di questo aggiornamento
di sito).
Sarebbero troppe le cose
da far rilevare ma però,
una vorremmo citarla.
Una
che non influisce sulle
casse comunali ma denota
chiaramente un modo
politico d’essere e di
porsi.
Parliamo di “assessori
esterni”. Si può essere
d’accordo oppure no, ma
una Legge
dello Stato offre al
Sindaco il potere di
nominare in qualità di
Assessori anche
cittadini che non si
sono sottoposti al voto
degli elettori.
L’obbiettivo è quello di
riconoscere e utilizzare
a vantaggio della
collettività, personaggi
di particolare capacità
che non se la sono
sentita d’intrupparsi in
una lista elettorale,
aderendo a questo o quel
partito. A questo
proposito, rammentiamo
che molti dissensi sono
sorti specie sul fronte
della sinistra.
Ma
a Vimodrone, gli
iniziali dissensi si
sono trasformati in
assensi diciamo
esagerati e
che rivestono aspetti
veramente poco
democratici e
addirittura offensivi
per i cittadini
elettori.
Prendiamo il caso di
Luigi Verderio,
Assessore alle Politiche
Sociali e Problematiche
alloggiative,
(quota Rifondazione)
non solo è “esterno”
cioè non sottoposto al
vaglio degli elettori,
ma le sue capacità e
titoli (quali?) si
uniscono ad una
appartenenza
partitica e un criterio
spartitorio delle
poltrone. Poteva
Verderio, nell’ambito di
quel partito, sottoporsi
al voto democratico dei
vimodronesi? Certo che
no! Il rischio era
quello di non essere
eletto dal momento che
nessuno lo conosceva! A
questo, aggiungiamo che
risiede a Carugate. E
allora, ci chiediamo,
non vi era proprio
nessun vimodronese,
magari senza tessere di
partito e nello spirito
della legge, che potesse
essere nominato
Assessore dal nostro
Sindaco?
Un
altro caso riguarda
Giovanni Passera,
Assessore
all’Urbanistica e
Edilizia Privata (quota
Pd) non è residente a
Vimodrone e anche per
lui non ci risultano
titoli accademici. Il
passaggio fra un comune
all’altro lo qualifica
come “mestierante”
dell’Assessorato.
Ricordiamo una sua
dichiarazione: “ero
assessore a Cassina de’
Pecchi, ma non mi hanno
più voluto!”
Anche in questo caso ci
domandiamo se a
Vimodrone, non esiste
proprio nessuno in grado
di occuparsi di
urbanistica e d’edilizia
privata.
Il
massimo in assoluto
riguarda
l’Assessore al Bilancio
Francesco Romano.
Neppure si riesce a
catalogarlo come
“esterno” tanto
politicamente anomala è
la sua nomina.
Si è presentato alle
elezioni nella lista
Vimodrone sei tu e i
cittadini non lo hanno
votato:si è
piazzato al quartultimo
posto nelle preferenze
dei cittadini, in
pratica “trombato” come
si usa dire.
Possiamo affermare che
il Sindaco Veneroni nel
nominarlo Assessore si è
posto al di sopra dei
cittadini elettori?
Insomma occorre
veramente una svolta nel
modo di governare e non
lo dice solo il buon
senso ma la grande
sfiducia e
disorientamento della
gente. Le evidenze sono
chiare e mettono in
risalto un aumento di
astensioni al voto oltre
alla scelta di liste
apartitiche e tanto
altro ancora.
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