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lontano dalla gente…

La situazione di degrado politico nella quale si trova anche la nostra Vimodrone (ben lontana dall’essere un’isola felice nell’Italia Berlusconiana) è dovuta a un andazzo che in questi ultimi lustri ha ferocemente preso piede: il governo di qualsivoglia cosa, soprattutto quando si tratta di cosa pubblica, deve essere messo nelle mani tenaci dei mestieranti della politica. Il risultato? Un’evidente scollatura fra la politica e le reali necessità dei cittadini.

Un andazzo che ricorda molto da vicino il comportamento di Marchionne a proposito delle recenti vicende della FIAT. Molto “democraticamente” ha voluto la “partecipazione” dei lavoratori permettendo loro la scelta di essere tali o eterni disoccupati, ritenendo che scelte e piani di settore sono cose che riguardano solo lui e qualche altro manovratore.                In sostanza, faccio quel che mi pare perché chicchinsci el padrun sun mi!                 Messa in questi termini nessuno nega che Marchionne sia il legittimo rappresentante dei legittimi azionisti della FIAT. Vuole trasferirsi in Canada? Lo faccia, ci spiace un po’, ma  lo faccia. Quel che è insopportabile è sottoporre a referendum tali decisioni…

O insomma, giù di lì! Ipocrisia? Argomenti di facciata? Ognuno si comporti come meglio crede e sarebbe del tutto illusorio il richiamo a una minima decenza.

Decenza misconosciuta anche dal nostro amatissimo Sindaco Dario Veneroni. Dopo le promesse elettorali, ha seguito con lodevole impegno la strada della cementificazione tracciata dall’ex Sindaco leghista Galluzzo, correggendola amorevolmente con altri mattoni e dimostrando grande simpatia e comprensione per nuove colate di cemento sul territorio.

Dopo nove anni di governo indirizzati in segno opposto alle promesse programmatiche delle campagne elettorali, ha ritenuto di dividere il classico rospo da ingoiare in due mezzi rospi. Forse Veneroni pensa che ingoiandone mezzo in luogo di uno intero, la digeribilità  sia migliore per i cittadini. O forse ci sono retroquestioni al momento ignote sulle quali si devono svolgere indagini quanto meno di rito.

Fatto sta che l’imminente PGT (Piano di Governo del Territorio) è stato spezzato in due, mettendo su una corsia preferenziale e urgentissima la vicenda delle case ALER di via Fiume. Con questo, si vuole, e aggiungiamo noi si deve, dare una soluzione agli abitanti di un quartiere vergognosamente degradato per colpa dell’Ente pubblico che lo ha gestito, incassando gli affitti e non restituendo per quaranta anni un bel nulla in termini di mantenimento e di efficienza degli immobili.

E qui interviene Veneroni che da buon padre di famiglia, non si accontenta di essere padre soltanto degli inquilini ALER ma di perorare anche la causa dei costruttori. Si abbattono totalmente gli attuali “casemoni” e si ricostruiscono a nuovo in altro luogo, concedendo l’incremento degli appartamenti che saranno aumentati di una ventina di unità rispetto agi attuali 168 già in essere. E fin qui parliamo di case classificate come ALER (economiche popolari a canone proporzionale al reddito). Però, e c’è sempre un però in questi casi, verranno aggiunte anche altre palazzine che contano complessivamente 300 appartamenti   a tutto incremento del già corposo patrimonio di edilizia privata spesso invenduto in questi ultimi tempi. Il corredino completo contempla anche manciate qua e là di commerciale e terziario.

A tutto questo seguirà fra qualche mese il PGT vero e proprio, l’altro mezzo rospo, dispiegando in tutto il suo splendore altro cemento, altro traffico, altro affollamento di abitanti, altri affari d’oro per la speculazione edilizia (che poi di affari ne farà?).

Forse, una stravolgimento del territorio come questo, non avrebbe meritato un referendum fra i cittadini? Magari un referendum serio e non fasullo come quello di Marchionne? Ma tant’è, si vede che il Sindaco che i cittadini si meritano è proprio questo! A proposito. Ricordiamo che nella primavera prossima ci saranno le elezioni comunali ed è opportuno memorizzare bene questi accadimenti affinché le promesse elettorali vengano mantenute. Per contro, ci basterebbe il varo di un’ordinanza regionale per chi non le mantiene: la fustigazione a chiappe nude ed esposizione e ludibrio nella pubblica piazza. Naturalmente per i casi classificabili come spudorati, pertanto, occhio Veneroni, se la legge passa entro un anno, nessuno può fermare l’esposizione.

Scherzi a parte, la critica viene facile, ma è anche vero che il troppo stroppia. Non esiste un governo, nazionale o locale che faccia tutto bene o tutto male: si sono verificati anche casi positivi per l’interesse generale ma, ancora una volta, richiamiamo l’auspicata sintonia fra politica e necessità dei cittadini. Quando viene salvaguardato l’interesse generale si ritiene la cosa del tutto normale dal momento che chi governa è chiamato a risolvere i problemi e non certo a crearli.

 

 

 

 

 

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