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...Società.pro.Boccaloni

 

Abbiamo assistito all’iter dello studio di fattibilità relativo al trasloco delle case ALER dall’attuale sede di via Fiume a via XI Febbraio, accompagnato da una campagna pro boccaloni dal titolo

ABBATTERE PER RICOSTRUIRE

Uno slogan fra lo spiritoso, il provocatorio e il vago sapore di concretezza, che voleva sostenerne validità e convenienza. E in realtà qualcuno è stato baciato dalla convenienza! Certamente non i cittadini e neppure le casse del nostro comune.

La logica dell’abbattimento dei vecchi palazzoni parte dal presupposto che non è conveniente mettervi mano in quanto una ristrutturazione è di difficile attuabilità e con costi elevatissimi.        

La verità è che questa affermazione non si basa proprio su nulla. Infatti, non risultano agli atti studi in merito né perizie tecniche che confermino l’abbattimento degli edifici.

Un’altra città ritiene che il primo a pretendere tale documentazione debba essere proprio il nostro Sindaco, la nostra Giunta se non l’intero Consiglio comunale visto l’impegno richiesto dal progetto.

Sembra invece di essere in un torneo medievale quando si parla di questo argomento. La difesa è a spada tratta e la carica con lancia in resta. Veneroni, Gardinazzi e giù giù fino alle posizioni dei Lo Presti e De Lisi danno per scontato che in via Fiume bisogna abbatterei i vecchi palazzoni e, mentre ci siamo, abbattiamo anche la scuola che così tanto è fuori norma per via del rumore delle Metropolitana che passa a pochi passi. Mentre sembra essere del tutto a norma per l’edificio scolastico delle medie che è parallelo e a non più di 80 metri di distanza dal plesso da abbattere.

Sulla tesi dell’abbattimento, ci sono invece pool di professionisti che affermano l’esatto contrario dopo aver effettuato un sopralluogo in loco. In estrema sintesi affermano:

- non si tratta di strutture prefabbricate ma di strutture semi prefabbricate

- che lo stato di degrado in cui si trovano gli immobili è dovuto a mancata manutenzione

- che è possibile procedere con una manutenzione straordinaria che provveda a un rifacimento degli impianti, a una adeguata coibentazione (cappotto esterno) che consente un efficiente risparmio energetico e anche una migliore suddivisione degli  spazi ricavando così appartamenti in più.

Non solo la possibilità è concreta e realizzabile da un punto di vista tecnico ma è pure economicamente conveniente. Oltre tutto, operando in questo modo, si rimarrebbe nell’area di via Fiume e si eviterebbe la cementificazione dei prati agricoli di via XI Febbraio.

Ma allora perché l’ALER sceglie la soluzione più costosa?

La risposta è lapalissiana:

  • a) perché con questa soluzione si trova proprietaria di palazzi nuovi e occupa maggior terreno e quindi il valore aumenta a suo vantaggio;

  • b) perché a pagare l’operazione non sarà ALER che grazie a congiunzioni astrali sarà agevolata dalla evidente speculazione edilizia per un verso (per i cittadini significa altro cemento, centinaia di appartamenti privati, peggiore vivibilità), per l’altro dai soldi pubblici regionali e infine e soprattutto per effetto delle succulente agevolazioni concesse dal Comune di Vimodrone e dalla nostra magnanima coalizione di maggioranza.

In pratica, un grosso premio a chi non ha fatto il suo dovere (ALER) che si è premurata all’incasso degli affitti ma ha evitato con cura certosina la manutenzione delle palazzine!

Caro Sindaco Veneroni….perché?

 

 

 

 

 

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